Cos’è l’herpes zoster?

Il mondo Baviera
Cos’è l’herpes zoster?
23/08/2021
herpes Tempo di lettura: 5 Minuti

L’herpes zoster oftalmico è una malattia causata dal virus della varicella zoster (VZV), HERPES SIMPLEX (HSV), lo stesso che può dare origine al fuoco di Sant’Antonio e alla varicella. Una volta contratta, il sistema immunitario non è in grado di eliminarla: il virus resta latente nelle cellule del tessuto nervoso e si può riattivare producendo un’eruzione dolente sulla pelle. Se si infettano la fronte o la punta del naso, può colpire anche l’occhio.

La sintomatologia, più o meno grave a seconda del caso considerato, è caratterizzata dalla comparsa di un acuto rush cutaneo – sotto forma di vesciche distribuite a grappolo nell’area interessata– e dall’infiammazione dolorosa di tutta la zona oculare.

Il dolore causato da questo virus è inizialmente limitato ad un senso di formicolio nella parte colpita, per poi evolversi in un dolore molto più acuto, urente e difficile da sopportare. Una volta intrapreso il trattamento adeguato, il virus e i sintomi possono essere eliminati – o meglio, riportati a uno stato “dormiente” – in una settimana o poco più.

Quali sono le cause?

Come affermato, l’Herpes Zoster è causato dal virus della varicella – zoster: in seguito alla prima manifestazione del virus, il sistema immunitario produce gli anticorpi necessari a bloccarlo, riducendolo ad uno stato di latenza che può durare anni o tutta la vita. In seguito, dunque, la patologia si ripresenta come conseguenza della riattivazione dell’infezione nel bulbo oculare. Ciò può avvenire a cause di diverse problematiche, tra cui le più comuni sono:

  • Calo delle difese immunitarie
  • Invecchiamento (le persone più soggette sono dopo i 50 anni).
  • Forte stress psicologico o fisico
  • Eccessiva esposizione solare (raggi UVA)
  • Notevole alterazione ormonale
  • Chemioterapia
  • Radioterapia
  • Farmaci immunosopressori
  • Immunodeficienza
  • HIV
  • Diabete
  • Malattie neoplastiche

In certe situazioni, l’herpes zoster oftalmico può presentarsi anche a seguito del contagio con un’altra persona affetta da herpes labiale, genitale o oculare. L’autocontaminazione può capitare banalmente toccandosi gli occhi dopo essere stato a contatto con una lesione erpetica nella fase di contagio iniziale.

Dove si manifesta?

Si manifesta principalmente nella zona attorno alle palpebre, ovvero nelle terminazioni dei nervi cranici, dove l’agente patogeno è ancora celato, successivamente si può irradiare alla congiuntiva e anche alla cornea. Nel suo stato iniziale si presenta con forte dolore, decisamente insopportabile e con evidente eritema e piccole bolle d’acqua. La sintomatologia può coinvolgere la fronte, il naso e la zona oculare nel suo complesso, con un focus particolare su una o entrambe le palpebre.

Quali sono i sintomi?

I sintomi generali nella fase preliminare dell’herpes – ovvero nella cosiddetta fase “erpetica” – possono persistere per almeno una settimana e sono molto simili a quelli della congiuntivite infettiva. I principali sono:

Con il passare dei giorni, durante la fase acuta, l’herpes zoster si manifesta con eruzioni cutanee più gravi e ampie, causando prima la comparsa di efelidi cutanee eritematose e poi evolvendosi in papule o vescicole sulla punta del naso che possono essere anche emorragiche. Nella fase metaerpetica – ovvero quando il virus, rimasto latente per un certo periodo di tempo, si riacutizza –, invece, non si verifica alcuna lesione dell’epitelio corneale bensì è causato uno stato infiammatorio nello stroma corneale.

Complicanze da herpes zoster?

Spesso, quando l’herpes zoster è recidivo può presentarsi in modo più aggressivo coinvolgendo la branca oftalmica del trigemino e causando diverse complicanze oculari come:

Inoltre, nella fase acuta si aggiunge un processo di forte infiammazione palpebrale, dolore oculare e si evidenziano differenti segni oftalmici come: arrossamento della congiuntiva, edema e ptosi palpebrale, iperemia dell’episclera, arrossamento della cornea, edema corneale, aumento della pressione dell’occhio.

Un’altra conseguenza è la nevralgia post erpetica: in tal caso, il dolore si prolunga o ritorna nella stessa sede coinvolta da un precedente herpes oftalmico, di solito entro tre mesi dall’eruzione cutanea. La nevralgia posterpetica è una delle complicanze più comuni dell’herpes Zoster.

E’ contagioso?

Se un soggetto è affetto da herpes zoster, può trasmettere il germe solo a persone che non hanno mai preso l’infezione primaria, ovvero la varicella, e che non hanno mai effettuato un vaccino per questa malattia virale.

In caso di contagio, svilupperanno la varicella e non il fuoco di Sant’Antonio. Dopo essere entrati in contatto con il virus, il nostro sistema immunitario si organizza attraverso la produzione di anticorpi funzionali a neutralizzarlo: nonostante ciò, tuttavia, l’herpes zoster non può essere completamente debellato ma solo “addormentato”.

Il virus rimane infatti silente per molto tempo – a volta anche per tutta la vita –, localizzando nei gangli del midollo spinale e dei nervi cranici. Nel momento in cui, per vari motivi, le nostre difese immunitarie si riducono, c’è quindi il rischio che il virus si ripresenti.

Inoltresi consiglia alle donne in gravidanza o persone gravemente immuno-compromesse di non stare a contatto con i soggetti affetti dall’herpes zoster perché potrebbero essere soggetti a complicazioni.

Come si diagnostica?

Per diagnosticare l’herpes zoster è necessario effettuare una visita oculistica attraverso cui riscontrare segni peculiari della malattia cioè il dolore e l’eruzione cutanea (rush acuto sulla fronte o palpebrale).

L’esame obiettivo consiste nel visionare con l’oftalmoscopio i vasi sanguigni e il nervo ottico e, con la lampada a fessura, valutare eventuali segni di ulcere corneali o abrasioni. Inoltre, per confermare la diagnosi possono essere prescritti anche ulteriori esami di laboratorio specifici riguardanti il sistema immunitario. In questo caso, il medico preleverà un campione dalla secrezione oculare o dalla congiuntiva per sottoporlo alla cosiddetta “indagine citologica”, funzionale a stabilire con certezza se l’infezione sia causata dall’herpes zoster oftalmico.

È anche possibile optare per la ricerca dell’antigene VZV (varicella-zoster): in questo caso il campione sarà prelevato dalle vescicole. Infine, si può ricorrere agli esami del sangue per accertare l’eventuale presenza di anticorpi correlati al virus.

Si può prevenire?

La migliore prevenzione è quella di non avere contatto con i soggetti affetti da herpes simplex in modo da diminuire il pericolo di essere contagiati. Inoltre, per coloro che hanno più di 50 anni è possibile vaccinarsi contro questa malattia in modo da evitare la riattivazione del virus varicella-zoster.

Infine, come per molte altre patologie, un importante aiuto è dato dal seguire una dieta alimentare corretta e equilibrata, sfruttando le proprietà nutritive di alcuni cibi: è quindi importante assumere in modo costante vitamina C e D ma anche Omega 3, ferro, zinco e selenio (questi ultimi due contenuti nella carne, nel latte e nei suoi derivati).

Come curarlo?

I trattamenti per la cura dell’herpes zoster variano in base alla natura dell’infezione. Normalmente la cura prevede l’utilizzo di

  • Farmaci antivirali (unguenti oftalmici, colliri antivirali)
  • Farmaci corticosteroidi (in casi più complessi dove è coinvolta la cornea

Inoltre, per quanto riguarda il trattamento del dolore correlato all’herpes zoster oftalmico si possono utilizzare farmaci antinfiammatori e analgesici.

Nei casi più gravi, in cui il paziente è maggiormente esposto al rischio di incorrere in una sovra-infezione batterica, il dottore può somministrare colliri antibiotici per precauzione.

Con delle cure adeguate, il disturbo dell’herpes zoster oftalmico può essere risolto in pochi giorni. Va considerato, tuttavia, che il virus non viene eliminato definitamente ma fatto retrocedere a uno stato di latenza.

Articolo supervisionato dal Dottor. Marco Moschi, chirurgo oftalmologo di Clinica Baviera Italia.

Fonte

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