Distacco della retina: come si manifesta?

Salute degli occhi
Distacco della retina: come si manifesta?
25/06/2020

Il distacco della retina consiste in una separazione della retina attraverso il fluido sottoretinico dalla parete posteriore dell’occhio cui normalmente è attaccata (coroide). Il distacco retinico regmatogeno è il più frequente e si verifica in associazione ad una rottura della retina che consente al vitreo liquefatto (umor/corpo vitreo, degenerato a causa del passare del tempo) di fluire nello spazio sottoretinico. Ne esistono anche altre tipologie meno frequenti come il distacco della retina trazionale e il distacco della retina essudativo.

È stimato che questa patologia riguardi 1 su 10.000 abitanti ogni anno e 1 su 1400 abitanti nell’arco della vita. Appare in forma bilaterale (entrambi gli occhi) nel 10% dei casi ed è più frequente tra i 40 e i 70 anni, con un picco massimo individuato ai 54 anni.  Può riguardare nella stessa misura sia uomini che donne.

Cause e fattori di rischio del distacco retinico

Normalmente, perché si verifichi un distacco retinico, vi devono essere due requisiti: la presenza di una liquefazione vitrea e una rottura o lacerazione della retina.

  • Miopia. Più del 40% dei distacchi di retina si verificano nei casi di miopia, essendo il rischio di distacco retinico tanto maggiore quanto lo è la miopia. Ciò accade perché la degenerazione vitreale (che può portare ad un distacco del vitreo) e quelle retiniche periferiche sono più frequenti nei miopi (lacerazione, foro trofico/maculare).
  • Intervento preventivo/preliminare di cataratta complicata.
  • Se esiste un distacco della retina nell’occhio controlaterale (10% sono bilaterali).
  • Se vi è una storia familiare di distacco retinico (nel primo grado di parentela).
  • Se vi sono alcune degenerazioni retiniche periferiche pericolose. Il 60% delle rotture della retina si verificano in aree che mostrano alterazioni specifiche precedenti, essendo più frequenti negli occhi miopi. A sua volta, la incontriamo nel 3’ – 40% degli occhi con distacco di retina.
  • Traumi oculari a bulbo aperto o a bulbo chiuso possono accompagnarsi a rotture della retina, emorragia nel vitreo e distacco della retina (rappresentano il 10-12% dei casi).
  • Alcune malattie che possono causare infezioni agli occhi, come il diabete che può provocare retinopatia diabetica.

Sintomi e accertamenti

I sintomi principali che possono indicare la presenza del distacco retinico sono:

  • Lampi di luce e mosche volanti. Nel 60% dei casi possono apparire sintomi premonitori come lampi di luce (fotopsia) e mosche volanti (miodesopsie).
  • Difetti nel campo visivo. Dopo un certo periodo di tempo appare un difetto del campo visivo che il paziente tende a descrivere come un’ombra o una tenda scura.
  • Perdita della visione centrale. Si verifica quando la macula è compromessa.

Pertanto, il distacco retinico presenta solo sintomi visivi, senza alcun dolore o fastidio.

Il distacco della retina si diagnostica esaminando il fondo dell’occhio dopo la dilatazione della pupilla normalmente utilizzando uno strumento chiamato oftalmoscopio.

Pronostico

La prognosi dipende dall’esistenza del distacco della macula. Se la macula non è compromessa è probabile che l’acutezza visiva rimanga inalterata. Al contrario, se la macula è compromessa il risultato dipenderà dal tempo di evoluzione.

Misure preventive

A causa della rilevanza di alcune determinate lesioni della retina periferica (lacerazioni retiniche, fori maculari…) quando si verifica un distacco retinico è necessario trattare tali lesioni (principalmente con fotocoagulazione laser o crioterapia) quanto prima per evitare che causino problemi più gravi al globo oculare.

Nei pazienti con distacco di retina ad un occhio va sempre esaminato l’occhio controlaterale sano per individuare e trattare preventivamente le degenerazioni esistenti.

Inoltre, le persone con miopia o familiari che hanno avuto il distacco di retina devono sottoporsi periodicamente ad esami oculari completi per scongiurare possibili cambiamenti nel vitreo o nella retina. Allo stesso modo, l’apparizione improvvisa di mosche volanti o un aumento brusco di quelle già esistenti, così come l’apparizione di lampi luminosi nel campo visivo, deve spingere a consultare immediatamente uno specialista in oftalmologia.

Trattamento e cura

In linea di massima, in una prima fase, se la retina è lacerata e il distacco non si è ancora verificato, l’oftalmologo può optare per un trattamento preventivo utilizzando un laser in studio (fotocoagulazione) o una terapia a freddo (crioterapia).

Nel caso in cui la retina sia già distaccata, l’unico rimedio possibile è ricorrere ad alcune tecniche di chirurgia. La chirurgia per il distacco di retina deve essere effettuata il più velocemente possibile per migliorare il tasso di successo e il risultato visivo finale. Al paziente si raccomanderà riposo fisico per evitare o minimizzare la progressione del distacco, facilitando l’operazione chirurgica.

L’obiettivo principale sarà chiudere le rotture retiniche e collocare la retina al suo posto. A tal fine possiamo ricorrere a diverse tecniche chirurgiche:

  • Retinopessia pneumatica: viene fatta un’iniezione intravitreale di gas espansibile per far aderire la retina e chiudere la rottura retinica. Questa tecnica viene fatta in studio o in sala operatoria sotto anestesia locale e con strumenti e materiali sterilizzati. Dopo l’intervento, il chirurgo darà al paziente delle istruzioni da seguire, come: mantenere una posizione specifica, della testa per vari giorni e non fare cose che potrebbero favorire, l’innalzamento della pressione intraoculare, come ad esempio: sforzi o viaggi in aereo.
  • La chirurgia episclerale – chirurgia ab-externo: si chiama episclerale perché si esegue sulla sclera, la parte esterna e bianca dell’occhio. L’obiettivo è quello di aumentare la pressione e permettere alla retina di accollarsi. Vengono usate bande e spugne in silicone (cerchiaggio e piombaggio) fermati con punti non riassorbibili alla parete oculare. La retina si riattacca dopo l’evacuazione del liquido raccolto al di sotto di essa tramite una piccola puntura praticata dal chirurgo sulla superficie sclerale (puntura evacuativa). Si è solito indicarla nei pazienti con distacchi non complicati. I risultati sono di successo nell’85 – 90 % dei casi.
  • Vitrectomia – chirurgia ab-interno: in questi casi, attraverso un approccio intraoculare, si rimuove una porzione o l’interezza dell’umor vitreo (o corpo vitreo), presente all’interno della camera vitrea dell’occhio. In seguito si realizza la retinopessia con endolaser. La vitrectomia si realizza in sala operatoria, sotto anestesia locale e con strumenti all’avanguardia.

Articolo supervisionato dal Dottor Federico Fiorini, chirurgo oftalmologo di Clinica Baviera Italia.

Fonte: Distacco di retina – Manuale MSD

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