Tutti gli articoli di Clinica Baviera Italia

Che cos’è il chiasma ottico?

Il chiasma ottico è una struttura ovale che rappresenta il punto di unione tra il nervo ottico dell’occhio destro e il nervo ottico dell’occhio sinistro. Questa struttura ha circa 12 mm di spessore, 8 mm di lunghezza e 4 mm di altezza e si trova nel tronco encefalico a circa 5 o 10 mm di distanza dalla ghiandola pituitaria.

La caratteristica principale del chiasma ottico è che, non soltanto rappresenta la giunzione tra i due nervi ottici, ma è anche il punto in cui le fibre ottiche di questi nervi si intrecciano parzialmente, in modo che circa la metà delle fibre neurali passano dal nervo ottico sinistro a quello destro.

Dall’instante in cui gli occhi percepiscono una immagine, fino al momento in cui il cervello elabora l’informazione, essa viaggia attraverso i nervi ottici sotto forma di impulsi elettrici che si formano sulla retina che è lo strato interno dell’occhio in cui le immagini vengono proiettate.

Le immagini vengono proiettate sulla retina al contrario perché il cristallino (la lente naturale dell’occhio) inverte l’immagine. Così, la metà superiore del campo visivo è proiettato sulla metà inferiore della retina, mentre l’altra metà, quella inferiore del campo visivo, viene proiettata sulla metà superiore della retina.

Inoltre, lo stesso punto del campo visivo viene proiettato su diverse regioni delle retine in entrambi gli occhi. Pertanto, è nel chiasma ottico in cui le fibre nervose provenienti da diverse parti si incrociano e da questo punto, il nervo ottico destro proietta la rappresentazione completa del lato sinistro del campo visivo e il nervo ottico sinistro proietta la rappresentazione completa del lato destro del campo visivo. In questo modo, le informazioni di entrambi gli occhi si riuniscono in entrambi gli emisferi cerebrali (destro e sinistro ).

chiasma ottico

Lesioni del chiasma ottico

Le lesioni del chiasma ottico sono piuttosto rare, perché si trova all’interno del cranio e nella zona inferiore del cervello. I pochi casi di lesioni rilevate in questa regione sono dovute al malfunzionamento del nervo ottico che si traduce nella mancanza di visione o cecità che interessa solo la metà del campo visivo.

chiasma-ottico-ok
Continua a leggere

L’effetto della luna nei tuoi occhi

La luna ha sempre affascinato gli occhi di tutte le generazioni e dei popoli che hanno abitato la terra fin dall’inizio dei tempi. Pur non avendo una propria luce, perché in realtà questo satellite riflette solo la luce del sole, le varie fasi attraverso le quali passa ad essere piena, sono sempre state oggetto di culto.

La luna è sempre stata la luce che illumina le notti: per questo motivo, nel corso della storia, le é stato attribuito un significato divino. Questo satellite da sempre ha influenzato lo stato d’animo delle persone, modificandone anche il sonno al raggiungere la fase di luna piena. Perciò il termine ” lunatico” è profondamente radicato nell’immaginario collettivo.

Avvolta di mistero fin dai tempi antichi, la luna ha sempre ispirato il talento di persone che l’hanno guardata con occhi di artista. Tale è il caso, ad esempio, di ‘Moonlight ‘ il pezzo musicale di Debussy, che ricorda il silenzio e il mistero della luna. Così come questa bella poesia tratta dal film “The Wolfman”:

“Sferica signora di fiamma bianca che i mortali chiamano luna, luce traballante sul tappeto di nuvole cullata dalla brezza notturna.”

A volte la luna si presenta di colore giallo o addirittura rosso, soprattutto la sera, e questo succede perché la luce riflessa dal satellite in quel momento copre una maggiore quantità di atmosfera terrestre. Invece quando si allontana dall’orizzonte la luce che emana é più bianca.

A questo proposito, è degno di nota ricordare il fenomeno che abbiamo vissuto lo scorso settembre 2015, quando ci fu un’ eclissi di luna, chiamata anche ‘Super Luna ‘ che ha stupito l’intero pianeta e ha causato furore negli occhi dei fortunati che hanno avuto la possibilità di vederla. Anche la notte della vigilia di Natale dello scorso anno é stata caratterizzata da una bellissima luna piena, evento che non accadeva dal 1977 e che non tornerà a realizzarsi fino al 2034.

luna
Continua a leggere

È possibile vedere un fuoco fatuo?

Scende la notte nel mondo naturale e anche se sembra che tutte le luci si spengano, non tutte lo fanno… Nelle zone in cui si concentra acqua stagnante, come paludi e stagni, a volte é possibile vedere il misterioso fenomeno del fuoco fatuo.

Queste piccole fiamme che possono sembrare frutto di una magia sono, invece, il risultato di un processo chimico che, anche se non è stato studiato a fondo, sembra essere causato dalla combustione di varie sostanze, come gas fosforo o metano, prodotti dalla decomposizione di materiale organico di origine animale o vegetale.

Anche nei cimiteri é possibile osservare questo fenomeno perché le ossa umane contengono fosforo e calcio, che durante il processo di decomposizione producono fuochi fatui.

Altri studi suggeriscono che l’origine di questi fuochi risieda nello stress tettonico, che provoca il riscaldamento delle rocce e la conseguente vaporizzazione dell’acqua contenuta in esse, sotto forma di vapore biancastro che può essere osservato in qualsiasi momento del giorno.

Tradizionalmente e secondo il folclore popolare, i fuochi fatui rappresentano le anime dei morti recenti, che vagano fino a quando arriva il momento di entrare in purgatorio. Vedere questo fenomeno può essere considerato buono o cattivo segno; ad esempio, in alcuni paesi europei, é considerato un cattivo presagio, perché i fuochi vengono interpretati come spiriti maligni che cercano di distrarre il viaggiatore dal cammino che sta percorrendo con l’obiettivo di fargli perdere la strada.

fatuo
Continua a leggere

Lo stress può causare problemi alla vista?

Lo stress influisce sulla salute in generale perché provoca un grande dispendio di energie e la vista non ne è esclusa. Generalmente lo stress visivo si manifesta attraverso tremolii delle palpebre e infiammazioni e, nei casi peggiori, lo stress può provocare la perdita momentanea della vista.

Il tremolio della palpebra è prodotto da un piccolissimo muscolo, chiamato muscolo di Muller. L’attività involontaria e meccanica di questo muscolo viene comandata dal sistema nervoso simpatico, però nei casi in cui la secrezione dell’adrenalina è maggiore a causa dello stress, questo muscolo si attiva causando il tremolio.

L’infiammazione causata dallo stress di solito si traduce in maculopatia sierosa centrale, caratterizzata dall’ eccessiva presenza di liquido nella macula, che è la parte centrale della retina specializzata nella percezione dei dettagli; per questo motivo le persone che soffrono di questo disturbo non vedono nitidamente e nei casi più gravi possono addirittura perdere la vista momentaneamente.

I trattamenti per questo problema sono molteplici e deve essere l’oculista a prescrivere il più appropriato per ciascun caso. Anche se, di solito, la perdita della vista, nei casi di stress, è temporanea, è importante rivolgersi a un oftalmologo perché potrebbe trattarsi di un segnale di avvertimento che anticipa altri problemi più gravi.

stress vista
Continua a leggere

Comunicazione visuale

Il mondo della comunicazione è molto complesso e articolato, il modo di comunicare con l’esterno varia a seconda del nostro umore, ma soprattutto, dipende da che tipo di comunicatori siamo. Infatti c’è differenza tra un comunicatore visivo, auditivo o cinestetico.

Secondo la PNL (Programmazione neuro linguistica) il comunicatore auditivo utilizza spesso parole associate al verbo sentire, ascoltare, udire, mentre il comunicatore cinestetico si esprime principalmente attraverso sentimenti, ovvero fa riferimento a situazioni personali e al modo in cui queste lo colpiscono e lo fanno sentire interiormente.

I comunicatori che utilizzano un sistema di elaborazione visiva, invece, filtrano il mondo esterno soprattutto attraverso la vista e nell’interagire con gli altri hanno bisogno del contatto visivo, per sentirsi compresi e avere un feedback esaustivo.

Per questo motivo utilizzano soprattutto parole che fanno riferimento alla vista, alla contemplazione e al guardare, e durante la comunicazione osservano i gesti e la posizione dei loro interlocutori.

Inoltre, le persone che fanno uso principalmente della vista per rappresentare quello che vivono all’esterno, utilizzano questo senso per ricordare e prendere decisioni e il loro contatto principale con il mondo esterno è attraverso gli occhi.

Di solito parlano velocemente e spiegano molte cose insieme perché pensano attraverso le immagini; i comunicatori visivi hanno la capacità di assimilare molte informazioni perché un’immagine può trasmettere più informazioni rispetto a un suono, e sono caratterizzati dalla capacità di pianificazione a lungo termine.

Perciò: se prestiamo molta attenzione alla maniera in cui ci guardano gli altri, o ci appassiona la decorazione della casa,  siamo particolarmente bravi a ricordare volti e nomi, spesso soffriamo di problemi di tensione al collo e abbiamo problemi nel concentrarci quando osserviamo molte attività davanti a noi, senza dubbio, siamo comunicatori visivi.

comunicazione
Continua a leggere

Come vedono i gatti?

Vi siete mai chiesti come vedono i gatti?

Un gruppo di investigatori dell’Università di Penn (EEUU) ha realizzato un lavoro molto approfondito che offre sorprendenti risposte a questa domanda.

Il campo visivo è l’area che viene messa a fuoco dai nostri occhi quando guardiamo un punto preciso davanti a noi, di cui percepiamo anche ciò che si trova ai lati, sopra, sotto e vicino a quel punto.

Noi umani siamo dotati di un campo visivo di 180 gradi, mentre quello dei gatti si estende fino ai 200. Ciò é dovuto al fatto che gli antenati selvaggi dei nostri animali domestici avevano bisogno di una vista ampia per cacciare. Questa attività veniva svolta soprattutto di notte e ciò spiega il perché i gatti vedono otto volte meglio nell’oscurità rispetto agli umani.

Le cellule incaricate di percepire la luce, che si trovano negli occhi dei gatti, sono distribuite diversamente rispetto a quelle che caratterizzano gli occhi umani. Nei gatti le cellule che percepiscono il bianco, il nero e la luce tenue sono maggiori rispetto a quelle presenti negli occhi umani, mentre questi ultimi sono più predisposti a percepire i colori e la luce brillante: questa differenza fisiologica spiega il perché i gatti vedono meglio di noi nell’oscurità mentre con la luce del sole vedono più offuscato.
Inoltre i gatti, come la maggior parte dei mammiferi, non sono attratti dai colori vivaci, vedono principalmente l’azzurro, il verde e il giallo e la loro vista “da vicino” non è così nitida come la nostra.

gatto

vista gatti Clinica Baviera
Continua a leggere

Grandi artisti con problemi visivi: il daltonismo

ll daltonismo è un difetto genetico che causa difficoltà nel distinguere i colori. Esistono diversi tipi e gradi di daltonismo. Alcuni pittori come Vincent Van Gogh e Jean Von Roesgen, conosciuti per lo speciale uso del colore, erano daltonici.

Tuttavia molti oftalmologi hanno cercato di stabilire, attraverso lo studio delle sue opere, che tipo di problema visivo caratterizzasse Van Gogh. Le ipotesi più sicure tendono a dimostrare che il pittore soffriva di discromatopsia (difficoltà nel distinguere i colori) e xantopsia, un disturbo della visione per cui gli oggetti appaiono gialli.

Lo scienziato giapponese Kazunori Asada sostiene che il problema di visione di Van Gogh fosse determinato dalla mancanza di recettori del colore rosso. Lo scienziato è arrivato a questa conclusione grazie ai risultati ottenuti attraverso un simulatore che permette di vedere i colori esattamente nello stesso modo in cui li vedono le persone che hanno diversi tipi di daltonismo e altri disturbi della percezione del colore.

Van Gogh è diventato famoso grazie al suo particolare uso della luce e del colore, realizzando pennellate spesse sulla tela per conferire maggior spessore alla sua opera. Utilizzando soprattutto i colori puri, non mescolati, vivaci e forti, come il blu e il giallo. Le sue opere hanno influenzato la maggior parte dei movimenti artistici più importanti del XX secolo. Si dice che solo le persone con la visione dei colori alterata, come lui, possono percepire meglio i suoi quadri.

Attualmente Jean Von Roesgen, nato a Lussemburgo nel 1963, é internazionalmente conosciuto per l’uso monocromatico del colore, ricco di sfumature che rendono le sue creazioni uniche e immediatamente riconoscibili. I colori che più utilizza sono il blu, giallo e arancione, evitando il rosso e il verde. E voi, quanti colori siete capaci di distinguere?

Autoritratto di Vincent Van Gogh
Autoritratto di Vincent Van Gogh
Post-daltonismo
Continua a leggere

Topografia corneale

La topografia corneale è un test che viene realizzato per diagnosticare le caratteristiche della cornea, attraverso lo studio della superficie di questa membrana che riveste la parte esterna dell’occhio. Attraverso questa prova é possibile osservare l’esistenza di irregolarità e conoscerne i diversi gradi di curvatura. Anche se lo studio della cornea viene realizzato grazie a varie attrezzature, il risultato finale delle prove è una “mappa tridimensionale” della membrana, ovvero una rappresentazione della superficie corneale capace di indicarne il suo spessore, piegatura, potenza e superficie.

La topografia corneale viene realizzata, in tutti i seguenti casi:

  1. Per valutare se un paziente è un candidato idoneo o no alla chirurgia refrattiva laser e nel caso lo sia, per stabilire il tipo di tecnica più adatta: LASIK o le tecniche di superficie (PRK / LASEK). Per quest’ultimo passo, é necessario realizzare un’altra prova aggiuntiva che serve a determinare lo spessore corneale.
  2. Per valutare se un paziente è un candidato idoneo all’impianto di una lente intraoculare e, nel caso in cui lo sia, per realizzare le misurazioni intraoculari necessarie per questa operazione.
  3. Per monitorare i risultati degli interventi chirurgici.
  4. Per l’adattamento delle lenti a contatto.
  5. Per la diagnosi e il monitoraggio delle malattie che colpiscono la cornea, come il cheratocono, la degenerazione marginale pellucida o l’astigmatismo irregolare.

La procedura per eseguire la topografia corneale è indolore e molto breve. Infatti, il paziente non prova dolore, tranne, in alcuni casi, in cui può sentire un piccolo disagio o affaticamento causato dalla posizione che deve essere mantenuta per la corretta realizzazione della prova. Il paziente si deve sedere in fronte al topografo corneale con la fronte appoggiata al computer e il tecnico innesca il processo, che è totalmente automatico. I risultati sono immediati, e l’oftalmologo potrà interpretarli subito.

topografia-corneale-post
Continua a leggere