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Calazio e orzaiolo: quali sono le differenze?

Calazio e orzaiolo: sono disturbi che colpiscono l’occhio e non vanno confusi.

Il calazio è una cisti granulosa (meglio definita lipogranuloma) che si forma nella palpebra a causa di un’infiammazione cronica della ghiandola di Meibomio il cui dotto escretore si ostruisce.

A seconda che si collochi vicino al margine ciliare o più verso la congiuntiva si definisce rispettivamente calazio esterno o interno, anche se in alcuni casi possono sussistere entrambi contemporaneamente (si parla quindi di calaziosi).

Il calazio si riconosce per il rigonfiamento all’interno o sul bordo della palpebra ed è generalmente indolore.

Per prevenirlo basta ricorrere alla normale igiene dell’occhio per mantenere puliti i dotti escretori delle ghiandole di Meibomio. Se si è particolarmente predisposti è bene adottare come abitudine pulire mattina e sera accuratamente le ciglia e le palpebre con un cotton fioc imbevuto di acqua calda.

Una volta che la ghiandola di Meibomio si svuota il calazio guarisce da sé, anche se è consigliabile applicare impacchi caldi per agevolarne l’evoluzione. Può anche associarsi, in situazioni più gravi, una blefarite che va contrastata da un’antibioticoterapia topica. Da non escludere problematiche di alterato transito e colecistopatie eventualmente diagnosticate tramite appositi esami all’apparato gastroenterico al fine di verificare funzionalità epatica, alterazioni della colecisti e dell’intestino o del colon.

L’orzaiolo è un’infiammazione acuta che colpisce una o più delle ghiandole sebacee delle palpebre, situate alla base delle ciglia. L’orzaiolo può formarsi esteriormente alla palpebra (casi più frequenti) quando colpisce una ghiandola di Zeis o di Moll interiormente alla palpebra quando colpisce una ghiandola di Meibomio.

L’orzaiolo  è spesso causato da un’infezione batterica da stafilococco che può anche verificarsi in presenza di una blefarite.

L’orzaiolo si individua per il rigonfiamento all’interno o sul bordo della palpebra e a differenza del calazio è doloroso. In casi gravi può alterarsi la temperatura corporea.

Per curarlo è bene tenere l’occhio pulito, agevolando la maturazione e, quindi, la regressione dell’escrescenza attraverso impacchi di acqua non troppo calda. Il medico, se lo ritiene opportuno può, prescrivere pomate a base di antibiotici nel caso la frequenza della patologia inizi a diventare preoccupante.

calazio orzaiolo copy

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Eccola lente intraoculare trifocale, per vedere da tutte le distanze

Si chiama lente intraoculare trifocale. E per molti rappresenta un sogno,  soprattutto per chi inizia ad avere a che fare con la presbiopia ed è costretto a indossare anche tre paia di occhiali diversi a seconda della distanza , o gli occhiali progressivi spesso poco tollerati.

Un sogno che adesso può diventare realtà, grazie a una vera rivoluzione nel campo dell’oftalmologia avanzata: la lente intraoculare trifocale di ultima generazione.

Si tratta di una lente intraoculare (che sostituisce il cristallino, la lente naturale dell’occhio) uguale alla multifocale: a differenza di quest’ultima, però, che consente un’ottima visione da vicino e da lontano, la lente intraoculare trifocale permette un’ottima vista a tutte le distanze, anche a quella intermedia.

Clinica Baviera, leader europeo in oftalmologia avanzata, è uno dei primi istituti a impiantare questa lente in Italia.

“Delle diverse tecniche chirurgiche la più moderna, con  i migliori risultati –  spiega il dottor Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia – è la sostituzione del cristallino naturale con una lente artificiale in grado di mettere a fuoco le immagini da tutte le distanze”.

All’interno dell’occhio esiste una lente naturale (il cristallino) che fino a circa 40 anni d’età ha la capacità di mettere a fuoco oggetti posti a qualsiasi distanza da noi. Dopo tale età questa capacità di “messa a fuoco” si perde gradualmente, insieme alla naturale trasparenza che caratterizza il “cristallino” e si instaura la presbiopia. La lente trifocale sostituisce il cristallino invecchiato e privo della sua capacità di mettere a fuoco oggetti a diverse distanze.

Questa chirurgia è applicabile a pazienti che hanno associato alla presbiopia anche difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Grazie all’impegno delle industrie produttrici di queste particolari e sofisticate lenti intraoculari, in questi ultimi anni sono stati approntati prodotti altamente performanti, perfettamente tollerati dall’organismo e che, una volta impiantati, non necessitano di manutenzione permettendo la soluzione del problema visivo definitivamente.

Per capire se si è idonei a questo tipo di intervento è fondamentale sottoporsi a una visita refrattiva, grazie alla quale i medici possono selezionare i pazienti più idonei.

Le nuove lenti intra oculari trifocali sono lenti acriliche di materiale immunocompatibile , quindi accettato dall’occhio, senza possibilità di rigetto e sfruttano il principio della diffrazione, cioè della possibilità di deviare le immagini su diversi punti della retina. In questo modo riescono a far arrivare alla retina l’immagine a fuoco che arriva da lontano, da una distanza intermedia e da vicino.

Il paziente non deve adattare la direzione dello sguardo all’oggetto che sta osservando come con gli occhiali progressivi : è il cervello che elabora l’immagine e sceglie quella che gli serve annullando  le altre. Quindi, molto semplicemente, il paziente guarda ciò che lo interessa e vede perfettamente a fuoco.  Questo è possibile grazie alla capacità di soppressione del cervello, cioè la capacità di eliminare le immagini che non servono o danno fastidio, non permettendo una visone corretta.

Mentre con le bifocali c’erano solo due punti di fuoco, lontano e vicino, perdendo la visione della mezza distanza (quella ch si ha, per esempio, guardando il pc), con le trifocali è possibile una perfetta messa a fuoco a tutte le distanze.

La lente è di piccolissime dimensioni, normalmente circa 6-7 mm ,e non richiede manutenzione nel tempo: una volta impiantata resta nell’occhio tutta la vita.

La modalità di impianto prevede un intervento mini invasivo e la creazione di un forellino attraverso il quale si scioglie e si aspira il cristallino naturale e si inserisce quello artificiale. Senza punti di sutura. L”intervento dura 15 minuti ed è eseguito in anestesia topica, solo con gocce di collirio instillate prima dell’intervento; non è necessario il ricovero  e il paziente viene dimesso dopo l’intervento senza bende a coprire l’occhio, ma con la sola protezione degli occhiali da sole. Normalmente nel giro di qualche giorno la visione riprende e il paziente può ricominciare ad avere una vita lavorativa e sociale pressoché normale. Viene eseguito un occhio per volta a distanza di 7-15 giorni.

trifocale

 

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La Presbiopia non si può evitare, ma da oggi si può correggere definitivamente!

Sapevate che la presbiopia si può correggere?
Ne parliamo con il Dott. Riccardo Gizzi, medico chirurgo specializzato in oftalmologia, che attualmente svolge la propria professione presso Clinica Baviera.

I primi segnali si riconoscono da piccoli semplici gesti: si strizzano gli occhi sperando di riuscire a mettere a fuoco i messaggi che arrivano al cellulare o le notizie del giornale, oppure si allontanando i device (tablet, smartphone, e-book reader) o i libri attraverso un gioco di distensione più o meno accentuato delle braccia. Dopo i 40 anni di età, questi gesti possono indicare l’insorgenza della presbiopia: un calo fisiologico e graduale della vista che nel tempo, progressivamente, peggiora.

Che cos’è la presbiopia?
Nell’occhio è presente una piccola lente chiamata cristallino. Nel giovane questa lente permette, in assenza di patologie, di vedere distintamente sia da lontano sia da vicino, infatti grazie al meccanismo dell’accomodazione essa consente una perfetta messa a fuoco delle immagini sulla retina. Dopo i 40 anni questa lente perde progressivamente una parte della sua elasticità e quindi anche la capacità di mettere a fuoco a varie distanze.
A che età si manifesta la presbiopia e quali sono i principali sintomi?
Insorge dopo i 40 anni in modo progressivo ed è un processo inevitabile. Il paziente inizia ad avere difficoltà nella lettura, nella scrittura e in generale nelle sue attività a distanza ravvicinata. Nei soggetti con una leggera miopia il disturbo si evidenzia invece con la necessità di togliere gli occhiali quando si legge. Indubbiamente la difficoltà di lettura è il principale sintomo della presbiopia, però spesso sono associati disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, la visione doppia delle lettere, bruciori e arrossamento degli occhi e talvolta anche cefalea dopo aver letto per molto tempo. Naturalmente tutto ciò accade se non si usano gli occhiali da presbite. Va ricordato però che le lenti da presbite non sono definitive: l’accomodazione (cioè la capacità dell’occhio di mettere a fuoco le immagini) si perde gradualmente e quindi con il trascorrere del tempo bisogna aumentare periodicamente il potere dell’occhiale da lettura fino ai 65 anni, periodo in cui il difetto si stabilizza.

Si può prevenire?
Non si può prevenire la presbiopia, perché è un processo d’invecchiamento naturale e fisiologico dovuto al passare del tempo che interessa tutti noi, nessuno escluso. Alcuni possono essere interessati in modo più evidente e altri in modo più leggero. Bisogna cercare di correggerla con occhiali idonei o interventi chirurgici ed evitare così problemi che possono verificarsi se non adeguatamente trattata. Uno sforzo prolungato nella messa a fuoco di oggetti ad una distanza ravvicinata senza correzione può portare ad affaticamento visivo e anche a vere patologie.

Come si può curare?
Innanzitutto alla soglia dei 40 anni bisogna recarsi dal proprio oculista e fare una visita accurata, in modo da verificare subito il calo della vista da vicino e quindi prescrivere la giusta e precisa correzione con lenti da presbite per evitare al paziente di leggere con fatica; inoltre l’oculista può informare il proprio paziente presbite sulle attuali tecniche avanzate di chirurgia refrattiva con cui è possibile risolvere questo problema. La presbiopia infatti può essere corretta con due trattamenti: il Laser e la chirurgia intraoculare.
Il trattamento con il Laser è lo stesso impiegato per la correzione dei difetti visivi come la miopia ed è utile per correggere la presbiopia, nel caso di pazienti miopi, migliorando molto la visione sia
da lontano sia da vicino.
Sebbene vengano adoperati entrambi gli occhi allo stesso modo, un occhio è sempre più specializzato dell’altro nella vista da lontano (occhio dominante), mentre l’altro è più specializzato nella vista da vicino (occhio lettore). Attraverso il trattamento Laser si potenzia questa specializzazione, senza alterare la sensazione di visione binoculare lontano-vicino.
Il trattamento con la lente intraoculare multifocale è un intervento ancora più definitivo.
Consiste nell’estrarre il cristallino, che ha perso o sta perdendo la sua capacità di messa a fuoco, e sostituirlo con una lente intraoculare multifocale che svolge la funzione di cristallino artificiale, non si opacizza e dura tutta la vita. In questo modo i pazienti recuperano un raggio di visione completo e possono realizzare tutti i tipi di attività senza il supporto di occhiali o lenti a contatto: leggere un libro o guidare un’auto non sarà più un problema. Questo trattamento permette di correggere in contemporanea disturbi associati come la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia.
Entrambi gli interventi si effettuano in regime ambulatoriale, durano pochi minuti e sono indolore.

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La sindrome dell’occhio secco: cause e rimedi

Diamo colpa allo smog o allo stress e la sottovalutiamo. Bruciano gli occhi e mettiamo qualche lacrima artificiale, facciamo magari due passi, una boccata d’aria e poi di nuovo di fronte al pc. Continuando a sottovalutare questa patologia che si manifesta con bruciore ma che se diventa cronica può creare un notevole peggioramento della qualità di vita del paziente: la sindrome dell’occhio secco.

E’ facile da riconoscere: bruciore agli occhi, sensazione di avere come una sabbiolina sotto le palpebre o ancora sentire gli occhi umidi senza però lacrimare. Sono tutti sintomi di una secchezza oculare che se non presa per tempo può degenerare.

Non è un semplice fastidio, ma una vera e propria modifica della superficie dell’occhio: in pratica la lubrificazione costante dell’occhio che avviene grazie al film lacrimale inizia a diminuire e la componente acquosa delle lacrime diminuisce a favore di quella salina. Ed ecco spiegata la sensazione di secchezza e bruciore che spesso sfocia in irritazioni vere e proprie.

Perché la sindrome dell’occhio secco può essere pericolosa? Perché se non si interviene in tempo questo persistente bruciore puo portare a lesioni vere e proprie della superficie corneale.

Questo disturbo colpisce soprattutto la popolazione sopra i 40 anni. Le cause sono molteplici: può essere la conseguenza di patologie reumatiche o croniche oppure, caso sempre più frequente, può essere causata da un’eccessiva e sbagliata esposizione ai monitor dei pc.

Anche un ambiente mal condizionato e riscaldato può provocare la secchezza oculare: un riscaldamento eccessivo, l’aria troppo secca, sono tutti fattori che certamente incidono nell’insorgenza di questo disturbo. Senza contare l’uso, o meglio dire l’abuso, delle lenti a contatto.  

“I sintomi spesso sono sottovalutati – ha spiegato il dottor Riccardo Gizzi medico oftalmologo di Clinica Baviera- e le persone si recano dall’oculista quando il problema è già in una fase avanzata, per questo è quanto mai fondamentale, soprattutto per chi ha superato i 40 anni ed è più soggetto a questo disturbo, di recarsi da un oculista non appena compaiono i primi sintomi”.

“Usare le lacrime artificiali- continua il dottor Gizzi –  quando i sintomi già si sono da tempo manifestati, può non servire. Le lacrime artificiali sono infatti fondamentali in ottica preventiva, ma quando l’infiammazione è avanzata occorrono colliri specifici a base di cortisone.”

Se a fine giornata si ha un senso di pesantezza agli occhi, le lacrime posso aiutare. Se invece fin dal pomeriggio si percepiscono sintomi come bruciore persistente, dolore, senso di corpo estraneo o sfregamento, allora l’irritazione potrebbe essere già avanzata e a quel punto le lacrime artificiali aiuteranno ben poco.

In ogni caso in commercio esistono nuove generazioni di sostituti lacrimali ad azione multipla (i cosiddetti MATS: Multiple Action Tear Substitutes) che agiscono in modo più efficace rispetto alle classiche lacrime artificiali e possono aiutare a ricostituire il film lacrimale.

 Da vent’anni a questa parte la sindrome dell’occhio secco colpisce sempre più persone e ciò non deve stupire vista la diffusione massiccia del pc in casa e sul posto di lavoro. Pertanto Clinica Baviera raccomanda, oltre a una visita oculistica nel caso di comparsa di primi sintomi, di seguire queste  poche e semplici regole per evitare la comparsa di questo fastidioso disturbo.

  •  Fare una pausa di 5 minuti ogni ora di esposizione al monitor del pc.
  • Evitare i riflessi del monitor, posizionarlo quindi in modo che non rifletta la luce esterna, per cui è consigliabile non dare le spalle alla finestra, ma semmai sedersi di fronte.
  • Collocare il monitor a una distanza tra i 50 e i 60 centimetri dal viso.
  • Assicurarsi che l’ambiente di lavoro sia ben illuminato e che la luce del monitor non sia più forte di quella circostante.

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Colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo? Si possono scoprire “per caso” durante una visita oculistica.

 

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Recarsi periodicamente dall’oculista è utile non soltanto per curare gli occhi e individuare per tempo possibili problemi di vista: può essere fondamentale anche per scoprire altre patologie. Alcuni disturbi infatti, come colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo, sono riscontrabili da sintomi negli occhi e nei tessuti che li circondano. In questi casi, l’occhio ha la funzione di “organo sentinella”.

Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia, ci spiega: “La presenza di macchie gialle nella zona delle palpebre (la cosiddetta xantelasma) potrebbe essere causata da colesterolo elevato nel paziente. Mentre l’ipertensione può manifestarsi tramite una circolazione sanguigna anomala nelle vene e arterie retiniche”.

Nel caso dell’ipertiroidismo: “Sintomi come la sensazione di sabbia negli occhi, lacrimazione, fotosensibilità, arrossamento o protrusione del globo oculare devono metterci in allerta sull’esistenza di un problema di tiroide” avverte Moschi.

È di estrema importanza effettuare controlli periodici della vista perché dietro un semplice screening possono essere individuati disturbi di cui fino a quel momento si ignorava l’esistenza. E si può intervenire per tempo.

Nonostante queste avvertenze e le numerose campagne di prevenzione, in Italia purtroppo l’attenzione alla cura degli occhi è ancora molto bassa, tra i giovani e soprattutto tra gli over 50, una fascia d’età, quest’ultima, in cui è raccomandabile invece una visita periodica dall’oculista.

Secondo i dati di una recente ricerca GfK Eurisko, infatti, il 16% degli italiani over 50 (quasi 4 milioni di persone), non ha mai fatto una vista dall’oculista e solo il 40% si è sottoposto a un controllo, nell’ultimo anno. In Italia la cura degli occhi non è percepita come prioritaria, benché questi organi siano estremamente importanti per il nostro benessere quotidiano: il 90% della nostra esperienza sensoriale quotidiana arriva infatti dagli occhi.

Il Dottor Marco Moschi conclude: “La maggior parte dei problemi di vista si può curare, per questo è fondamentale non sottovalutare la salute oculare ed effettuare regolarmente, anche in assenza di sintomi, un controllo della vista presso il medico oculista”.

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Guida e vista: la visita oculistica può fare la differenza

 In occasione della Giornata Mondiale della Vista del 9 ottobre 2014, promossa dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – IAPB Italia onlus e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e quest’anno dedicata al tema della sicurezza stradale, Clinica Baviera e il suo staff di medici oftalmologi forniscono suggerimenti utili su guida e vista, per mettersi al volante in modo consapevole.

Più del 50% degli incidenti stradali in Italia, infatti, è imputabile a problemi di vista degli automobilisti. Soprattutto in caso di scarsa visibilità e di condizioni meteo non ideali, leggere la segnaletica stradale può risultare difficoltoso e i tempi di reazione si possono allungare notevolmente.

Per questi motivi è consigliabile recarsi regolarmente da un oculista e adottare le correzioni prescritte: un automobilista su dieci, infatti, non sa di avere problemi visivi.

“Guidare di notte o in condizioni climatiche avverse – commenta il dottor Riccardo Gizzi, medico oftalmologo della Clinica – può ridurre sensibilmente la visibilità e anche l’acutezza visiva può diminuire del 20%”.

Questi fattori di rischio, soprattutto nei mesi invernali, possono aumentare in caso di esistenti problemi di vista. “Guidare con difetti come la miopia – continua Gizzi – l’astigmatismo o la cataratta può peggiorare la percezione e la lettura dei segnali stradali e portare ad errori di calcolo, incrementando così il rischio di distrazione e di insicurezza alla guida”.

Il dottor Gizzi porta l’attenzione soprattutto su chi ha superato i 50 anni di età: si tratta infatti di persone che presentano riflessi rallentati e limiti all’adattamento all’oscurità e al recupero della vista dopo un temporaneo abbagliamento.

Lo staff di Clinica Baviera sottolinea quindi l’importanza di sottoporsi a regolari controlli oculistici e raccomanda i seguenti accorgimenti quando ci si mette al volante:

  •  Se si utilizzano occhiali da vista, optare per quelli con lenti antiriflesso
  • Moderare la velocità e aumentare la distanza di sicurezza durante la notte o in condizioni climatiche avverse (pioggia o nebbia)
  • Attivare i fari dei veicoli prima che tramonti il sole.
  • Non ignorare qualsiasi disturbo che si possa presentare a uno o entrambi gli occhi e, in caso di viaggi lunghi, riposarsi ogni due ore.
  • Se si è sotto trattamento medico o si stanno assumendo medicinali, assicurarsi che questo non abbia effetti sulla guida e soprattutto sulla vista.

 

 

guida prevenzione copy

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Difficoltà di concentrazione a scuola? Il problema potrebbe essere la vista

Con il rientro sui banchi di scuola, sarà facile notare che spesso i bambini assumono, a casa o in aula, una postura non del tutto corretta: fate attenzione, perché non sempre è indice di svogliatezza, mancanza di volontà o difficoltà di concentrazione a scuola, ma può nascondere reali problemi di vista. Come riconoscere allora se un bambino è semplicemente svogliato e/o distratto o ha realmente difetti visivi?

 

A spiegarcelo è il dottor Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia.

 

La testa inclinata o il corpo posizionato in atteggiamenti non idonei – spiega il medico – portano i genitori a sgridare i figli con frasi come “stai dritto, non ti sdraiare sul tavolo” e simili. In realtà queste situazioni possono esprimere un disagio a mettere a fuoco gli oggetti e quindi le posizioni “strane” assunte aiutano il piccolo a vedere meglio; a volte la difficoltà visiva cela un lieve strabismo ancora non individuato e il bambino fa come può per riuscire a vedere meglio. Così come strizzare gli occhi o rinunciare ad una partita a pallone per stare al computer potrebbero essere espressione di una miopia con difficoltà a vedere gli oggetti da lontano”.

 

Gli atteggiamenti assunti a scuola potrebbero quindi celare dei disturbi visivi. Un bambino poco attento o con difficoltà di lettura e apprendimento potrebbe essere ipermetrope, cioè manifestare difficoltà nella visione da vicino.

 

Per questi motivi sono sempre utili controlli periodici della vista che potrebbero individuare insidie e difetti o altri disturbi come l’ambliopia, una patologia che se presa per tempo, da piccoli, può essere curata.

 

Quali sono i segni di un sospetto difetto visivo? Eccone alcuni:

 

  • Difficoltà nella lettura e nell’eseguire lavori al tavolo con frequenti errori e interruzioni
  • Difficoltà a memorizzare
  • Calo di attenzione e riduzione del tempo dedicato alla lettura e allo studio
  • Bruciore e lacrimazione durante la lettura
  • Cefalea dopo la scuola o dopo un periodo di studio
  • Annebbiamenti visivi durante la visione o per alcuni istanti nella visione da lontano dopo la lettura
  • Visione confusa da lontano e da vicino anche con la correzione ottica (occhiali)

 

salite occhi e scuola

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Lenti a contatto al mare o in piscina? Ecco i consigli dell’esperto

Tutti pronti per la bella stagione ma non abbassate la guardia sulla salute degli occhi in estate, soprattutto per chi porta lenti a contatto (Lac): la voglia di tuffarsi in mare o in piscina è spesso accompagnata da irritazioni spiacevoli, soprattutto se non si ha l’accortezza di  rimuovere le lenti prima di fare il bagno.

In piscina il nemico numero uno è il cloro, che può irritare l’occhio e causare congiuntiviti. Questo vale per tutti, sia per i portatori di lenti sia per chi non le indossa. Gli occhi rossi, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, la lacrimazione o l’ipersensibilità alla luce sono i sintomi di una probabile infezione e/o irritazione oculare. Per questo si raccomanda di indossare sempre gli occhialini per fare il bagno.

“Le congiuntiviti – dichiara il Dott. Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia, istituto oftalmico specializzato nella correzione dei difetti visivi presente a Milano, Torino e Varese – sono spesso provocate dal cloro presente nelle piscine e anche dall’eccessiva esposizione al sole. Per questo è opportuno indossare gli occhialini in acqua e, una volta fuori, portare occhiali da sole con filtro Uv che coprano per intero l’occhio e lo proteggano dai raggi solari. Per scongiurare  possibili contagi infettivi, inoltre, è estremamente importante evitare di condividere asciugamani”.

Chi utilizza lenti a contatto è più predisposto a contrarre infezioni durante l’estate. Che siano morbide o rigide, il rischio di lesioni alla cornea o alla congiuntiva è sempre dietro l’angolo: ecco perché gli esperti consigliano di rimuovere le lenti prima di un tuffo in acqua.

“Se non si vuole rinunciare alle Lac – continua l’esperto – è meglio indossare gli occhialini per nuotare, evitando il contatto diretto tra la lente e l’acqua”. Il contatto della lente con l’acqua di mare o della piscina, infatti, determina alterazioni dell’idratazione della lente con una conseguente irritazione oculare.

La sabbia. Nel caso in cui un granello di sabbia dovesse entrare tra l’occhio e la lente a contatto è importante non strofinare: il rischio di escoriazioni, o ancor più grave di ferita della cornea, è elevato. “In questi casi la cosa migliore da fare – raccomanda il Dott. Moschi – è lasciare agire le nostre lacrime per far uscire il corpo estraneo. Se questo resiste, è consigliabile togliere la lente a contatto e sciacquare l’occhio sotto il getto di acqua corrente, aprendo e chiudendo l’occhio senza strofinarlo e senza applicare alcun tipo di pressione. Prima di rimettersi la lente è opportuno lavarla accuratamente”.

La cura delle lenti. L’igiene delle lenti durante l’estate è fondamentale. In caso di lenti usa e getta il problema non si pone, ma per tutti gli altri tipi di lente occorre un’attenta pulizia quotidiana: le mani devono essere ben lavate prima di procedere alla pulizia delle Lac e queste devono essere riposte negli appositi contenitori, mentenuti sempre puliti con le soluzioni idonee e rinnovate sistematicamente. Fondamentale, poi, è rispettare le scadenze delle lenti che vanno sostituite alla data indicata anche se poco utilizzate.

 

estate

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