Sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi: a cosa si deve?

Curiosità
Sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi: a cosa si deve?
22/03/2022
corpo estraneo nell'occhio Tempo di lettura: 4 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

Uno dei problemi più comuni che riguarda la vista è la sensazione di avere qualcosa nell’occhio. Ciò si verifica quando al suo interno si introducono accidentalmente piccoli granelli di sabbia o altri minuscoli oggetti oppure quando compaiono infezioni come ad esempio l’orzaiolo e la congiuntivite o si avverte bruciore e si hanno gli occhi rossi.

Cosa dobbiamo fare quando sentiamo che è entrato qualcosa nei nostri occhi?

Come prima cosa è necessario assicurarsi di avere davvero della polvere o dei granelli o ancora altro dentro l’occhio. Per farlo si possono seguire queste brevi istruzioni:

  1. Andare in una zona ben illuminata ed esaminare l’occhio con l’aiuto di uno specchio, guardando in alto e in basso e su entrambi i lati. Un’altra tecnica da adottare consiste nel tirare delicatamente le palpebre per ampliare il loro angolo visivo.
  2. Se dovesse esserci un corpo estraneo negli occhi, non strofinare mai la zona interessata.
  3. Lavare l’occhio con acqua corrente o con soluzione fisiologica per rimuovere il corpo estraneo, qualora l’espulsione non avvenga spontaneamente.
  4. Una volta rimosso il corpo estraneo, si potrebbe provare un leggero prurito o bruciore per uno o due giorni, se, trascorso questo periodo di tempo, si dovesse continuare a sentire questo disagio, consultare il proprio medico immediatamente.

Perché si prova la sensazione di avere qualcosa nell’occhio quando in realtà non c’è niente?

Quando non è entrato niente all’interno dell’occhio, ma si avverte comunque questa strana sensazione, significa che potrebbe esserci uno di questi problemi: 

Sindrome dell’occhio secco

Si parla di occhio secco quando il film lacrimale non è sufficiente o comunque di buona qualità. Si tratta di una situazione molto fastidiosa che spesso provoca la sensazione di avere qualcosa all’interno dell’occhio o di sentirlo pungere. Le cause che provocano questa sindrome hanno varia natura e pertanto, anche in questo caso, è sempre bene verificare correttamente quali sono.

Per trattare la sindrome dell’occhio secco si usano molto spesso le lacrime artificiali. Ne esistono due versioni: con conservanti (non indicate per coloro che soffrono di allergie) e senza.

Orzaiolo

Un orzaiolo è una piccola protuberanza di solito dolorosa e di colore rosso che compare all’interno della palpebra dell’occhio ed è causata da un’infezione della ghiandola sebacea Meibomio, situata sul bordo ciliare. Dopo essersi gonfiata, la ghiandola diventa rossastra e spesso morbida al tatto. In realtà, gli orzaioli somigliano molto ai comuni brufoli dati dall’acne.

Si tratta di una protuberanza generalmente benigna che ha tra i tanti sintomi, anche la sensazione di un corpo estraneo all’interno dell’occhio. Si tratta, in realtà, di un problema minore che nella stragrande maggioranza dei casi, scompare spontaneamente dopo una settimana. Per alleviare il disagio, il fastidio o il gonfiore e permetterne una guarigione più rapida, esistono alcuni pratici rimedi:

  • mantenere pulite le palpebre,
  • fare impacchi caldo/umidi,
  • astenersi dall’indossare lenti a contatto,
  • evitare di truccarsi.

Congiuntivite

congiuntivite

La congiuntivite è una patologia dell’occhio piuttosto comune. È caratterizzata dall’infiammazione di una membrana, chiamata congiuntiva, che ricopre la superficie esterna del bulbo oculare e la parte interna della palpebra.

I principali sintomi della congiuntivite sono:

Come evitare che qualcosa entri negli occhi?

La sensazione di avere qualcosa negli occhi è molto fastidiosa, ecco alcuni piccoli accorgimenti per evitare di soffrirne in determinate occasioni.

Indossare occhiali da sole all’aperto

Una delle principali cause che determina questa fastidiosa sensazione è il vento, che trascina le particelle sospese nell’aria sulla superficie dell’occhio. Il modo migliore per combatterlo è indossare gli occhiali da sole all’aperto che, oltre a proteggerci dai raggi ultravioletti (UV), impediscono a molte particelle diffuse nell’atmosfera di entrare nei nostri occhi.

Va inoltre considerato che più gli occhiali sono grandi e avvolgenti, meglio è, poiché la superficie che riusciamo a coprire e, quindi a proteggere, è maggiore e può interessare sia l’occhio stesso che le zone adiacenti ad esso.

Usare gli occhialini sia in piscina che in spiaggia

Oltre alle particelle trasportate dal vento, l’acqua del mare e quella delle piscine può produrre la sensazione di avere qualcosa all’interno degli occhi sia perché è effettivamente così sia perché è l’acqua stessa che ha irritato la congiuntiva. Per evitare questo fastidio, oltre a non aprire gli occhi sott’acqua, è consigliabile utilizzare gli occhialini quando andiamo a nuotare in piscina.

Evitare di toccare gli occhi con le mani

Un’altra abitudine molto comune che facilita l’ingresso di qualcosa nei nostri occhi è legata all’uso delle nostre stesse mani. Spesso capita di toccarsi il viso istintivamente. Si tratta di un gesto del tutto naturale che facciamo tutti. Tuttavia, quando ciò riguarda gli occhi o l’area oculare, può succedere che qualche particella di sporco venga trascinata fin dentro l’occhio. Questo comportamento causerà la spiacevole sensazione di avere qualcosa al suo interno.

Il modo migliore per evitarlo è non toccare la zona che circonda i nostri occhi, o di farlo il meno possibile. È un’abitudine che all’inizio può essere difficile ma, una volta acquisita, sarà più naturale e più facile da mantenere di quanto possa sembrare.

Fonte

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NOTA BENE

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Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

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