Foro nella retina: cos’è e come si cura?

Salute degli occhi
Foro nella retina: cos’è e come si cura?
22/09/2022
Membrana Epiretinica Tempo di lettura: 3 Minuti


Cos’è un foro nella retina?

La retina, la membrana che si trova nella parte più interna del bulbo oculare, può rompersi a causa di diversi fattori (ad esempio un trauma). Quando ciò avviene, il fluido che si trova all’interno dell’occhio (umor vitreo), essendo collegato alla retina ed avendo una elasticità differente, può generare una trazione e quindi portare alla formazione di un foro. 

In questi casi, si dice che c’è un foro/rottura nel tessuto retinico. Spesso, però, il foro si origina spontaneamente, senza una chiara causa e, talvolta, come conseguenza dell’invecchiamento retinico stesso.

Quando questa evenienza interessa il centro della retina si parla di foro maculare, una patologia che di solito si manifesta nelle persone con una elevata miopia. 

Foro nella retina

Quali sono i sintomi di un foro nella retina?

I segnali che annunciano la presenza di un foro retinico sono spesso associati alla presenza di anomalie visive più o meno lievi come:

Questi variano a seconda della regione della retina in cui è verificata la rottura. 

Di seguito i sintomi più comuni da considerare:

  • Vista annebbiata.
  • Presenza di scotomi o macchie scure che può interessare una parte del campo visivo (centrale o periferico).
  • Comparsa di una specie di tenda o ombra scura nel campo visivo.
  • Distorsioni visive: ridotta capacità di scorgere i dettagli come ad esempio la nebbia e sensazione di guardare attraverso il vetro ondulato (metamorfopsia).
  • Visione di flash e lampi di luce (fotopsie).
  • Mosche volanti o eye floater che compaiono all’improvviso o aumentano di numero e/o dimensione (miodesopsie).

Quali trattamenti possono essere applicati?

Una volta confermata la diagnosi, attraverso esami specifici come l’OCT (Optical Coherence Tomography), l’oftalmologo consiglierà il trattamento più appropriato da seguire: nella maggior parte dei casi, si ricorrerà alla chirurgia dato che altre metodologie sono poco efficaci quando si creano dei fori/rotture retiniche. 

Cos’è la vitrectomia?

La vitrectomia (questo è il nome dell’intervento chirurgico) viene eseguita soprattutto nei casi in cui il foro si trova al centro della retina (foro maculare) e consiste nell’estrazione dell’umor vitreo e nella riparazione della retina.

Durante l’operazione, il chirurgo, una volta rimosso l’umor vitreo attraverso la microchirurgia, può utilizzare un gas espandibile per sigillare il foro. In questi casi, la vista del paziente sarà scarsa inizialmente, ma a poco a poco migliorerà progressivamente.

Immagine di Vitrectomia occhio

Sebbene il periodo post-operatorio si passa a casa, è molto importante per la buona riuscita dell’operazione, che il paziente segua rigorosamente le indicazioni del chirurgo: riposare bene, mantenere una corretta postura, evitare sforzi fisici per un po’ di tempo.

Fonti

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NOTA BENE

I contenuti medici inclusi nel sito web sono stati scritti e rivisti da personale medico qualificato. Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere del proprio medico curante o della visita specialistica. In nessun caso costituiranno la diagnosi o la prescrizione di un trattamento.


Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

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