Esame del campo visivo computerizzato: cos’è?

Salute degli occhi
Esame del campo visivo computerizzato: cos’è?
15/09/2021
Tempo di lettura: 5 Minuti

L’esame del campo visivo computerizzato viene usato per verificare la presenza di alterazioni della sensibilità retinica o della funzionalità del nervo ottico.

La campimetria o perimetria computerizzata è un esame diagnostico utilizzato principalmente per lo studio del glaucoma, ma può essere usato anche per controlli retinici e del nervo ottico.

In generale, lo scopo dell’esame è quello di individuare e studiare le depressioni e alterazioni del campo visivo del paziente, attraverso la valutazione – una alla volta – delle singole aree del campo visivo attraverso l’utilizzo di una luce.

La luce, messa in una certa posizione, aumenta gradualmente di intensità fino ad essere percepita: il livello minimo di luminosità percepito dal paziente prende così il nome di livello di sensibilità soglia.

Che cos’è il campo visivo?

L’area percepita dall’occhio quando fissiamo lo sguardo in un determinato punto prende il nome di campo visivo: quest’ultimo può dirsi monoculare (quando riferito a un occhio solo) o binoculare (quando riferito alla visione ottenuta grazie all’apporto di entrambi gli occhi).

Convenzionalmente, si suddivide il campo visivo in un reticolo formato da quattro quadranti, evidenziati dall’incrocio di due assi perpendicolari nel cosiddetto punto di fissazione: ovvero l’area centrale messa a fuoco dalla fovea (quell’area della retina dotata di massima acutezza e nitidezza visiva).

In cosa consiste l’esame?

L’esame è relativamente rapido e indolore. Il paziente viene fatto accomodare davanti al macchinario utilizzato per svolgere l’esame e invitato a poggiare il mento su un apposito supporto, in modo da mantenere una posizione stabile senza alcuna fatica.

A questo punto, viene sottoposto ad alcuni test luminosi: le luci lampeggianti possono essere di diversità intensità nella misura in cui, come già detto, sia possibile stabilire il livello a cui le diverse aree del campo visivo percepiscono lo stimolo.

A cosa serve?

L’esame del campo visivo è funzionale a stabilire, con precisione, l’ampiezza dello spazio che il paziente riesce ad osservare mantenendo lo sguardo fisso dinanzi a sé. In questo modo, l’oculista può valutare il grado di sensibilità retinica agli input luminosi e, al contempo, individuare eventuali patologie oculari, responsabili della riduzione della visione.

Il test serve a rilevare le alterazioni del campo visuale, evidenziando eventuali difetti periferici o centrali dell’occhio. Lo studio del campo visivo viene eseguito per differenti problemi come:

Inoltre, quello del campo visivo è un esame molto importante per la diagnosi in campo neurologico nella misura in cui permette di individuare possibili danni alle vie ottiche e alla corteccia visiva quando provocati da patologie neurologiche, tumorali o traumatiche e ischemie.

Come funziona?

Lo studio del campo visivo viene effettuato appoggiando mento e fronte sullo strumento, l’occhio che si esamina viene coperto; si guarda in un punto centrale e si preme un pulsante ogni volta che appaiono stimoli luminosi, cercando sempre di non distogliere lo sguardo.

Il funzionamento del campo visivo può essere in due metodi: cinetico o statico. La loro differenza è determinata dal modo in cui vengono proiettate le luci sullo schermo: nel metodo cinetico le luci sono in movimento e cambiano di intensità, mentre nel metodo statico le luci sono ferme e variano di intensità.

Quanto dura?

L’esame del campo visivo non ha una durata standard: di norma viene eseguito in circa 15-20 minuti per occhio quindi, qualora vengano esaminati entrambi gli occhi, l’esame avrà una durata complessiva di circa 40/45 minuti.

Una volta terminato l’esame, verrà consegnato al paziente il referto nel quale saranno contenuti i dati relativi all’analisi effettuata e la conclusione diagnostica.

Quando è consigliato farlo?

Generalmente, l’esame del campo visivo può essere suggerito in seguito ad una visita oculistica nel corso della quale il paziente abbia dimostrato una diminuzione dell’acuità visiva e, eventualmente, l’alterazione del campo visivo.

Quest’ultima può manifestarsi nella forma di macchie, flash improvvisi, punti luminosi, aree appannate e offuscate e nella riduzione della capacità di percepire i colori. Questi disturbi possono naturalmente essere accompagnati da altri sintomi:

  • dolore all’occhio
  • nausea
  • mal di testa
  • vertigini
  • senso di malessere generale
  • difficoltà nel linguaggio
  • paralisi

Per questo motivo, nei casi più gravi e complessi, la perimetria e la campimetria vengono accompagnate da esami ulteriori e approfonditi, volti a individuare con maggiore certezza la causa del problema.

Si consideri inoltre che, nel caso si abbia una patologia diagnosticata, l’esame deve essere effettuato almeno due volte all’anno.

Esiste una preparazione?

Per sottoporsi all’esame non è necessario seguire particolari norme di preparazione, come ad esempio l’essere a digiuno o l’essere accompagnati alla visita né è richiesta alcuna dilatazione della pupilla.

Tuttavia, è importante che il paziente porti con sé tutta la documentazione oculistica in suo possesso in modo che possa essere visionata dallo specialista che effettua l’esame.

Inoltre, qualora si soffra di disturbi della vista, non vanno dimenticati i propri occhiali correttivi.

Quali sono gli altri esami del campo visivo umano?

Esistono differenti esami che analizzano il campo visivo.

  • La griglia di Amsler: è un test che analizza le anomalie della parte centrale del campo visivo. Il test è molto semplice, consiste nel mettere a fuoco lo sguardo in punto centrale di una griglia in bianco nero, in un ambiente illuminato ad una distanza di circa 30 cm. Il test viene eseguito con un occhio alla volta. Questo esame è in grado di riscontrare zone cieche, linee distorte, zone annebbiate e serve per la diagnosi di DML.
  • Il perimetro di Goldaman: è un test che permette lo studio del campo visivo periferico. Questo, viene impiegato per la diagnosi dei deficit della vista neurologici, come la perdita della vista per metà del campo visivo (amiopsie).

Ci sono controindicazioni?

Lo studio del campo visivo non è invasivo e non presenta rischi particolari per la vista. L’unica cosa che si richiede è un’evidente attenzione.

Pur non esistendo controindicazioni, per raggiungere un risultato attendibile è necessario – per la natura stessa dell’esame – che il paziente sia in grado di collaborare attivamente e rispondere alle richieste dello specialista.


Nota Bene

I contenuti medici inclusi nel sito web sono stati scritti e rivisti da personale medico qualificato. Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere del proprio medico curante o della visita specialistica. In nessun caso costituiranno la diagnosi o la prescrizione di un trattamento.

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Join the discussion One Comment

  • franco ha detto:

    ho fatto esame del campo visivo non e andato molto bene . perche non mi e stato spiegato come funzionava bene prima di farlo lo rifarei se serve ora che so come funziona

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