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Mesi della Prevenzione della vista: a marzo porte aperte alle donne sopra i 50 anni

foto menopausa - mesi prevenzione

Continua la campagna di prevenzione promossa Clinica Baviera Italia: il mese di Marzo è il mese della prevenzione della vista  per le donne sopra i 50 anni di età.

Le donne in questa fascia di età presentano un rischio due/tre volte superiore rispetto agli uomini di soffrire di disturbi come la Sindrome dell’Occhio Secco (Dry Eye). E a svilupparli sono soprattutto le donne in menopausa:

“In questo periodo – spiegano i medici di Clinica Baviera Italia – la produzione degli ormoni sessuali è alterata e questo comporta in generale una minore lacrimazione.”

È quindi importante conoscere lo stato di salute della propria vista per poter eventualmente intervenire e trovare una soluzione a questi disturbi. I medici di Clinica Baviera Italia consigliano alle donne dopo i 50 anni di sottoporsi ad un controllo oculistico, soprattutto del fondo e della pressione oculare, per valutare se non vi siano patologie sistemiche misconosciute (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete ecc ecc).

E’ importante tenere sotto controllo qualsiasi cambio della vista: sintomi come la sensazione di corpo estraneo, la lacrimazione o la diminuzione dell’acutezza visiva posso essere associati alla menopausa e vanno monitorati con un oftalmologo.

Le date per effettuare i controlli gratuiti da Clinica Baviera Italia sono:

Milano, via Albricci 5: 18-19 marzo

Torino, piazza Solferino 7/i: 18 marzo

Per prenotare un controllo gratuito è sufficiente chiamare il numero verde 800228833.

Le prove realizzate durante i controlli non sono valide come esame oculistico completo.

Saranno effettuati i seguenti esami: esame obiettivo del segmento anteriore, controllo della pressione oculare, misurazione dell’acuità visiva.

Nei prossimi mesi la campagna sarà dedicata ad altre categorie, dalle donne in gravidanza agli automobilisti, a chi soffre di presbiopia: tutte persone che dovrebbero sottoporsi, per lo stato di salute in cui si trovano o per l’attività che svolgono, a un controllo almeno annuale della vista.

Sono di dati a confermarlo: il 20% degli italiani non ha mai fatto un controllo alla vista e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’85% dei disturbi della vista e il 75% della cecità si potrebbero evitare con la giusta prevenzione e le cure mediche adeguate.

foto menopausa - mesi prevenzione
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Prevenzione: parte la campagna di check up della vista gratuiti dedicati da febbraio a giugno.

Mese sportivi copy 

Controlli della vista gratuiti per chi pratica sport. È questo il primo appuntamento dei “Mesi della prevenzione”, campagna di sensibilizzazione promossa da Clinica Baviera Italia che ha deciso di iniziare l’anno puntando sulla prevenzione e la cura degli occhi, cercando di “targetizzare” il pubblico a cui si rivolge.

Perché la prevenzione riguarda tutti, ma interessa anche i più insospettabili. Come gli sportivi. Anche gli atleti possono avere problemi di vista. Non tutti si sottopongono a regolari controlli e molti lo fanno solo quando il problema visivo diventa un vero ostacolo per la loro attività agonistica.

“Nonostante i controlli medici cui questi atleti si sottopongono periodicamente – ha commentato Marco Moschi, direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia –l’attenzione agli occhi non è sempre considerata una priorità: spesso non ci si rende conto che un’ottima vista è strumento fondamentale per ottime prestazioni”.

A confermarlo numerosi sportivi che, negli anni, si sono rivolti a oculisti specializzati per risolvere il problema, proprio perché i difetti di vista diventavano un oggettivo ostacolo alla bontà delle loro prestazioni.

È il caso di Daniele Molmenti, oro olimpico di kayak Londra 2012 che, dopo la mancata qualificazione alle finali individuali ai Mondiali di Praga 2013 a causa della perdita delle lenti in gara, ha deciso di correggere una volta per tutte la sua miopia, ormai diventata un limite per la sua professione.

Nei prossimi mesi la campagna sarà dedicata ad altre categorie, dalle donne in gravidanza agli automobilisti, dalle donne in menopausa a chi soffre di presbiopia: tutte categorie che dovrebbero sottoporsi, per lo stato di salute in cui si trovano o per l’attività che svolgono, a un controllo almeno annuale della vista.

Sono di dati a confermarlo: il  20% degli italiani non ha mai fatto un controllo alla vista e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’85% dei disturbi della vista e il 75% della cecità si potrebbero evitare con la giusta prevenzione e le cure mediche adeguate.

 Sul sito www.clinicabaviera.it sarà presto pubblicato un calendario con tutti gli appuntamenti mensili dei “Mesi della Prevenzione”.

Febbraio è il mese degli sportivi: sarà possibile per atleti professionisti e non sottoporsi a un check up della vista nelle seguenti date:

  • 19 e 20 febbraio a Milano in via Albricci 5
  • 25 febbraio a Torino in piazza Solferino 7

Per effettuare la visita occorre prenotare al numero gratuito 800228833. 

Mese sportivi copy
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Quanto è importante la vista per gli atleti?

 Sempre più sportivi oggi si rivolgono alla chirurgia refrattiva per eliminare gli occhiali e le lenti a contatto dalla loro vita.

Dai calciatori Kaka e Balotelli, fino a Maradona o a Victor Mongil dell’Atletico Madrid, ma anche altri professionisti come la medaglia d’oro olimpica di canoa Daniele Molmenti, tutti a un certo punto della loro carriera agonistica, hanno deciso di liberarsi completamente di questo limite.

Daniele Molmenti soffriva di miopia e di un leggero astigmatismo. Ha sempre gareggiato con le lenti a contatto, poi nel 2013 ha perso al Mondiale di Praga perché un’onda lo ha colpito in pieno viso facendogli perdere entrambe le lenti. È in quel momento che ha preso la decisione di intervenire rivolgendosi a Clinica Baviera Italia per eliminare gli occhiali dalla sua vita.

Sabato scorso si è tenuta la conferenza stampa nella sede della clinica, per spiegare non solo i risultati dell’intervento sull’atleta olimpionico ma anche quanto un semplice trattamento come questo possa davvero rappresentare una libertà per i professionisti dello sport e non solo.

“Avrei dovuto farlo prima – dice Molmenti – perché adesso è tutto un altro andare. Dopo il il Campionato del Mondo di Praga nel 2013 ho capito che i difetti visivi non potevano più condizionare la mia carriera agonistica. A pochi giorni dall’operazione avevo già recuperato al 100% la vista”.

Sabato scorso si è tenuta la conferenza stampa nella sede della clinica, per spiegare non solo i risultati dell’intervento sull’atleta olimpionico ma anche quanto un semplice trattamento come questo possa davvero rappresentare una libertà per i professionisti dello sport e non solo. 

Attualmente, l’applicazione del Laser a eccimeri rappresenta la prima scelta per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia.

“Esistono 3 tecniche principali – ha spiegato il dottor Riccardo Gizzi nel corso della conferenza –  la Lasik e le tecniche di ablazione di superficie Prk e Lasek. Sono tutte indolore, durano pochi minuti e come anestetico si utilizzano gocce di collirio.  La scelta di una o dell’altra tecnica dipende dalle condizioni fisiologiche dell’occhio: è sempre e solo il medico oculista a indicare il trattamento più adeguato a seconda del caso specifico”.

La Lasik è la tecnica più utilizzata: si solleva uno strato di tessuto corneale, si applica il Laser per alcuni secondi e si riposiziona il tessuto al suo posto. Non ci sono punti di sutura e il recupero della vista avviene già dalle prime ore dopo l’intervento.

Con Daniele si è utilizzata un’altra tecnica, l’ablazione di superficie Lasek.

“L’intervento con la tecnica LASEK – ha continuato Gizzi –  a differenza della Prk, non prevede l’asportazione dell’epitelio ma un suo temporaneo distaccamento per permettere al Laser di correggere la curvatura della cornea. Al termine del trattamento l’epitelio viene riposizionato nella sua posizione originale e, come per la Prk, anche in questo caso viene posta una lente a contatto a protezione dell’occhio trattato e che sarà rimossa dopo pochi giorni. Il recupero post operatorio può presentare qualche fastidio in più rispetto alla tecnica Lasik, ma i risultati sono ottimi in entrambi i casi. La scelta di una tecnica o dell’altra dipende solo dal grado del difetto visivo e dalla cornea del paziente”.

frame molmenti
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Il caso Mexes: troppe lampade solari fanno male agli occhi?

Troppe lampade solari  fanno male agli occhi? A leggere la storia di Philippe Mexes, pare proprio di sì. Il calciatore del Milan non ha potuto giocare a causa di una cheratite (un danno alla cornea) provocata dalle, a quanto pare, eccessive lampade abbronzanti a cui si sarebbe esposto.

Come ci spiega il dottor Alex Bosone, medico oculista di Clinica Baviera Italia, istituto europeo specializzato nella correzione dei difetti visivi, i danni causati dall’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti sono purtroppo poco conosciuti: “ Le radiazioni ultraviolette (UV) sono spesso note come causa di scottature e neoplasie cutanee da esposizione solare, ma c’è poca informazione sui danni seri che queste radiazioni possono causare agli occhi”.

La cheratite che ha colpito gli occhi di Mexes impedendogli di giocare non va sottovalutata.

“Oltre a provocare un intenso dolore – spiega il dottor Bosone – questo disturbo può causare una temporanea ma importante diminuzione della vista. In questo caso il danno non è permanente ma è sicuramente un’esperienza dolorosa e poco piacevole. Il giocatore del Milan non è un caso isolato: circa il 59% dei danni acuti causati dalle lampade solari sono delle dolorose cheratiti”.

 

Come fare allora per evitare questo disturbo?

“Occorre conoscere un po’ meglio le situazioni che ci mettono a rischio e saper proteggere i nostri occhi dai possibili danni. Ore, giorni, anni di esposizione possono causare non solo danni alla cornea (cheratiti), ma anche favorire l’insorgenza della cataratta, della maculopatia e di neoplasie cutanee palpebrali”.

 

Le possibili fonti di esposizione ai raggi ultravioletti sono molteplici: tra le più comuni vi è la luce solare, le lampade abbronzanti, quelle sterilizzanti e la luce emessa durante la saldatura ad arco.

“Le radiazioni solari UV, presenti tutto l’anno – continua il dottore- possono raggiungerci in due modi differenti: direttamente attraverso il sole o riflesse dall’ambiente circostante. Le superfici possono riflettere grandi quantità di radiazioni UV. E ricordiamoci che la luce riflessa è pericolosa almeno quanto quella diretta.

L’acqua riflette il 100% della luce, la neve fino all’85%, la sabbia il 25% e l’asfalto il 9%.”

 

La stagione sciistica invernale è alle porte e occorre pertanto ricordare la pericolosità della luce riflessa dalla neve in montagna, specialmente nelle ore centrali della giornata, quando i valori di radiazioni UV sono particolarmente elevati.

 

Per evitare un danno da parte dei raggi UV alla retina e al cristallino, l’occhio si è dotato di uno schermo protettivo naturale: “L’epitelio corneale e la membrana di Bowman, gli strati più superficiali della cornea, si sono specializzati nell’ “assorbimento” di queste radiazioni nocive; tuttavia un eccesso di raggi UV causa inevitabilmente uno “sfaldamento” a seguito della morte di queste cellule epiteliali e ad un’esposizione delle sottostanti terminazioni nervose corneali. Questo è la causa dell’intenso dolore che si verifica 6 ore circa dopo l’esposizione alla radiazione ultravioletta. Occorrono dalle 24 alle 48 ore affinchè il danno si ripari completamente e scompaia il dolore”

 

Clinica Baviera Italia ricorda pertanto a tutti l’importanza di indossare le giuste protezioni quando si è esposti a raggi ultravioletti: occhiali da sole specifici in montagna e al mare, ma anche durante l’esposizione alle lampade solari e maschere protettive quando si svolgono attività lavorative come la saldatura ad arco o in ogni caso in cui l’esposizione ai raggi ultravioletti sia prolungata e continuativa.

Mexes
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Sbattere le palpebre fa bene al cervello!

E’ un gesto che ci viene d’istinto oppure lo intensifichiamo per mettere a fuoco gli oggetti, o ancora lo esageriamo per mostrare gli occhioni e fare bella figura con l’interlocutore: sbattere le palpebre è un’azione così semplice….eppure fondamentale per la salute dei nostri occhi.

In circostanze normali, una persona sbatte le palpebre ogni cinque secondi.

Supponendo che l’individuo stia sveglio circa 16 ore al giorno, sbatte le palpebre circa 11.500 volte al giorno. Vale a dire 4,2 milioni di volte l’anno.

Praticamente passiamo il 10% della giornata con gli occhi chiusi!

Si tratta di un riflesso di origine volontaria o involontaria e ha una doppia funzione.

Da un lato,serve per distribuire la lacrima sulla superficie oculare, mantenedola idratata e, dall’altro, ha una funzione protettiva, giacchè chiudere gli occhi ci aiuta a evitare la luce intensa o le infiltrazioni di corpi estranei che potrebbero danneggiare l’occhio.

Recenti studi affermano che sbattere le palpebre aiuta a riposare il cervello, perchè chiudendo gli occhi si disattivano alcunee aree cerebrali (quelle incaricate della vista). Quando li riapriamo, infatti, possiamo concentrarci di più e focalizzare meglio ciò che stavamo osservando prima di chiuderli.

Ma la velocità con cui sbattiamo le palpebre non è sempre la stessa, dipende dall’attività che stiamo svolgendo.

Ad esempio, durante una conversazione, una persona sbatte le palpebre 22 volte al minuto. Mentre leggiamo, la frequenza scende a 15-20 volte al minuto e quando siamo davanti al computer, sbattiamo le palpebre meno di 5 volte al minuto perchè concentriamo lo sguardo sullo schermo.

In effetti chi lavora davanti al pc dovrebbe prendere la buona abitudine di sbattere le palpebre più spesso e, all’occorrenza, chiudere gli occhi per qualche secondo, per riposare la vista.

Se facciamo passare un minuto senza sbattere le palpebre, scateniamo una secchezza lacrimale nella cornea e cominciamo a sentire fastidio, pesantezza, irritazione, la vista diventa sfocata e la cornea si arrossa. Un fenomeno conosciuto come occhio secco.

Quindi pensate a quanto sia fondamentale compiere un gesto così semplice come sbattere le palpebre!

palpebre
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Diabete: senza controlli adeguati possono insorgere gravi problemi di vista

retinopatia

In Italia circa 2,5 milioni di persone, pari al 5% della popolazione circa, è affetta da diabete. Due pazienti diabetici su tre dopo 20 anni dall’insorgenza della malattia sono affetti da retinopatia diabetica di diversa gravità.

Il 14 novembre è la giornata mondiale del Diabete, per questo motivo Clinica Baviera, istituto specializzato nella correzione dei difetti visivi, ricorda l’importanza dei periodici controlli alla vista per poter individuare e curare per tempo questa patologia visiva che può portare a ipovisione e cecità.

“Chi è affetto da diabete – spiega Alex Bosone, medico chirurgo di Clinica Baviera – non è in grado di utilizzare correttamente gli zuccheri assunti con la dieta. Livelli elevati di zuccheri nel sangue possono danneggiare i vasi sanguigni della retina, la struttura dell’occhio deputata all’elaborazione delle immagini, comportando una diffusione di fluidi contenuti all’interno di questi vasi sanguigni e causando un ispessimento progressivo della retina”.

Quando questo ispessimento si verifica nella parte retinica centrale chiamata macula, si può assistere ad un calo anche importante della vista. Si parla di edema maculare.

Quando invece il danno si verifica nelle restanti parti della retina e si associa ad uno scarso apporto di ossigeno da parte di questi vasi danneggiati, si assiste alla formazione della forma più grave della retinopatia, la forma proliferante che, se non trattata, porta inevitabilmente al distacco della retina e al sanguinamento di alcuni vasi più fragili all’interno dell’occhio, con conseguente grave danno alla funzione visiva.

 

“Le fasi iniziali della retinopatia diabetica – continua Bosone – sono prive di sintomi e il riscontro di un danno retinico diabetico è spesso del tutto casuale. Il riconoscimento precoce che avviene durante i controlli della vista è tuttavia cruciale per poter instaurare un trattamento utile a rallentare l’evoluzione della malattia e a prevenire così un danno anche importante alla vista”.

Il numero di persone potenzialmente a rischio di retinopatia diabetica è altissimo ed è pertanto fondamentale, come indicato dalle linee guida dell’Accademia Americana di Oftalmologia, un controllo della vista annuale per tutti i pazienti diabetici che ancora non hanno riscontrato questa patologia della vista.

“L’oculista – spiega Bosone – gioca un ruolo fondamentale insieme al medico di famiglia e all’endocrinologo nella gestione e prevenzione delle complicanze non oculari legate al diabete. Attraverso un accurato esame della vista valutiamo lo stato di salute dei vasi retinici e dell’occhio, ma in maniera indiretta anche quelli di altri distretti corporei come cervello, rene e cuore che sono danneggiati in maniera molto simile”.

In tutti i pazienti affetti da diabete e ancor più nei pazienti con iniziali segni di retinopatia diabetica è di fondamentale importanza mantenere uno stretto controllo della pressione sanguigna (dovrebbe rimanere sempre sotto i valori 130/80), della glicemia attraverso dieta corretta e terapia medica e dei livelli di colesterolo.

E’ inoltre importante smettere di fumare, limitare l’assunzione di alcolici, svolgere moderata attività fisica e perdere peso per limitare i danni microvascolari legati al diabete.

Clinica Baviera è da sempre un punto di riferimento per i problemi visivi di chi è affetto da diabete e anche questo 14 novembre vuole ricordare a tutti:

 

  • l’importanza dei regolari controlli annuali di screening in pazienti diabetici non ancora affetti dalla retinopatia diabetica, al fine di riconoscere precocemente la malattia e instaurare appropriati stili di vita e terapie volte a rallentarne la progressione;
  • l’importanza della valutazione periodica della progressione della retinopatia nei pazienti con iniziali segni di malattia, per intervenire precocemente con terapie appropriate e mirate al fine di limitare così il possibile danno alla vista;
  • la possibilità di riabilitazione visiva dei pazienti con stadi più avanzati della malattia.

 

 

 

retinopatia
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Anche gli occhi hanno un punto cieco!

Sapevate che i nostri occhi hanno un punto cieco?

Il segreto è nella retina, il “cuore” dell’occhio composto da cellule sensibili alla luce. Qui si formano le informazioni visive che vengono poi trasmesse al cervello tramite il nervo ottico.

Però non tutta la retina è coperta da queste cellule…

Esiste un “punto cieco” situato nelal parte posteriore del globo oculare, giusto nel punto in cui il nervo ottico si collega alla retina. Misura appena 2×1,5 millimetri.

Normalmente è difficile percepire questo punto perché l’informazione visiva che non viene captata da un occhio, viene compensata dall’altro. Anche chiudendo un occhio solo il punto cieco non si percepirebbe, perché il cervello ricreerebbe virtualmente la zona del punto cieco in relazione alla zona che lo circonda.

Come fare a provare l’esistenza del punto cieco?

Ecco un semplice esperimento.

punto cieco

1. Chiudi il tuo occhio sinistro e, con l’occhio destro, guarda la croce ponendoti a circa 30 cm dallo schermo.

2. Muovi leggermente avanti e indietro la testa e vedrai scomparire per pochi istanti il pallino!

 

punto cieco
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Ambliopia: se individuata per tempo, si può correggere.

ambliopia

L’ambliopia: l’oculista non vede niente, il paziente vede poco. (Von Graefe)

L’ambliopia  colpisce dai primi anni di età: prima si interviene e maggiori probabilità ci sono di curarlo. A parlarcene è il dottor Massimo Notaro, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Torino.

L’ambliopia (letteralmente “occhio ottuso”), conosciuta anche come occhio pigro, è una diminuzione mono o bilaterale dell’acuità visiva senza causa apparente, che con terapia idonea, se intrapresa precocemente, può essere risolta. Si verifica circa nel 4-5% dei bambini e si attua nei primi anni di vita, durante il periodo plastico del sistema visivo, che nell’uomo si estende fino ai 7-8 anni. (altro…)

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