Salute degli occhi
La cefalea oftalmica
04/10/2017

La cefalea, comunemente conosciuta come “mal di testa “, è uno dei disturbi più frequenti. Si presenta con una spiacevole sensazione di dolore cranico, che può essere localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato a volte da altri sintomi quali vomito, nausea, febbre, vertigini,  aumento della lacrimazione e fotofobia.

Questo stato di malessere può presentarsi per qualche minuto o durare persino alcune ore, manifestandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) oppure sporadicamente (a distanza di tempo tra un ‘attacco’ e il successivo).

 

 La visita oculistica è fondamentale per la diagnosi

La visita oculistica può rappresentare una tappa fondamentale nell’inquadramento della cefalea. Esistono infatti alcuni tipi di cefalee che dipendono dagli occhi e altri tipi che si manifestano con sintomi oculari, ma hanno un’origine diversa come l’emicrania oftalmica e la nevralgia del trigemino.

 L’emicrania oftalmica

L’emicrania oftalmica è un disturbo caratterizzato da forte mal di testa. Può essere preceduto da una fase chiamata ‘aura’ (emicrania con aura tipica) caratterizzata dalla presenza di disturbi visivi, ossia scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio) per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti (comunque generalemente non più di 60 minuti). Vi sono forme di emicrania in cui la sintomatologia che si ha durante l’aura non è seguita dal mal di testa (aura emicranica non seguita da cefalea). La cefalea oftalmica è un’emicrania provocata da fattori circolatori dei vasi sanguinei del nostro sistema nervoso: il dolore provocato è simile ad un mal di testa, spesso senza distinzione, eccetto per il fatto che si presenta con dei disturbi visivi. Chi ne è colpito ha problemi a muoversi nell’ambiente che lo circonda, altri sintomi che possono essere presenti sono formicolio alle braccia, vertigini, nausea, lacrimazione e fotofobia. Nella maggioranza dei casi chi soffre di cefalea oftalmica non la considera nulla di particolarmente grave, ma se i sintomi si ripresentano regolarmente e le cefalee durano molto tempo bisogna rivolgersi ad un medico, meglio se oculista o neurologo, l’emicrania oftalmica infatti può essere il sintomo di un problema più grave.

Le cause di questo tipo di emicrania, non sono ancora state completamente definite.

Gli studi in merito alle cause di questo disturbo si stanno muovendo in due direzioni: genetica (cioè basata sull’ereditarietà di questo disturbo di cefalea, in alcuni casi sono stati infatti isolate e identificate mutazioni genetiche) ed una vascolare (cioè una vasodilatazione extracranica, come causa principale).

 

La nevralgia del trigemino

Diversa è la nevralgia del trigemino, è una condizione dolorosa causata dal danneggiamento strutturale della guaina mielinica che avvolge il nervo del trigemino. Quest’ultimo veicola le informazioni sensoriali e tattili, termiche e dolorifiche del volto.

Nelle forme lievi o moderate, che interessano solo i tratti del nervo, si ha un indolenzimento del trigemino che può essere trattato con antiinfiammatori e analgesici. La forma grave di nevralgia è caratterizzata da episodi di intenso dolore con tanto di scosse, che si avvertono a livello degli occhi, del naso e del cuoio capelluto, sulla fronte e a livello della mascella e della mandibola. Può essere indotta dalle comuni attività quotidiane, dal freddo o dalla compressione dei cosidetti ‘trigger point’ (punti da cui emerge il trigemino, ad esempio l’arcata sopraccigliare). Il trattamento terapeutico della forma grave si avvale di farmaci quali la carbamazepina e di altri antiepilettici; possono persino occorrere dei trattamenti chirurgici.

Gli attacchi emicranici sono spesso innescati da fattori e situazioni ricorrenti. Il primo approccio terapeutico consiste, quindi, nell’invitare il soggetto ad evitare comportamenti che possano scatenare la crisi. Inoltre, possono essere prescritti farmaci analgesici e antiemetici contro la nausea).

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