Come funziona l’occhio umano e le sue parti?

Salute degli occhi
Come funziona l’occhio umano e le sue parti?
24/06/2024
Chiasma ottico Tempo di lettura: 6 Minuti

L’occhio umano è un organo molto piccolo e complesso che, attraverso le sue singole parti, regola i molteplici passaggi che permettono la visione. 

Ogni volta che osserviamo un oggetto i nostri occhi catturano le informazioni dall’ambiente esterno e queste passano attraverso cornea, pupilla, cristallino e vitreo fino alla retina in modo da generare stimoli visivi che vengono convertiti in impulsi elettrici dal nervo ottico ed elaborati dal cervello sotto forma di immagini. Questo percorso è detto “retino-corticale”.

Perché la visione avvenga senza intoppi è necessario dunque che le singole parti dell’occhio lavorino insieme permettendo al cervello di registrare le immagini osservate.

Quali sono le parti che compongono l’occhio?

L’occhio è formato da parti interne, intermedie e esterne.

Parti interne

  • Macula: è una zona molto delicata, posizionata nella zona centrale della retina vicino al nervo ottico. La macula è ricca di vasi sanguigni.
  • Nervo ottico: collega e trasmette le informazioni dalla retina alla corteccia visiva, che è la parte del cervello responsabile della vista. È formato da quasi un milione di fibre nervose, chiamate “assoni”.
  • Retina: è il tessuto nervoso sensibile alla luce che riveste interiormente l’area posteriore dell’occhio e che contiene le cellule fotosensibili (costituite da coni e bastoncelli: i primi necessari per vedere i colori e i secondi per distinguere fra la notte e il giorno). Ha la funzione di catturare le immagini e convertirle in impulsi nervosi che, a loro volta, vengono trasmessi al cervello per l’elaborazione finale.
  • Fovea: si tratta di una piccola area situata al centro della macula e formata da cellule sensoriali che ci consentono una visione nitida e “a colori”.
  • Coni e bastoncelli: sono cellule nervose sensibili alla luce. I coni sono posizionati nella parte centrale della macula mentre i bastoncelli nella zona periferica della macula.

Parti intermedie

  • Coroide: insieme all’iride e al corpo ciliare la coroide costituisce lo strato intermedio tra la sclera e la retina. Le sue funzioni principali sono: nutrire i recettori della retina, mantenerla ad una temperatura costante ed aiutare l’occhio nella messa a fuoco.
  • Corpo vitreo: è una sostanza trasparente e gelatinosa situata tra il cristallino e la retina ed occupa buona parte dell’occhio.
  • Iride: è la parte colorata che circonda la pupilla ed ha il compito di regolare la quantità di luce che entra negli occhi. È diversa in ogni individuo.
  • Pupilla: è il punto nero situato al centro dell’occhio. La sua dimensione è determinata dalla luce presente nell’ambiente, dalle sostanze esterne (alcool e stupefacenti) e dalle emozioni provate dal suo individuo.
  • L’umore acqueo: è un liquido salino posizionato tra la cornea e il cristallino.
  • Il cristallino: è una lente refrattiva posizionata tra l’iride e il corpo vitreo ed ha la capacità di mettere a fuoco le immagini sulla retina tendendo a curvarsi o ad appiattirsi a seconda che l’oggetto osservato sia vicino o lontano. La sua struttura è trasparente e divide l’occhio in polo anteriore (riempito dall’umore acqueo) e polo posteriore (riempito dall’umore vitreo). 
  • L’uvea: è la struttura che ricopre il bulbo oculare ed è a sua volta composta da tre parti: coroide, iride e corpo ciliare.

Parti esterne

  • Congiuntiva: è la mucosa trasparente che riveste il bulbo oculare ed è composta dall’epitelio e dallo stroma.
  • Cornea: è la piccola cupola trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio proteggendolo da agenti esterni e rendendo la vista più nitida. È composta da cinque parti: epitelio, membrana di Bowman, stroma, membrana di Descemet, endotelio.
  • Sclera: è la membrana esterna (chiamata “parte bianca dell’occhio”) che ricopre il bulbo oculare dal nervo ottico alla cornea. Nella parte anteriore è coperta dalla congiuntiva mentre nella parte posteriore dal nervo ottico.
  • Palpebre: membrane che proteggono l’occhio da corpi estranei, dal vento e ne garantiscono l’idratazione attraverso il battito delle ciglia.
  • Ghiandole lacrimali: struttura fuori dall’orbita che produce le secrezioni note come “lacrime” in modo da preservare la cornea, ripulendola da corpi estranei.
  • Ciglia: servono a non far entrare agenti estranei nell’occhio.
  • Sopracciglia: proteggono l’occhio dal sudore della fronte.
Anatomia del'occhio

Come funziona l’apparato visivo?

L’occhio è un organo complesso e fondamentale come il cuore. I nostri occhi ci permettono di vedere i colori, le forme, i movimenti e percepire le distanze, svolgendo un ruolo fondamentale nel nostro organismo, vediamo come:

  1. I raggi di luce entrano nell’occhio attraverso la cornea dove ricevono un primo effetto di rifrazione e una prima messa a fuoco.
  2. Successivamente passano attraverso la pupilla dove subiscono un secondo effetto rifrattivo sul cristallino.
  3. Dopo, l’immagine raggiunge la retina dove viene trasformata in un impulso nervoso che attraverso il nervo ottico viene trasmesso al cervello.
  4. I coni e i bastoncelli assimilano la luce inviando tramite il nervo ottico impulsi al cervello.
  5. Il cervello trasforma gli impulsi in immagine.
  6. L’immagine viene messa a fuoco dal cristallino che funziona come una sorta di zoom naturale, necessaria per ottenere una messa a fuoco più nitida e raffinata.

Un malfunzionamento dell’intero meccanismo o di un singolo elemento della catena può essere all’origine di un errore nella trasmissione dell’immagine: da qui derivano i disturbi visivi più comuni come la miopia o l’astigmatismo.

Come percepiamo i colori?

La capacità di vedere a colori costituisce uno dei principali elementi di forza del nostro sistema visivo.

Questo processo avviene grazie a due fotorecettori presenti sulla retina:

  • I coni: posizionati sulla macula e costituiti da tre proteine (“opsine”) responsabili della percezione del rosso, del verde e del blu.
  • I bastoncelli: posizionati in una zona più periferica della retina e contengono un’unica proteina (“rodopsina”) che si attiva solo quando ci troviamo al buio.

Come funziona l’occhio di giorno e di notte?

La differenza principale tra coni e bastoncelli sta nel fatto che, pur essendo entrambi fotorecettori della retina, i coni si attivano con le diverse lunghezze d’onda della luce mentre i bastoncelli reagiscono al buio.

Per questo motivo, nell’arco di 24h l’occhio funziona nei seguenti modi:

  • Di giorno ci permette di vedere il mondo attraverso i coni;
  • Di notte vediamo le immagini nitide attraverso i bastoncelli.

Come avviene la visione da vicino e da lontano?

La visione da vicino e da lontano avviene attraverso un processo chiamato “accomodazione”, la capacità dei nostri occhi di mettere a fuoco immagini che si trovano a distanze diverse rispetto a noi.

Questo adattamento della visione è dovuto alla deformazione del cristallino che:

  • Se un oggetto è vicino, curva molto aumentando il suo potere di rifrazione.
  • Se un oggetto è lontano, è molto piatto e la rifrazione è ridotta.

Quali sono i disturbi visivi?

I disturbi visivi (anche detti “vizi di rifrazione”) sono difetti della nostra capacità visiva di vedere ciò che ci circonda. I principali sono:

  • La miopia: le immagini lontane risultano sfocate e poco nitide.
  • L’astigmatismo: le immagini risultano poco nitide sia da vicino che da lontano.
  • L’ipermetropia: le immagini vicine risultano poco nitide.
  • La presbiopia: le immagini vicine diventano meno nitide con il passare degli anni e la perdita di elasticità del cristallino.

Fonti

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NOTA BENE

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Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

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