Che cos’è la cefalea oftalmica?

Salute degli occhi
Che cos’è la cefalea oftalmica?
20/10/2021
cefalea Tempo di lettura: 6 Minuti

La cefalea, comunemente conosciuta come “mal di testa”, è uno dei disturbi più frequenti. Si presenta con una spiacevole sensazione di dolore cranico intenso, che può essere localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato a volte da altri sintomi che indicheremo nel paragrafo seguente.

In molti casi, il dolore è tagliente e localizzato su un unico lato della testa, concentrato attorno all’occhio e alla tempia: tuttavia, il dolore può estendersi alla zona mandibolare, coinvolgendo i denti e le gengive.

Questo stato di malessere può presentarsi per qualche minuto o durare persino alcune ore, manifestandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) oppure sporadicamente (a distanza di tempo tra un ‘attacco’ e il successivo). In linea generale, le crisi di cefalea tendono a ridursi gradualmente con il passare del tempo.

Quali sono i sintomi della cefalea oftalmica?

I sintomi della cefalea oftalmica sono svariati. Tra i più frequenti si annoverano:

In generale, si tratta di disturbi totalmente curabili attraverso trattamenti terapeutici adeguati.

Quali sono le cause della cefalea oftalmica?

Spesso le cause della cefalea oftalmica non sono semplici da individuare.

In molti casi, tuttavia, il problema dipende dalla vasocostrizione: in altre parole, si verifica un mal funzionamento dei vasi sanguigni e quindi una riduzione del flusso sanguigno all’interno delle strutture oculari.

Altre possibili cause possono essere i vizi refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo) non curati, l’astenopia (affaticamento visivo), patologie che offuscano o affaticano la vista come la cataratta, la nevralgia del nervo trigemino. Ci sono poi alcuni fattori esterni che possono aggravare il problema come l’ansia e lo stress, il fumo di sigaretta, la disidratazione, l’essere sottoposti a temperature eccessivamente alte e l’ipoglicemia.

Come diagnosticare la cefalea oftalmica?

La visita oculistica rappresenta un passaggio fondamentale nell’inquadramento della cefalea. Esistono infatti alcuni tipi di cefalee che dipendono dagli occhi e altre tipologie che si manifestano attraverso sintomi visivi ma che hanno un’origine diversa come l’emicrania oftalmica e la nevralgia del trigemino.

In generale, in caso di sintomi gravi e prolungati, sarebbe consigliato rivolgersi a un medico e sottoporsi a una visita specialistica in modo almeno da ridurre la frequenza degli attacchi.

Che cos’è l’emicrania oftalmica?

Quando si parla di emicrania oftalmica si intende un disturbo il cui tratto principale è la presenza di un intenso male alla testa, collegato a problemi visivi. In generale, questo tipo di emicrania tende ad essere “annunciata” da una fase preliminare nota come “aura” (emicrania con aura tipica), riconoscibile per l’insorgere di una serie di fastidiosi disturbi visivi come gli scotomi scintillanti (ovvero dei lampi luminosi, o flash, che impediscono e affaticano la visione) e/o di problemi neurologici (riduzione della forza muscolare, difficoltà linguistiche, perdita di sensibilità), solitamente di breve durata (nella maggior parte dei casi il disturbo si esaurisce tra i 5 e i 20 minuti, nei casi più gravi può durare al massimo un’ora).

Quali sono i sintomi dell’emicrania oftalmica?

Vi sono forme di emicrania in cui la sintomatologia che si ha durante l’aura non è seguita dal mal di testa (aura emicranica non seguita da cefalea). La cefalea oftalmica è un’emicrania provocata da fattori circolatori dei vasi sanguinei del nostro sistema nervoso: il dolore provocato è simile ad un mal di testa, spesso senza distinzione, eccetto per il fatto che si presenta con dei disturbi visivi. Chi ne è colpito ha problemi a muoversi nell’ambiente che lo circonda e altri possibili sintomi sono formicolio alle braccia, vertigini, nausea, lacrimazione, fotofobia e sfarfallio agli occhi.

Nella maggioranza dei casi chi soffre di cefalea oftalmica non la considera nulla di particolarmente grave, ma se i sintomi si ripresentano regolarmente e le cefalee durano molto tempo, bisogna rivolgersi ad un medico, meglio se oculista o neurologo, per ricevere la prescrizione di un trattamento appropriato: l’emicrania oftalmica infatti può essere il sintomo di un problema più grave.

Quali sono le cause dell’emicrania oftalmica?

Le cause di questo tipo di emicrania non sono ancora state completamente definite. Gli studi in merito alle cause di questo disturbo si stanno muovendo in due direzioni:

  • genetica (cioè basata sull’ereditarietà di questo disturbo di cefalea, in alcuni casi sono state infatti isolate e identificate mutazioni genetiche)
  • vascolare (cioè una vasodilatazione extracranica, come causa principale).

Come si diagnostica l’emicrania oftalmica?

In questo caso, la diagnosi tende a procedere “per esclusione” nella misura in cui vi sono altre condizioni patologiche che possono causare disturbi visivi analoghi. La particolarità dell’emicrania oftalmica sta nel fatto che i sintomi si presentano in un solo occhio.

La diagnosi può naturalmente essere completata attraverso l’anamnesi familiare e personale del paziente, oltre che mediante lo svolgimento di un esame oftalmologico.

Che cos’è la nevralgia del trigemino?

Diversa è la nevralgia oftalmica. Si tratta di una condizione dolorosa causata dal danneggiamento strutturale della guaina mielinica che avvolge il quinto nervo cranico, conosciuto come nervo del trigemino.

Quest’ultimo veicola le informazioni sensoriali e tattili, termiche e dolorifiche del volto, controllando peraltro i muscoli deputati alla masticazione. Questo tipo di nevralgia tende a presentarsi soprattutto nelle persone più anziane.

Quali sono i sintomi?

Nelle forme lievi o moderate, che interessano solo i tratti del nervo, si ha un indolenzimento del trigemino che può essere trattato con antinfiammatori e analgesici.

La forma grave di nevralgia è caratterizzata da episodi di intenso dolore trafittivo con tanto di scosse, brevi e ripetute, che si avvertono a livello degli occhi, del naso e del cuoio capelluto, sulla fronte e a livello della mascella e della mandibola. Il dolore può presentarsi spontaneamente: tuttavia, spesso viene scatenato dal tocco di un trigger point, ovvero un punto specifico del viso, o da un’azione come la masticazione.

Solitamente viene coinvolto solo un lato del viso: il dolore lancinante dura pochi secondi (al massimo un paio di minuti) ma le fitte possono ripetersi anche 100 volte al giorno, rendendolo di fatto un disturbo invalidante per chi ne soffre. La nevralgia del trigemino viene talvolta chiamata “tic” nella misura in cui la scossa di dolore è tanto forte da far trasalire la persona.

Quali sono le cause?

Questo disturbo può essere indotto dalle comuni attività quotidiane, dal freddo o dalla compressione dei cosidetti ‘trigger point’ (punti da cui emerge il trigemino, ad esempio l’arcata sopraccigliare).

Una causa frequente della nevralgia del trigemino è la compressione esercitata sul nervo da un’arteria posizionata in modo anomalo. Nei soggetti più giovani, può essere legata a una lesione nervosa causata dalla sclerosi multipla.

In casi più rari, la nevralgia può essere determinata dalla presenza di un tumore o da un aneurisma.

Come si diagnostica?

Non esistono esami specifici per identificare questo tipo di problematica: tuttavia, il modo caratteristico in cui si presenta può facilitare la diagnosi da parte dello specialista, cui spetta il compito di escludere altre patologie che potrebbero essere all’origine del dolore facciale come disturbi della mascella o problemi ai denti.

Il trattamento terapeutico della forma grave si avvale di farmaci quali la carbamazepina e di altri antiepilettici; possono persino occorrere dei trattamenti chirurgici.

Gli attacchi emicranici sono spesso innescati da fattori scatenanti e situazioni ricorrenti. Il primo approccio terapeutico consiste, quindi, nell’invitare il soggetto ad evitare comportamenti che possano scatenare la crisi. Inoltre, possono essere prescritti farmaci analgesici e antiemetici contro la nausea.

Fonte

Articolo supervisionato dal Dott. Marco Moschi, Direttore Sanitario e chirurgo oftalmologo di Clinica Baviera.

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NOTA BENE

I contenuti medici inclusi nel sito web sono stati scritti e rivisti da personale medico qualificato. Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere del proprio medico curante o della visita specialistica. In nessun caso costituiranno la diagnosi o la prescrizione di un trattamento.

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Join the discussion 2 Comments

  • Cefalea ha detto:

    Eseguito il trattamento dell’allineamento della vertebra di Atlante, al quale ero ricorsa per mal di testa frequenti dovuti a problemi cervicali con relativi abbassamenti della vista nelle fasi più acute, non ho più avuto tali disturbi, non sono mai più stata con la schiena contratta e dolorante, non ho più assunto farmaci antidolorifici e antinfiammatori da cui ero dipendente.
    Ultimo particolare, assumendo una postura più corretta la mia statura è aumentata di ben 4 cm.
    Consiglio il trattamento atlantotec, anche se al momento in cui é effettuato risulta essere doloroso, perché per la mia esperienza é stato risolutivo.
    il personale è 🙄 molto competente e qualificato, oltre che essere gentile.

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