Che cos’è l’angiografia oculare?

Salute degli occhi
Che cos’è l’angiografia oculare?
03/02/2022
angiografia Tempo di lettura: 5 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

L’angiografia oculare è un esame utilizzato per studiare il sistema vascolare della retina e della coroide e per verificare che non ci siano alterazioni nella parete dei vasi sanguigni che nutrono la retina. L’oculista ricorre a questo tipo di procedure perché non riesce a valutare ad occhio nudo il sistema vascolare dell’occhio, costituito da una serie di vene ed arterie.

L’arteria principale della retina accede al bulbo oculare attraverso un’area chiamata papilla (oculare). Una volta nella retina, questa arteria si divide in due rami:

  • la nasale, che si dirama in direzione del naso
  • la temporale, che cresce in direzione opposta.

Ognuna di queste arterie è accompagnata dalle vene corrispondenti.

Attualmente esistono due tipi di angiografia oculare, l’angiografia oculare con contrasto, la più classica e tradizionale, e l’angiografia oculare con OCT, la tecnica più moderna e innovativa.

Che cos’è l’angiografia con contrasto oculare o l’angiografia con fluoresceina?

L’esame di angiografia oculare con mezzo di contrasto si esegue iniettando in vena un colorante diagnostico idrosolubile chiamato fluoresceina sodica che, attraverso una speciale macchina fotografica, rende visibili in tempo reale i vasi retinici e il loro flusso oltre ad altri aspetti importanti legati alla vista.

Per registrare le immagini (fotografie o video) della retina, viene utilizzato uno strumento chiamato angiografo oculare, in grado di lanciare una sorta di lampo/flash e di registrare il passaggio del contrasto attraverso tutti i sistemi vascolari che si trovano nel segmento posteriore dell’occhio.

Come avviene un’agiografia oculare con contrasto?

  • Per prima cosa, si dilata la pupilla con un collirio e si scattano immagini preliminari dell’interno dell’occhio. A seconda delle esigenze di ciascun paziente si possono eseguire sia angiografie oculari del segmento anteriore dell’occhio sia angiografie del segmento posteriore dell’occhio o entrambe.
  • Successivamente, al paziente viene iniettato nel braccio un colorante a base di fluoresceina di sodio. La fluoresceina è un colorante organico che ha proprietà fluorescenti che facilitano la registrazione fotografica utilizzando una macchina fotografica speciale, chiamata angiografo. Pertanto, in questi casi, si parla di fluorangiografia.
  • Questa particolare sostanza, raggiunge la retina dopo 10-15 minuti dalla sua somministrazione. Da quel momento, gli oftalmologi scattano diverse fotografie della rete vascolare dell’occhio, man mano che i vasi si riempiono della sostanza iniettata. Il tutto dura 30 minuti circa.
  • Attraverso questi passaggi è possibile ottenere una mappa completa e dettagliata del sistema vascolare dell’occhio.
  • E’ possibile che, durante l’uso del contrasto, alcuni pazienti provino una sensazione di calore o una leggera nausea, ma i sintomi o gli effetti collaterali sono generalmente lievi. Dopo il test, le pupille rimangono dilatate per circa 24 ore. Per effetto della fluoresceina, può inoltre verificarsi che l’urina assuma un colore giallo intenso. Anche i risultati degli esami del sangue e delle urine potrebbero essere alterati per i successivi tre o quattro giorni dal momento della somministrazione.

Il test è controindicato per coloro che sono allergici alla fluoresceina e per le donne in gravidanza.

L’angiografia con fluoresceina è un test molto comune ed efficiente anche se attualmente sono state introdotte tecniche più avanzate ed innovative per studiare la vascolarizzazione dell’occhio senza utilizzare alcun tipo di contrasto. Ad esempio, l’angiografia OCT.

Alcune raccomandazioni utili in previsione dell’esame:

  • La pupilla viene dilatata con particolari colliri che causano una visione offuscata nel paziente per 2-6 ore dalla somministrazione, a seconda della loro sensibilità.
  • Se si soffre di particolari allergie a qualche farmaco o a contrasti come lo iodio, sarebbe opportuno discuterne con l’oculista.
  • Per eseguire l’angiografia oculare non è necessario recarsi in clinica a stomaco vuoto, anche se non è neanche opportuno consumare un pasto troppo abbondante prima del test. In alcuni casi, l’iniezione di contrasto può causare disturbi gastrici.

Che cos’è l’angiografia OCT (Angio-OCT)?

L’angiografia OCT o Angio-OCT è un test rapido, accurato, privo di rischi e non invasivo, a differenza dell’angiografia con fluoresceina. Questo nuovo metodo diagnostico consente di eseguire l’angiografia della coroide, della retina e del nervo ottico, basandosi sulla tecnologia della tomografia a coerenza ottica per visualizzare non solo i grandi vasi sanguigni, ma anche i capillari. Tutto questo senza l’iniezione di alcun tipo di contrasto e la necessità di dilatare le pupille del paziente.

Angio-OCT rappresenta un grande progresso nei metodi diagnostici usati tradizionalmente in quanto consente di mostrare un’immagine ad alta risoluzione e pertanto ancora più dettagliata e precisa della struttura vascolare dell’occhio, in tre dimensioni.

Questo test è particolarmente utile per la diagnosi e il follow-up dei pazienti con glaucoma grazie alla possibilità di osservare attentamente il flusso del sangue della testa e la circolazione sanguigna del nervo ottico.

Recenti studi hanno infatti dimostrato che esiste una stretta correlazione tra le alterazioni del campo visivo causate dal glaucoma e alcune alterazioni microvascolari in questa particolare area del corpo. Tali alterazioni possono essere visualizzare attraverso l’uso dell’angiografia OCT.

Vantaggi di OCT Angio

  • È una tecnica poco invasiva e molto veloce.
  • È molto sicura e confortevole per il paziente.
  • Da ottimi risultati se la trasparenza dei mezzi oculari (cornea e cristallino) lo consentano.
  • Non viene utilizzato alcun tipo di contrasto.
  • Consente la diagnosi precoce di molteplici malattie prevalenti attraverso immagini tridimensionali del flusso sanguigno oculare a livello di microvascolarizzazione.
  • È ripetibile nel tempo, ogni volta che il medico lo ritenga necessario.

Perché viene eseguita l’angiografia oculare?

L’angiografia oculare è un test diagnostico che può essere molto utile per l’individuazione di molte patologie oculari. Viene utilizzato, soprattutto, per diagnosticare, valutare e analizzare le malattie della retina e della coroide, cioè della parte posteriore dell’occhio.

Quando un oftalmologo sospetta un’anomalia del fondo oculare durante un controllo di routine, si servirà di questo tipo di esami per verificare la presenza di un’eventuale lesione.

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è una delle malattie che possono essere rilevate attraverso questo test diagnostico. L’AMD determina, purtroppo, la perdita della vista centrale in uno o in entrambi gli occhi nelle persone di età superiore ai 50 anni. La sua rilevazione e classificazione (ne esistono di diversi tipi) grazie all’angiografia retinica permette di determinare il trattamento più appropriato per ciascun caso.

Un’altra malattia che provoca seri danni ai vasi sanguigni della retina è il diabete. Il diabete colpisce alcuni pazienti già in tenera età. Per questo motivo, verificare a livello angiografico quali sono gli effetti di questa patologia sul sistema vascolare dell’occhio è davvero importante. Attraverso un intervento laser si potrebbe infatti evitare la perdita della vista dovuta a retinopatia diabetica o edema maculare diabetico, nelle fasi più avanzate.

Oltre alle malattie legate alla retina e alla coroide, l’angiografia oculare è anche molto utile nella diagnosi e nel follow-up del glaucoma (come già specificato), della membrana neovascolare coroide o della corioretinopatia sierosa centrale.

L’angiografia retinica è utile anche per diagnosticare condizioni quali malattia venosa occlusiva, infiammazioni o tumori retinici.

È un test che comporta qualche tipo di rischio?

Durante l’iniezione del contrasto si può avvertire, in alcuni casi, una leggera nausea che scompare appena terminato il test.

L’unico rischio è che il paziente sia allergico o ipersensibile a questa sostanza. I sintomi dell’allergia di solito sono poco fastidiosi e riguardano un leggero capogiro, orticaria o macchie cutanee che scompaiono dopo il test.

Fonte

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NOTA BENE

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Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

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