Glaucoma congenito o infantile: che cos’è?

Salute degli occhi
 Glaucoma congenito o infantile: che cos’è?
11/03/2019

 

Il glaucoma congenito o glaucoma infantile è una patologia rara, infatti, può colpire 1 neonato su 30.000. Questo, può presentarsi dalla nascita o nei successivi primi anni del nascituro, entro i tre anni, causando danni irreversibili alla vista.

Il glaucoma infantile è definito primario perché non è originato da altri disturbi come nella sindrome di Sturge -Weber, questa, anche se già si manifesta dalla nascita, non è di tipo ereditario.

Le cause

Il glaucoma congenito primario si può verificare a causa di:

  • Un forte aumento della pressione intraoculare che danneggia le fibre del nervo ottico, che è l’organo responsabile della trasmissione di informazioni visive dagli occhi al cervello.
  • A causa di un difetto genetico o ereditario.
  • Per conseguenza di complicazioni durante la gravidanza.

Nel caso di glaucoma congenito primario (il sottotipo più comune), la pressione intraoculare aumenta perché il drenaggio dell’umore acqueo, che avviene nell’angolo esistente tra la cornea e l’iride, è ostacolato in conseguenza di uno sviluppo anomalo o perché ostruito.

Quali sono i sintomi?

In alcuni casi il glaucoma viene diagnosticato direttamente dal pediatra, ma generalmente sono i genitori i primi a percepire alcuni sintomi.

Il bimbo affetto dalla malattia congenita presenta queste caratteristiche:

  • Fotofobia (fastidio alla luce).
  • Eccessiva lacrimazione.
  • Aumento della grandezza del globo oculare (buftalmo).
  • Blefaroplasmo (chiusura involontaria delle palpebre).
  • Nei casi più gravi può manifestarsi con una completa opacizzazione corneale (la cornea diventa biancastra).

Come viene diagnosticato?

Il glaucoma infantile viene individuato attraverso una visita completa, con degli esami oftalmologici specifici:

  • Valutazione della camera anteriore dell’occhio (per la valutazione dello stato del glaucoma).
  • Esame del fondo degli occhi (esaminando con la dilatazione il nervo ottico e la retina).
  • Tonometria (impiegata per la misurazione della tensione oculare). Il valore della pressione oculare normale è compreso fra i 10-20 mm di mercurio.

Inoltre, nei bambini neonati, quando il sospetto della diagnosi è alto, è necessario eseguire un esame con anestesia in sala operatoria.

Il glaucoma primario, di solito, richiede un trattamento chirurgico precoce, per preservare la vista del paziente, e prevede il posizionamento di dispositivi o valvole di drenaggio. L’obiettivo di questo intervento è stabilizzare la pressione a dei livelli accettabili, in modo da poter risolvere il difetto dell’angolo intraoculare e evitare in questo modo di danneggiare ulteriormente il nervo ottico.

Trattamenti

È importante che venga effettuata una diagnosi anticipata, perché pur trattandosi di una sindrome poco comune, è indispensabile poter intervenire tempestivamente per trattare al meglio la malattia.

Questa, è una malattia che colpisce gli occhi durante primi anni di vita, nel corso dei quali il sistema visivo è in via di sviluppo, quindi è molto importante effettuare dei controlli periodici. La riduzione della pressione oculare è la principale terapia che viene adottata per trattare il glaucoma congenito.

Per il trattamento della malattia vengono impiegate principalmente:

  • Terapie mediche (con colliri che hanno l’obiettivo di far diminuire la IOP).
  • Trattamenti laser.
  • Trattamenti chirurgici.

Ci sono complicanze?

I pazienti affetti da glaucoma congenito dovranno realizzare una serie di esami oftalmologici periodici durante tutta la vita, perché potrebbero essere predisposti ad avere altre complicazioni oftalmologiche come la cataratta, il distacco della retina o infiammazioni o nei casi più gravi si può perdere anche la vista.

 

 

 

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