La Vitrectomia: che cos’è e quando si esegue?

Salute degli occhi
La Vitrectomia: che cos’è e quando si esegue?
22/09/2022
vitrectomia Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

La vitrectomia viene eseguita fondamentalmente per due motivi: il primo, quando si deve estrarre l’umor vitreo (il gel trasparente che riempie lo spazio tra la faccia interna della retina e la faccia posteriore del cristallino) perché impedisce la visione, il secondo quando il chirurgo ha bisogno di lavorare sulla retina per vari motivi. 

Grazie ai significativi progressi scientifici compiuti nel campo della chirurgia e della diagnosi negli ultimi anni, si può dire che la vitrectomia ha rivoluzionato il modo in cui si possono risolvere i problemi retinici.

Quali patologie possono essere trattate?

Le patologie che possono essere trattate tramite l’intervento di vitrectomia sono: 

Come si svolge l’intervento?

La vitrectomia viene eseguita abitualmente in regime ambulatoriale (day surgery) sottoponendo il paziente ad anestesia locale con sedazione. A volte, si possono associare all’intervento anche altre procedure chirurgiche come:

  • La fotocoagulazione.
  • La criocoagulazione.
  • La chirurgia della cataratta.  
  • La chirurgia del glaucoma
  • Il posizionamento di protesi al silicone.
  • Iniezioni intraoculari.

Solitamente, il paziente può tornare a casa il giorno stesso e applicare i colliri  indicati dall’équipe medica. 

Come sarà il post operatorio?

Il periodo post operatorio di solito non è doloroso. Una volta rimosso l’umor vitreo, il chirurgo può utilizzare gas intraoculari o gel di silicone, a seconda della patologia da trattare. 

Nel caso in cui sia stato utilizzato un gas espandibile, è probabile che il paziente dovrà mantenere una certa posizione durante il periodo post operatorio (generalmente a faccia in giù). Quando si usa il gas, la vista è piuttosto scarsa all’inizio, anche se migliora man mano che la bolla si restringe. E’ comunque necessario che il paziente si attenga rigorosamente alle indicazioni del proprio chirurgo per ottenere i risultati attesi dopo l’intervento.

Perché viene eseguita una vitrectomia con utilizzo di Gas?

Prima di parlarne, è opportuno passare velocemente in rassegna i passaggi fondamentali di questo tipo d’intervento. I motivi per i quali si ricorre a questa operazione sono principalmente due: poter accedere alla retina e/o estrarre l’umor vitreo. Vediamo di cosa si tratta in entrambi i casi: 

  • Umore vitreo:

L’estrazione dell’umor vitreo, che è il liquido gelatinoso che si trova tra la superficie interna della retina e la faccia posteriore del cristallino, viene eseguita solo nei casi in cui quest’ultimo impedisce al paziente di vedere normalmente, ad esempio quando si verificano emorragie oculari nella cavità vitreale dovute a retinopatia diabetica, trombosi retinica venosa e traumi, etc.

  • Accesso alla retina:

Molte malattie retiniche devono essere trattate a livello intraoculare accedendo alla retina, motivo per il quale si ricorre alla vitrectomia. Tuttavia, è importante chiarire che, in questi casi, si deve prima estrarre l’umor vitreo e poi si può accedere alla retina.

Come affrontare il decorso postoperatorio della vitrectomia con utilizzo di Gas?

Durante l’intervento di vitrectomia possono essere utilizzati diversi materiali e tecniche: nella cavità oculare si è soliti, infatti, alla fine dell’intervento iniettare gas per riparare la retina ed aiutarla nel periodo di guarigione. Tale bolla viene gradualmente assorbita. Un’alternativa al gas, è l’olio di silicone che, però, necessita di un’altra operazione per essere rimosso. 

Sebbene i rischi di questo intervento siano minimi e i pazienti possono tornare a condurre una vita del tutto normale, nei giorni successivi l’operazione, è necessario adottare tutte le cure e raccomandazioni necessarie per permettere una guarigione ottimale in totale sicurezza. Si tratta pur sempre di un intervento chirurgico complesso che deve essere eseguito da uno specialista e che richiede una serie di attenzioni alle quali attenersi durante il decorso postoperatorio. 

Raccomandazioni da considerare del percorso postoperatorio 

  • Non fare movimenti bruschi con la testa o con il corpo, soprattutto durante la settimana seguente l’intervento. E’ consigliato inoltre non fare alcun tipo di esercizio fisico o sforzo che potrebbe compromettere la zona degli occhi appena operata
  • Il giorno successivo all’intervento, viene solitamente rimosso il cerotto occlusivo. Dopo l’asportazione del bendaggio il paziente potrebbe avere una sensazione di corpo estraneo, gonfiore palpebrale e arrossamento oculare, tutti sintomi che tendono a migliorare in qualche giorno. 
  • È importante seguire scrupolosamente i consigli medici indicati dal chirurgo al momento dell’uscita dalla clinica. La maggior parte di essi include l’uso di colliri antibiotici e gocce antinfiammatorie da usare per un tempo variabile a seconda del tipo di patologia oculare trattata. 

Oltre al distacco della retina, tra i motivi più comuni per eseguire una vitrectomia gassosa possiamo elencare: la retinopatia diabetica, emorragie intraoculari, traumi e altri problemi visivi.

Fonte

Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

. . . . . .

NOTA BENE

I contenuti medici inclusi nel sito web sono stati scritti e rivisti da personale medico qualificato. Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere del proprio medico curante o della visita specialistica. In nessun caso costituiranno la diagnosi o la prescrizione di un trattamento.

Lascia un commento