Eviscerazione ed enucleazione del bulbo oculare

Salute degli occhi
Eviscerazione ed enucleazione del bulbo oculare
27/01/2021
glaucoma Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

L’eviscerazione e l’enucleazione dell’occhio sono due procedure chirurgiche che comportano la rimozione totale o parziale del bulbo oculare.

Cos’è l’eviscerazione dell’occhio?

L’eviscerazione è una tecnica chirurgica che prevede la rimozione del contenuto del bulbo oculare (compresi l’iride, la cornea e la retina) mantenendo la sclera (la membrana bianca, opaca e fibrosa che è lo strato più esterno dell’occhio) e i muscoli che permettono all’occhio di muoversi. La manutenzione di queste strutture è importante, in quanto permetterà alla protesi che viene solitamente impiantata di avere una maggiore mobilità dopo l’intervento, favorendo il raggiungimento di un buon risultato estetico.

Questa procedura di solito prevede il posizionamento di un impianto e, successivamente, di una protesi esterna per ripristinare il volume dell’occhio.

Quando viene eseguita l’eviscerazione dell’occhio?

L’eviscerazione viene solitamente eseguita nei seguenti casi:

  • Occhi ciechi e dolorosi senza causa tumorale. Normalmente si tratta di pazienti che presentano cecità nell’occhio trattato e, in aggiunta, un dolore costante che è abbastanza frequente da influenzare il loro sonno, il loro umore e le loro relazioni sociali.
  • Bulbi oculari che perdono il loro volume (ptisis o subatrofia del bulbo oculare). In questo caso, l’occhio non ha la vista ed è piccolo, diminuendo di dimensioni nel tempo. La ptisis è solitamente causata da un trauma oculare.
  • Bulbi oculari molto grandi (buftalmo o idroftalmo).
  • Alcuni casi di malattie come l’endoftalmite o la panoftalmia.

Qual è la procedura e il post-operatorio relativo all’eviscerazione?

Durante questo intervento (di solito ambulatoriale, senza alcun ricovero) il chirurgo, che è un oculista specializzato in chirurgia plastica oculare, rimuove il contenuto del bulbo oculare del paziente, preservando la sclera e i muscoli, ed inserisce al suo posto un impianto delle stesse dimensioni per evitare che la cavità oftalmica si esaurisca di volume. L’intervento può essere eseguito in anestesia locale sotto sedazione o in anestesia generale.

Dopo l’enucleazione, il paziente dovrà seguire trattamenti analgesici, antibiotici e antinfiammatori, oltre ad essere relativamente riposato per i primi giorni. Circa un mese dopo l’intervento, verrà valutata la corretta guarigione dell’occhio e verrà adattata la protesi esterna: quest’ultima è simile ad una lente su cui l’occhio è dipinto.

Esistono diverse tipologie di protesi per gli occhi?

Attualmente esiste una grande varietà di protesi oculari che vengono classificate in base al tipo di materiale di cui sono fatte (silicone, idrossiapatite, bioceramica o polietilene poroso) e dalla loro struttura interna, forma e rapporto con le strutture oculari una volta impiantate. A seconda delle caratteristiche del paziente, un tipo di protesi o un altro tipo di protesi verrà utilizzato per ottenere una calzata confortevole ed esteticamente piacevole.

Cos’è l’enucleazione?

L’enucleazione del bulbo oculare, a differenza dell’eviscerazione, comporta la rimozione chirurgica dell’intero bulbo oculare. In questa tecnica chirurgica, la muscolatura che circonda l’occhio viene disinserita e poi suturata all’impianto.

Quali sono le cause che determinano la rimozione del bulbo oculare?

Questo tipo di intervento chirurgico viene solitamente eseguito in questi casi:

  • Pazienti con tumori intraoculari, come il melanoma o il retinoblastoma quando è necessario rimuovere completamente il tumore per mantenere le massime possibilità di sopravvivenza del paziente.
  • Alcuni occhi che hanno subito un grave trauma, senza visione e con una irreparabile disorganizzazione intraoculare.

Qual è la procedura e il post-operatorio relativo all’enucleazione?

Come nel caso dell’eviscerazione dell’occhio, questo intervento viene eseguito nella sala operatoria della clinica e di solito in ambulatorio. Durante l’operazione, l’oculista rimuoverà completamente il bulbo oculare del paziente e collocherà al suo posto un impianto delle stesse dimensioni. Le misure da adottare dopo questa operazione sono simili a quelle dopo l’eviscerazione, compreso l’aggiustamento della protesi esterna in modo che l’occhio enucleato assomigli ad un occhio sano.

Articolo supervisionato dal Dott. Marco Moschi, Direttore Sanitario e chirurgo oftalmologo di Clinica Baviera Bologna.

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