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La sindrome dell’occhio secco: cause e rimedi

Diamo colpa allo smog o allo stress e la sottovalutiamo. Bruciano gli occhi e mettiamo qualche lacrima artificiale, facciamo magari due passi, una boccata d’aria e poi di nuovo di fronte al pc. Continuando a sottovalutare questa patologia che si manifesta con bruciore ma che se diventa cronica può creare un notevole peggioramento della qualità di vita del paziente: la sindrome dell’occhio secco.

E’ facile da riconoscere: bruciore agli occhi, sensazione di avere come una sabbiolina sotto le palpebre o ancora sentire gli occhi umidi senza però lacrimare. Sono tutti sintomi di una secchezza oculare che se non presa per tempo può degenerare.

Non è un semplice fastidio, ma una vera e propria modifica della superficie dell’occhio: in pratica la lubrificazione costante dell’occhio che avviene grazie al film lacrimale inizia a diminuire e la componente acquosa delle lacrime diminuisce a favore di quella salina. Ed ecco spiegata la sensazione di secchezza e bruciore che spesso sfocia in irritazioni vere e proprie.

Perché la sindrome dell’occhio secco può essere pericolosa? Perché se non si interviene in tempo questo persistente bruciore puo portare a lesioni vere e proprie della superficie corneale.

Questo disturbo colpisce soprattutto la popolazione sopra i 40 anni. Le cause sono molteplici: può essere la conseguenza di patologie reumatiche o croniche oppure, caso sempre più frequente, può essere causata da un’eccessiva e sbagliata esposizione ai monitor dei pc.

Anche un ambiente mal condizionato e riscaldato può provocare la secchezza oculare: un riscaldamento eccessivo, l’aria troppo secca, sono tutti fattori che certamente incidono nell’insorgenza di questo disturbo. Senza contare l’uso, o meglio dire l’abuso, delle lenti a contatto.  

“I sintomi spesso sono sottovalutati – ha spiegato il dottor Riccardo Gizzi medico oftalmologo di Clinica Baviera- e le persone si recano dall’oculista quando il problema è già in una fase avanzata, per questo è quanto mai fondamentale, soprattutto per chi ha superato i 40 anni ed è più soggetto a questo disturbo, di recarsi da un oculista non appena compaiono i primi sintomi”.

“Usare le lacrime artificiali- continua il dottor Gizzi –  quando i sintomi già si sono da tempo manifestati, può non servire. Le lacrime artificiali sono infatti fondamentali in ottica preventiva, ma quando l’infiammazione è avanzata occorrono colliri specifici a base di cortisone.”

Se a fine giornata si ha un senso di pesantezza agli occhi, le lacrime posso aiutare. Se invece fin dal pomeriggio si percepiscono sintomi come bruciore persistente, dolore, senso di corpo estraneo o sfregamento, allora l’irritazione potrebbe essere già avanzata e a quel punto le lacrime artificiali aiuteranno ben poco.

In ogni caso in commercio esistono nuove generazioni di sostituti lacrimali ad azione multipla (i cosiddetti MATS: Multiple Action Tear Substitutes) che agiscono in modo più efficace rispetto alle classiche lacrime artificiali e possono aiutare a ricostituire il film lacrimale.

 Da vent’anni a questa parte la sindrome dell’occhio secco colpisce sempre più persone e ciò non deve stupire vista la diffusione massiccia del pc in casa e sul posto di lavoro. Pertanto Clinica Baviera raccomanda, oltre a una visita oculistica nel caso di comparsa di primi sintomi, di seguire queste  poche e semplici regole per evitare la comparsa di questo fastidioso disturbo.

  •  Fare una pausa di 5 minuti ogni ora di esposizione al monitor del pc.
  • Evitare i riflessi del monitor, posizionarlo quindi in modo che non rifletta la luce esterna, per cui è consigliabile non dare le spalle alla finestra, ma semmai sedersi di fronte.
  • Collocare il monitor a una distanza tra i 50 e i 60 centimetri dal viso.
  • Assicurarsi che l’ambiente di lavoro sia ben illuminato e che la luce del monitor non sia più forte di quella circostante.

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Colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo? Si possono scoprire “per caso” durante una visita oculistica.

 

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Recarsi periodicamente dall’oculista è utile non soltanto per curare gli occhi e individuare per tempo possibili problemi di vista: può essere fondamentale anche per scoprire altre patologie. Alcuni disturbi infatti, come colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo, sono riscontrabili da sintomi negli occhi e nei tessuti che li circondano. In questi casi, l’occhio ha la funzione di “organo sentinella”.

Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia, ci spiega: “La presenza di macchie gialle nella zona delle palpebre (la cosiddetta xantelasma) potrebbe essere causata da colesterolo elevato nel paziente. Mentre l’ipertensione può manifestarsi tramite una circolazione sanguigna anomala nelle vene e arterie retiniche”.

Nel caso dell’ipertiroidismo: “Sintomi come la sensazione di sabbia negli occhi, lacrimazione, fotosensibilità, arrossamento o protrusione del globo oculare devono metterci in allerta sull’esistenza di un problema di tiroide” avverte Moschi.

È di estrema importanza effettuare controlli periodici della vista perché dietro un semplice screening possono essere individuati disturbi di cui fino a quel momento si ignorava l’esistenza. E si può intervenire per tempo.

Nonostante queste avvertenze e le numerose campagne di prevenzione, in Italia purtroppo l’attenzione alla cura degli occhi è ancora molto bassa, tra i giovani e soprattutto tra gli over 50, una fascia d’età, quest’ultima, in cui è raccomandabile invece una visita periodica dall’oculista.

Secondo i dati di una recente ricerca GfK Eurisko, infatti, il 16% degli italiani over 50 (quasi 4 milioni di persone), non ha mai fatto una vista dall’oculista e solo il 40% si è sottoposto a un controllo, nell’ultimo anno. In Italia la cura degli occhi non è percepita come prioritaria, benché questi organi siano estremamente importanti per il nostro benessere quotidiano: il 90% della nostra esperienza sensoriale quotidiana arriva infatti dagli occhi.

Il Dottor Marco Moschi conclude: “La maggior parte dei problemi di vista si può curare, per questo è fondamentale non sottovalutare la salute oculare ed effettuare regolarmente, anche in assenza di sintomi, un controllo della vista presso il medico oculista”.

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Guida e vista: la visita oculistica può fare la differenza

 In occasione della Giornata Mondiale della Vista del 9 ottobre 2014, promossa dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – IAPB Italia onlus e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e quest’anno dedicata al tema della sicurezza stradale, Clinica Baviera e il suo staff di medici oftalmologi forniscono suggerimenti utili su guida e vista, per mettersi al volante in modo consapevole.

Più del 50% degli incidenti stradali in Italia, infatti, è imputabile a problemi di vista degli automobilisti. Soprattutto in caso di scarsa visibilità e di condizioni meteo non ideali, leggere la segnaletica stradale può risultare difficoltoso e i tempi di reazione si possono allungare notevolmente.

Per questi motivi è consigliabile recarsi regolarmente da un oculista e adottare le correzioni prescritte: un automobilista su dieci, infatti, non sa di avere problemi visivi.

“Guidare di notte o in condizioni climatiche avverse – commenta il dottor Riccardo Gizzi, medico oftalmologo della Clinica – può ridurre sensibilmente la visibilità e anche l’acutezza visiva può diminuire del 20%”.

Questi fattori di rischio, soprattutto nei mesi invernali, possono aumentare in caso di esistenti problemi di vista. “Guidare con difetti come la miopia – continua Gizzi – l’astigmatismo o la cataratta può peggiorare la percezione e la lettura dei segnali stradali e portare ad errori di calcolo, incrementando così il rischio di distrazione e di insicurezza alla guida”.

Il dottor Gizzi porta l’attenzione soprattutto su chi ha superato i 50 anni di età: si tratta infatti di persone che presentano riflessi rallentati e limiti all’adattamento all’oscurità e al recupero della vista dopo un temporaneo abbagliamento.

Lo staff di Clinica Baviera sottolinea quindi l’importanza di sottoporsi a regolari controlli oculistici e raccomanda i seguenti accorgimenti quando ci si mette al volante:

  •  Se si utilizzano occhiali da vista, optare per quelli con lenti antiriflesso
  • Moderare la velocità e aumentare la distanza di sicurezza durante la notte o in condizioni climatiche avverse (pioggia o nebbia)
  • Attivare i fari dei veicoli prima che tramonti il sole.
  • Non ignorare qualsiasi disturbo che si possa presentare a uno o entrambi gli occhi e, in caso di viaggi lunghi, riposarsi ogni due ore.
  • Se si è sotto trattamento medico o si stanno assumendo medicinali, assicurarsi che questo non abbia effetti sulla guida e soprattutto sulla vista.

 

 

guida prevenzione copy

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Difficoltà di concentrazione a scuola? Il problema potrebbe essere la vista

Con il rientro sui banchi di scuola, sarà facile notare che spesso i bambini assumono, a casa o in aula, una postura non del tutto corretta: fate attenzione, perché non sempre è indice di svogliatezza, mancanza di volontà o difficoltà di concentrazione a scuola, ma può nascondere reali problemi di vista. Come riconoscere allora se un bambino è semplicemente svogliato e/o distratto o ha realmente difetti visivi?

 

A spiegarcelo è il dottor Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia.

 

La testa inclinata o il corpo posizionato in atteggiamenti non idonei – spiega il medico – portano i genitori a sgridare i figli con frasi come “stai dritto, non ti sdraiare sul tavolo” e simili. In realtà queste situazioni possono esprimere un disagio a mettere a fuoco gli oggetti e quindi le posizioni “strane” assunte aiutano il piccolo a vedere meglio; a volte la difficoltà visiva cela un lieve strabismo ancora non individuato e il bambino fa come può per riuscire a vedere meglio. Così come strizzare gli occhi o rinunciare ad una partita a pallone per stare al computer potrebbero essere espressione di una miopia con difficoltà a vedere gli oggetti da lontano”.

 

Gli atteggiamenti assunti a scuola potrebbero quindi celare dei disturbi visivi. Un bambino poco attento o con difficoltà di lettura e apprendimento potrebbe essere ipermetrope, cioè manifestare difficoltà nella visione da vicino.

 

Per questi motivi sono sempre utili controlli periodici della vista che potrebbero individuare insidie e difetti o altri disturbi come l’ambliopia, una patologia che se presa per tempo, da piccoli, può essere curata.

 

Quali sono i segni di un sospetto difetto visivo? Eccone alcuni:

 

  • Difficoltà nella lettura e nell’eseguire lavori al tavolo con frequenti errori e interruzioni
  • Difficoltà a memorizzare
  • Calo di attenzione e riduzione del tempo dedicato alla lettura e allo studio
  • Bruciore e lacrimazione durante la lettura
  • Cefalea dopo la scuola o dopo un periodo di studio
  • Annebbiamenti visivi durante la visione o per alcuni istanti nella visione da lontano dopo la lettura
  • Visione confusa da lontano e da vicino anche con la correzione ottica (occhiali)

 

salite occhi e scuola

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Lenti a contatto al mare o in piscina? Ecco i consigli dell’esperto

Tutti pronti per la bella stagione ma non abbassate la guardia sulla salute degli occhi in estate, soprattutto per chi porta lenti a contatto (Lac): la voglia di tuffarsi in mare o in piscina è spesso accompagnata da irritazioni spiacevoli, soprattutto se non si ha l’accortezza di  rimuovere le lenti prima di fare il bagno.

In piscina il nemico numero uno è il cloro, che può irritare l’occhio e causare congiuntiviti. Questo vale per tutti, sia per i portatori di lenti sia per chi non le indossa. Gli occhi rossi, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, la lacrimazione o l’ipersensibilità alla luce sono i sintomi di una probabile infezione e/o irritazione oculare. Per questo si raccomanda di indossare sempre gli occhialini per fare il bagno.

“Le congiuntiviti – dichiara il Dott. Marco Moschi, direttore sanitario di Clinica Baviera Italia, istituto oftalmico specializzato nella correzione dei difetti visivi presente a Milano, Torino e Varese – sono spesso provocate dal cloro presente nelle piscine e anche dall’eccessiva esposizione al sole. Per questo è opportuno indossare gli occhialini in acqua e, una volta fuori, portare occhiali da sole con filtro Uv che coprano per intero l’occhio e lo proteggano dai raggi solari. Per scongiurare  possibili contagi infettivi, inoltre, è estremamente importante evitare di condividere asciugamani”.

Chi utilizza lenti a contatto è più predisposto a contrarre infezioni durante l’estate. Che siano morbide o rigide, il rischio di lesioni alla cornea o alla congiuntiva è sempre dietro l’angolo: ecco perché gli esperti consigliano di rimuovere le lenti prima di un tuffo in acqua.

“Se non si vuole rinunciare alle Lac – continua l’esperto – è meglio indossare gli occhialini per nuotare, evitando il contatto diretto tra la lente e l’acqua”. Il contatto della lente con l’acqua di mare o della piscina, infatti, determina alterazioni dell’idratazione della lente con una conseguente irritazione oculare.

La sabbia. Nel caso in cui un granello di sabbia dovesse entrare tra l’occhio e la lente a contatto è importante non strofinare: il rischio di escoriazioni, o ancor più grave di ferita della cornea, è elevato. “In questi casi la cosa migliore da fare – raccomanda il Dott. Moschi – è lasciare agire le nostre lacrime per far uscire il corpo estraneo. Se questo resiste, è consigliabile togliere la lente a contatto e sciacquare l’occhio sotto il getto di acqua corrente, aprendo e chiudendo l’occhio senza strofinarlo e senza applicare alcun tipo di pressione. Prima di rimettersi la lente è opportuno lavarla accuratamente”.

La cura delle lenti. L’igiene delle lenti durante l’estate è fondamentale. In caso di lenti usa e getta il problema non si pone, ma per tutti gli altri tipi di lente occorre un’attenta pulizia quotidiana: le mani devono essere ben lavate prima di procedere alla pulizia delle Lac e queste devono essere riposte negli appositi contenitori, mentenuti sempre puliti con le soluzioni idonee e rinnovate sistematicamente. Fondamentale, poi, è rispettare le scadenze delle lenti che vanno sostituite alla data indicata anche se poco utilizzate.

 

estate

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Lo sapevate che l’uso regolare di aspirina può danneggiare gli occhi?

I ricercatori dell’Università del Wisconsin hanno condotto uno studio con l’obiettivo di esaminare l’associazione fra l’uso regolare di aspirina e l’incidenza della degenerazione maculare legata all’età (AMD).

Woman taking aspirin.

L’abitudine di far ricorso all’aspirina, talvolta abusandone, ha destato preoccupazioni nella categoria degli oftalmologi che hanno indagato sull’AMD.

L’AMD è una patologia che colpisce, nella maggior parte dei casi, persone in età avanzata e causa un danneggiamento della retina che provoca una diminuzione del campo visivo e porta in alcuni soggetti cecità e indebolimento visivo.

È stato quindi condotto uno studio “Beaver Dam” (dal nome della cittadina della contea di Dodge nel Wisconsin, USA) per conto dei ricercatori dell’Università del Wisconsin (Madison, USA), per esaminare l’associazione fra l’uso regolare di aspirina e l’incidenza dell’AMD.

Sono stati 4.926 i soggetti coinvolti, tutti appartenenti alla fascia di età 43-86 anni, i quali, nell’arco di venti anni (1988-1990 fino al 2008-2010) si sono sottoposti ai controlli del caso e a cui è stato chiesto se avessero assunto regolarmente aspirina (minimo 2 volte a settimana).

I risultati hanno dimostrato che l’assunzione regolare di aspirina incide nell’AMD precoce, nell’AMD ritardata e nell’AMD neo vascolare, risultati confermati anche da fotografie della retina. Secondo questa ricerca, infatti, l’assunzione continuativa di aspirina per dieci o più anni potrebbe aumentare il rischio di sviluppare una degenerazione maculare in età avanzata.

Lo studio è stato pubblicato su Journal of the American Medical Association (JAMA. 2012;308 (23):2469-2478. doi:10.1001/jama.2012.65406) e rivela che sono stati individuati 512 probabili casi di AMD precoce su 6.243 persone a rischio e 117 probabili casi di AMD ritardata su 8.621 persone a rischio nel periodo di riferimento.

I casi di AMD ritardata sono stati associati all’uso regolare di aspirina nei dieci anni precedenti l’esame retinico, con un’incidenza stimata di 1,76% nei soggetti con assunzione regolare e 1,03% in quelli che non ne facevano uso.

Per le sottocategorie di AMD ritardata, l’uso regolare di aspirina nei dieci anni precedenti l’esame retinico è significativamente associato all’AMD neo-vascolare, ma non di pura atrofia geografica. L’aspirina usata nei dieci anni precedenti l’esame retinico non è associata con il casuale AMD precoce.

I risultati suggeriscono che il meccanismo che sta alla base della relazione fra l’aspirina e l’AMD tardiva possa essere diverso da quello dei suoi immediati effetti sulla coagulazione” dichiara la ricercatrice principale, Barbara Klein. “Per esempio, potrebbe intensificare la vascolarizzazione coroideale, poiché l’aspirina sembra aver aumentato la densità vascolare in ricerche di laboratorio. È così possibile che, in caso di una lesione, l’aspirina incoraggi la crescita di nuovi vasi deviati”.

 

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Il “polline aggressivo” che aggrava i disturbi della vista

Bruciore, secchezza, occhi rossi, sensazione di un corpo estraneo e visione sfocata. Questi sintomi, che normalmente si associano alla congiuntivite allergica, sono sempre più frequenti e si manifestano con maggiore intensità nei soggetti già predisposti, a causa principalmente del cambiamento climatico e dell’inquinamento che favoriscono l’insorgenza di un polline più aggressivo.

Secondo i medici di Clinica Baviera, Istituto Oftalmico Europeo, il surriscaldamento globale e il continuo aumento dei livelli di inquinamento (smog, scorie industriali e inquinanti rilasciati dai motori diesel) favoriscono infatti l’apparizione di un polline più “aggressivo” e permanente nell’atmosfera e questo non può che aggravare i disturbi della vista.

L’agente scatenante più comune della congiuntivite allergica è il polline – afferma Massimo Notaro, medico oculista di Clinica Baviera Italia – seguito da altri agenti come gli acari della polvere, alcuni medicinali, la muffa e certi tipi di trucchi”.

I sintomi più comuni sono il prurito, la lacrimazione, la sensazione di corpo estraneo e l’arrossamento degli occhi. Tutto questo genera irritazione, stanchezza e alterazione della concentrazione, a discapito di attività di varia natura, come quella professionale”, avverte il dottor Notaro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che un quarto della popolazione mondiale soffre di allergie oculari e in Italia questo disturbo interessa circa il 10% della popolazione. Questo disturbo riguarda soprattutto le nuove generazioni, un dato che rende allarmante la prospettiva allergica dei nostri bambini.

Il miglior modo per prevenire questi sintomi da congiuntivite allergica è evitare, per quanto possibile, il contatto con gli agenti irritanti.

Una volta che i sintomi si sono manifestati, la raccomandazione principale è quella di rivolgersi all’oculista e all’allergologo, perché possano identificare l’agente irritante che ha provocato la congiuntivite e raccomandare di conseguenza la terapia più appropriata.

 

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Sport e occhiali da vista: indossare lenti può essere un limite?

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È noto a tutti che non vedere bene è una limitazione importante e l’obbligo di utilizzare occhiali o lenti a contatto è spesso fastidioso: sport e occhiali da vista non sono sempre un’accoppiata vincente.

In alcune situazioni l’uso delle protesi ottiche determina addirittura l’impossibilità di svolgere normali attività fisiche. Ecco il parere del Dottor Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia.

Alcune attività fisiche sono rese assolutamente impraticabili anche con l’uso di lenti a contatto. Per esempio tutti gli sport acquatici o di contatto fisico, o quelli in cui è obbligatorio usare occhiali protettivi e non si tollerano le lenti a contatto.

Un altro importante problema derivante dall’uso di protesi visive negli sportivi è dato dal tipo di visione che si ha con le correzioni ottiche. Questi presidi mettono a fuoco le immagini ma possono provocare distorsioni dell’immagine percepita. In alcuni casi si percepiscono immagini più piccole e quindi si ha la sensazione che siano più lontane, altre volte più grandi e quindi più vicine, altre volte ancora distorte nella forma. È intuitivo come questa alterata percezione del mondo esterno possa influenzare negativamente una prestazione sportiva dove invece la percezione della distanze e la regolarità delle forme è importante. Basti pensare agli sport dove c’è un bersaglio, dal tiro con l’arco al gioco del biliardo, o lo sci dove si passa a pochi centimetri da un paletto a 90-100 chilometri orari o nelle gare di velocità su pista.

Il buon esito nella pratica di qualsiasi attività sportiva è dato anche dallo sviluppo e allenamento delle capacità coordinative:

saper calciare bene il pallone dipende essenzialmente dalla coordinazione oculo-podalica (occhio-piede);

intercettare il pallone passato da un compagno dipende dalla capacità di valutazione spazio temporale: spazio-tempo, si tratta di saper intuire e valutare dove arriverà il pallone calciato dal compagno e trovarsi quindi nel posto giusto al momento giusto;

riuscire a fare canestro dipende dalla coordinazione oculo-manuale (occhio-mano).

Da queste semplici azioni si evince come la vista giochi un ruolo importante nella riuscita di uno sport.

È errato pensare che chi usa lenti a contatto possa fare tutto. L’utilizzo di lac aumenta il rischio di infezioni:

  • chi va in piscina potrebbe avere dei problemi: il consiglio è l’utilizzo, se possibile, di occhialini per il nuoto ma soprattutto prudenza nell’uso delle lenti e rimozione immediata se si avvertono disturbi indossandole;
  • per chi fa jogging o equitazione: l’aria asciuga le lenti causando irritazione per secchezza, ma indossando occhiali protettivi si dovrebbe risolvere il problema.

Per gli sportivi quindi la possibilità di correggere il difetto visivo e liberarsi degli occhiali diventa ancora più utile. Con le tecniche oggi utilizzate è possibile risolvere la quasi totalità di queste problematiche con interventi collaudati da anni di esperienza e milioni di casi nel mondo.

 

sport e occhiali
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