Mosche volanti o Miodesopsie: cause e trattamento

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Mosche volanti o Miodesopsie: cause e trattamento
13/04/2022
mosche volanti Tempo di lettura: 8 Minuti

Le miodesopsie, chiamate anche “mosche volanti” o “floaters” in inglese, sono un fenomeno piuttosto comune causato da percezioni visive che si generano direttamente all’interno dell’occhio, dovuto alla non perfetta trasparenza dell’umor vitreo.

Sarà capitato a molti di osservare il cielo azzurro, una parete bianca o semplicemente di strofinare gli occhi e di avere all’improvviso la sensazione di vedere corpi mobili: piccoli corpuscoli scuri, puntini grigi, macchie nere o filamenti frastagliati, che fluttuano all’interno del campo visivo.

Questi corpi vitreali, detti “mosche volanti” a causa della loro natura “fluttuante” e del loro galleggiare, non vengono catturati dallo sguardo, ma brulicano intorno ai nostri occhi e diventano più fastidiosi quando si trovano al centro della visione.

Si tratta di un fastidio più che di un problema reale e, di per sé, le miodesopsie non compromettono la vista anche se possono essere molto fastidiose, specialmente quando si guarda un foglio bianco, un giornale o uno sfondo chiaro e luminoso.

Solitamente non rappresentano un pre-sintomo di malattie gravi, ma è comunque importante non trascurarle perché potrebbero essere legate a patologie oculari più gravi, come ad esempio il distacco della retina, un’emorragia, una forte infiammazione, o, ancora, a malattie come l’emicrania e malattie sistemiche (come ad esempio il diabete).

mosche volanti
Mosche volanti negli occhi

Quali sono le cause delle miodesopsie?

All’interno dell’occhio è presente il corpo vitreo, una sostanza limpida e gelatinosa, che è inserita nello spazio compreso fra la retina e il cristallino dando al bulbo oculare una forma sferica. Il gel del vitreo è composto per il 99% da acqua e per il restante 1% da zuccheri, fibre collagene, cellule vitree (ialociti), proteine, elettroliti, acido ialuronico, che costituiscono la struttura portante.

La degenerazione del corpo vitreale inizia a 20-30 anni, ma si mostra dopo i 40-50 anni, perché a causa dell’invecchiamento, il problema si manifesta più frequentemente. Nei casi di forte miopia (ovvero al di sopra delle 5 diottrie) la degenerazione può avvenire anche precocemente, in giovane età.

Con il passare degli anni, il corpo vitreo perde la sua trasparenza perché la struttura gelatinosa si deteriora, incominciando a fluidificarsi e a condensarsi. Allo stesso tempo, le fibre di collagene si sfibrano creando filamenti di forme differenti tra di loro, che proiettano un’ombra sulla retina e vengono percepiti (appunto) come corpi mobili vitreali o miodesopsie.

Altre cause che provocano la formazione di “mosche volanti”, oltre all’invecchiamento, alla scarsa idratazione, alla miopia, ad un’attività sportiva troppo intensa, ad un’esposizione prolungata alle fonti di calore che possono indurre secchezza e a disordini nel metabolismo, sono il diabete, l’utilizzo di determinati colliri o farmaci, o l’aver subito traumi alla testa o agli occhi.

miodesopsie

Le mosche volanti possono dipendere da certe patologie?

In linea di massima, quando si tratta di puntini neri o di elementi di piccole dimensioni che compaiono occasionalmente non è nulla di patologico, mentre quando sono grandi e si manifestano insieme ad altre sensazioni come il male alla testa o agli occhi e ad una vista offuscata, è bene consultare un medico oculista. Può infatti succedere che la comparsa delle miodesopsie dipenda da un principio di distacco della retina, oppure, dall’inizio di una patologia grave che interessa l’occhio come la maculopatia, o da un’infiammazione che si sta sviluppando all’interno dell’occhio dove si trovano i corpi vitrei.

Come si esegue la diagnosi?

Come abbiamo visto più volte, una diagnosi corretta deve tenere conto dell’evoluzione a livello clinico della storia del paziente e deve considerare una serie di fattori, questo anche nel caso delle mosche volanti: quando si è presentato il problema; quali sono stati i sintomi associati a questo disturbo, come si manifesta; di che forma o dimensioni sono le mosche volanti, i puntini, lampi di luce, di che colore sono e soprattutto se sono comparsi a seguito di un trauma o un particolare episodio di cui magari si trascura l’importanza.

A volte le miodesopsie hanno la forma di piccole ragnatele circolari o filamenti che però non devono essere confuse con gli effetti molto comuni di abbagliamento, determinati dall’esposizione a fonti di luce intensa. Una volta formate, le mosche volanti tendono a manifestarsi in maniera continua e regolare. Si tratta di un disturbo che può durare anche per tutta la vita

La diagnosi dovrà tenere conto anche delle eventuali patologie oculari dalle quali si è affetti, come ad esempio la miopia che, in questi casi, ricopre un ruolo fondamentale. Stesso discorso per eventuali interventi chirurgici ai quali ci si è sottoposti (come la cataratta), che potrebbero aver lasciato delle conseguenze a livello oculare.

Durante la visita verranno eseguiti una serie di esami come ad esempio la misurazione dell’acuità visiva (o visus), della pressione intraoculare (la tonometria) e un test più approfondito per verificare lo stato di salute del fondo oculare (oftalmoscopia o fondoscopia) in particolare della retina, del corpo vitreo e della papilla del nervo ottico.

Le mosche volanti si possono curare?

Attualmente non ci sono farmaci o interventi chirurgici in grado di eliminare completamente questi punti mobili di colore grigio più o meno intenso che fluttuano davanti ai nostri occhi. Va inoltre detto che al momento della loro comparsa, il paziente di solito avverte ansia e preoccupazione anche perché il problema non tende a scomparire subito. Alla fine, passata qualche settimana, si tende a non farci più caso e ci si convive. In linea di massima, però è sempre consigliato un’accurata visita oculistica per evitare la manifestazione di patologie più gravi ed accertarsi che questi corpi mobili non siano collegati a problemi di altra natura. Inoltre, nei casi più gravi, si può anche decidere di intervenire e di curare le miodesopsie con la vitrectomia, una tecnica chirurgica che consiste nell’estrazione dell’umor vitreo e nella sua sostituzione con una soluzione salina. Un’opzione estrema che deve essere ben valutata perché potrebbe portare in alcuni casi ad avere conseguenze importanti come il distacco della retina. Pertanto questa opzione non è sempre consigliabile.

In cosa consiste la vitrectomia?

Vitrectomia per curare le miodesopsie

L’intervento di vitrectomia, per le miodesopsie, rappresenta una valida soluzione di micro chirurgia oftalmica per accedere alla retina e per estrarre l’umor vitreo dall’occhio (in modo parziale o totale) solo nei casi in cui la visione è compromessa e il paziente non può vedere normalmente, in quanto il corpo vitreale non è più trasparente e si presenta irrimediabilmente danneggiato.

L’operazione consiste in un taglio e nell’aspirazione dell’umor vitreo mediante l’inserimento di piccole sonde nel bulbo oculare. Può essere effettuato in anestesia locale o totale.

L’intervento dura circa 20 minuti, ma può variare in base alla gravità del problema. Se non ci sono complicanze, il post operatorio è di circa 24 ore. Nei giorni successivi all’operazione, i pazienti possono tornare a condurre una vita normale anche se dovranno adottare una serie di cure e seguire le raccomandazioni necessarie per guarire in totale sicurezza. Il decorso postoperatorio verrà sempre eseguito in accordo con le indicazioni dello specialista che prescriverà una terapia farmacologica, instillando dei colliri specifici. La durata di questo trattamento dipenderà ovviamente da come si svilupperà il singolo caso.

In concomitanza con la terapia medica, bisognerà inoltre cercare di evitare di fare sforzi o movimenti bruschi con il corpo e con la testa non sottoponendosi ad esercizi fisici o attività sportive che potrebbero causare traumi e compromettere la zona occhi che ha subito l’intervento.

Ci sono rimedi naturali contro le mosche volanti?

Come sopra specificato, le mosche volanti sono causate da un invecchiamento del corpo vitreo che tende a perdere la propria fluidità. Per questo motivo, è importante cercare di mantenere sempre ben idratato il nostro organismo e, di conseguenza, i nostri occhi bevendo molta acqua (di solito almeno 2 litri) durante la giornata.

In linea di massima, le miodesopsie si verificano dopo i 50 anni per un naturale processo fisiologico, anche se in alcuni pazienti affetti da miopia, possono iniziare a comparire già ai venti o trent’anni d’età. Per questo motivo, è importante fin da giovani, seguire un regime di vita sano che preveda il consumo di cibi a base di frutta e verdura e alimenti ricchi di sali minerali, che sappiamo perdersi durante l’attività sportiva soprattutto nei mesi più caldi. Lo stesso oculista potrà, in casi particolari, prescrivere integratori di vitamine e minerali da prendere all’occorrenza. Un altro accorgimento da seguire, che non implica particolari sforzi, è quello di indossare lenti scure quando c’è molta luce in modo da cercare di ridurre la visione delle ombre che si collocano davanti alla macula.

Per finire, va comunque detto che vedere mosche volanti che fluttuano continuamente è un disturbo che ha delle ripercussioni anche a livello psicologico. Dare troppo peso a queste situazioni porta, a volte, ad uno stato di malessere ed ansietà ossessivi. Uno specialista potrà consigliare, anche in questi casi, quali tecniche adottare per cercare di spostare l’attenzione del nostro cervello dalle ombre che il corpo mobile proietta all’immagine in sé. Un esercizio da fare è quello di compiere movimenti con gli occhi dal basso all’alto per cercare di spostare da una zona all’altra gli addensamenti del gel vitreale che si trova tra la retina e il cristallino.

Un po’ di pratica e pazienza si riveleranno molto utili per conviverci pacificamente. Ricordiamo che vedere le mosche volanti ogni tanto in modo occasionale è una cosa naturale che segue il processo fisiologico di invecchiamento del nostro apparato oculare. Con il passare del tempo, capiterà di non farci più caso.

Fonti

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