Che cosa sono le pupille?

Curiosità
Che cosa sono le pupille?
08/07/2021
pupille Tempo di lettura: 7 Minuti

La pupilla – che etimologicamente significa “bambolina” – è quel piccolo cerchio nero che si trova al centro dell’occhio, o meglio dell’iride, cioè l’area colorata dei nostri occhi che permette alla luce di penetrare nella parte posteriore del bulbo oculare. Attraverso questo cerchio nero infatti la luce entra negli occhi e si riflette sulla retina. Il cervello elabora le informazioni così fornite e le trasforma in immagini.

Qual è l’aspetto e la struttura della pupilla

La pupilla è situata a circa 3 mm di distanza dal vertice della cornea. Questo piccolo foro, posizionato nel centro dell’iride, appare nero, in quanto la maggior parte della luce che riesce ad attraversare cornea e cristallino viene assorbita dai tessuti presenti all’interno dell’occhio. In condizioni normali, la pupilla tende ad avere un diametro compreso tra i 2 e 5 mm, mentre al buio si dilata per far entrare una maggiore quantità di luce (midriasi) e si restringe quando deve farne entrare una quantità minore (miosi).

In che maniera si dilata la pupilla?

La dilatazione della pupilla è determinata dal movimento di contrazione di due muscoli: il cosiddetto “muscolo dilatatore della pupilla”, collegato al sistema nervoso simpatico mediante fibre nervose, e lo “sfintere pupillare”, formato a sua volta da una banda circolare di fibre situate tutt’intorno al foro pupillare.

La loro funzione è quella di regolare l’apertura della pupilla al fine di consentire la focalizzazione ed evitare che la luce ambientale provochi danni visivi.

Quali sono le variazioni pupillari e le cause?

Miosi

L’espressione “miosi” – che deriva dal greco “meiosis” – indica la riduzione del diametro pupillare al di sotto dei 4 mm. Questa diminuzione è determinata dalla contrazione del muscolo costrittore della pupilla (anche detto muscolo sfintere dell’iride).

Di norma, il restringimento delle pupille avviene in modo fisiologico nel caso in cui si verifichi uno stimolo luminoso molto intenso o nella visione da vicino. La miosi può avvenire anche in condizioni patologiche come l’uveite e l’iridociclite. Il restringimento pupillare può indicare anche l’esistenza di emorragie cerebrali, encefalite o altri stati patologici del sistema nervoso. In altri casi, la miosi può essere indotta da farmaci come la pilocarpina, timololo, codeina e morfina.

Midriasi

L’espressione “midriasi” – che deriva del greco “amadros” – significa oscuro e indica la dilatazione della pupilla al di sopra dei 5 mm di diametro che si verifica in assenza di luce per facilitare l’adattamento visivo al buio. Può essere sia unilaterale e dunque riguardare solamente un occhio, sia bilaterale, coinvolgendoli entrambi.

In certe situazioni questa reazione può verificarsi a seguito di intense emozioni come ansia, paura o eccitazione. Ci sono casi di midriasi patologica, legata a un arresto cardiaco, ictus o traumi cranici.  Anche in situazioni di glaucoma acuto ci può essere dilatazione pupillare. Inoltre, la midriasi può essere indotta da farmaci antistaminici, estrogeni, atropina, anticolinergici. Infine, l’assunzione di droghe (in particolare cocaina) può dare origine alla dilatazione pupillare.

Anisocoria

La differenza di ampiezza del diametro delle due pupille è detta anisocoria. Può verificarsi sia “a riposo” che in caso di stimolazione esterna. L’asimmetria può essere fisiologica, costituendo dunque un’anomalia non allarmante né problematica da un punto di vista medico, ma anche patologica e quindi spia di una condizione di salute morbosa da esaminare e su cui eventualmente intervenire.

Quando si verifica in concomitanza a stimoli luminosi, l’anisocoria viene associata a stati patologici dell’occhio o del sistema nervoso. Tale disturbo può manifestarsi anche in seguito a aneurisma, tumore cerebrale, sifilide e sindrome di Horner. Inoltre, può

presentarsi anche in caso di meningite, epilessia, trauma cranico ed intossicazioni e, in certi casi, essere indotta da farmaci come la scopolamina ed i colliri a base di pilocarpina o tropicamide.

Quali sono i fattori che determinano la dilatazione pupillare?

I principali fattori che determinano la dilatazione o il restringimento della pupilla sono:

  • il grado di luminosità nell’ambiente circostante
  • le emozioni.

La luce

Per comprendere più chiaramente questo caso, prendiamo in esame l’esempio dei gatti le cui pupille, in presenza di luce, si assottigliano mentre, con il buio, si arrotondano.

Negli esseri umani ciò accade diversamente nella misura in cui le pupille non cambiano forma, ma solo diametro. Nel momento in cui c’è poca luce, il nostro occhio fa fatica a catturarla e il diametro pupillare si allarga per cercare di catturarne il più possibile.

Quando invece ci troviamo in presenza di una luce eccessivamente forte, per evitare l’abbagliamento, le pupille si restringono: l’eccesso di luminosità infatti è dannoso e la pupilla si restringe per far entrare solo la quantità necessaria a vedere bene.

Le emozioni

Gli stati emotivi che influenzano la dilatazione delle pupille sono, ad esempio, la paura, l’innamoramento, l’attrazione, l’eccitazione sessuale, la rabbia, le bugie e anche lo sforzo mentale eccessivo.

Quali sono gli stati d’animo che influenzano le nostre pupille?

1.Conoscere le risposte

Nel caso in cui ci pongano una domanda a cui sappiamo rispondere con sicurezza, le nostre pupille non si dilatano, bensì rimangono uguali. Tuttavia, se non sappiamo cosa dire, lo sforzo effettuato per cercare la risposta nel nostro cervello provoca la dilatazione delle pupille.

Quindi, quando chiedete qualcosa a qualcuno e questo tergiversa, potete capire lo sforzo che sta facendo nel trovare la risposta solo guardandolo negli occhi. Più lo sforzo aumenta, più le pupille si dilatano.

2. Sforzarsi per rispondere

A tutto però c’è un limite, anche alla dilatazione delle pupille: se qualcuno insiste nel porci una domanda a cui noi non riusciamo a fornire una risposta, il nostro sforzo, una volta raggiunto un certo apice (superato il 125%), sarà così grande che le nostre pupille smetteranno di dilatarsi.

3. Mostrare interesse o disinteresse

In caso di interesse a un argomento o a qualcosa che vediamo in tv, le nostre pupille si dilatano. In realtà, di fronte a ogni novità, il primo riflesso è la dilatazione. Se l’argomento riesce a mantenere alta la nostra attenzione, le pupille rimangono dilatate. Se invece la novità smette di stimolare il nostro interesse, le pupille tornano alla dimensione originale.

Quindi, se state proponendo qualcosa di nuovo a una persona e, dalle pupille dilatate che questa aveva inizialmente notate un loro ridimensionamento, significa che, benché per voi la cosa sia di assoluta rilevanza, per il vostro interlocutore non lo è.

4. Eccitarsi o provare attrazione

In certe situazioni – ad esempio, quando si è colpiti da una persona attraente o quando si è posti di fronte a scene erotiche o di nudo – le nostre pupille si dilatano, in seguito al rilascio, da parte del nostro cervello, di dopamina. Questo meccanismo si verifica perché l’ondata di dopamina stimola le terminazioni nervose situate nei nostri occhi, determinando la contrazione dei muscoli e, quindi, l’aumento di dimensione delle pupille.

Una curiosità: le donne dilatano le pupille degli occhi quando si trovano di fronte a un potenziale partner, durante il periodo dell’ovulazione.

5. Disgustarsi o arrabbiarsi

Al contrario, se qualcosa ci provoca ribrezzo o rabbia, le nostre pupille si restringono! E’ come se i nostri occhi rifiutassero quell’immagine. Capita, infatti, quando siamo disgustati, di spostare anche lo sguardo altrove.

6.Votiamo sì o no?

Questo è un test che potete fare per scoprire i gusti politici dei vostri conoscenti. Se andate in giro a raccomandare di votare sì o no, capirete subito dalle pupille del vostro interlocutore che cosa voterà, anche senza che ve lo dica: nel caso in cui gli suggeriste di votare sì e le sue pupille si dilatassero, significherebbe che appoggia la vostra scelta.

In caso contrario infatti vedreste le sue pupille restringersi e potreste dedurne di trovarvi, senza dubbio, di fronte a un sostenitore del no.

7. Scoprire chi mente

Quando mentiamo il nostro corpo entra in uno stato di allarme e di stress, in cui tutti i nostri sensi sono in allerta perché dobbiamo fare attenzione a non farci scoprire. Tuttavia, le nostre pupille non possono essere comandate.

Si tratta di un istinto naturale, legato alla nostra evoluzione: un tempo, in condizioni di pericolo, quando le uniche opzioni erano lottare o fuggire, le nostre pupille si dilatavano per vedere meglio l’ambiente circostante (captare più luce) e valutare le vie di fuga. Nel momento in cui mentiamo, si attivano gli stessi allarmi per non essere scoperti (catturati). Ecco spiegato il perché si dilatano le pupille.

Dunque, se sospettate che la persona che avete davanti vi stia mentendo, controllatele le pupille.

Che gli occhi siano lo specchio dell’anima è assolutamente vero. E la cosa più interessante è che non mentono: non possiamo imporre alle pupille di non dilatarsi o di non restringersi quindi una mente attenta e osservatrice non farà fatica a capire come si sente davvero la persona che ha di fronte, semplicemente guardandola negli occhi.

Pupille dilatate nei bambini: perché è un fenomeno frequente?

Il fenomeno delle pupille dilatate può risultare molto frequente nei bambini, configurandosi come una caratteristica tipica di questa giovane fascia di età e dunque non come un disturbo allarmante da un punto di vista medico.  Anche se nella maggior parte dei casi non costituisca alcun problema, nel lungo periodo potrebbero anche rivelarsi un segno di miopia o altri vizi di rifrazione. In questi casi si suggerisce quindi di rivolgersi al proprio pediatra o medico oculista al fine di accertare le cause del fenomeno. 

Pupille dilatate e mal di testa: che relazione c’è?

In caso di mal di testa improvviso, persistente e molto forte (accompagnato in certi casi anche da nausea e vomito) e pupille dilatate anisocoriche – una più grande dell’altra – possono far parte della sintomatologia propria dell’aneurisma cerebrale, derivante dal blocco di un’arteria situata nella zona oculare. Le pupille dilatate (midriasi), tuttavia, possono anche rientrare tra i sintomi tipici di un attacco di cefalea emicranica, insieme a senso di debolezza e intorpidimento, sensibilità alla luce (fotofobia), tachicardia, ipertensione, dolore al collo e dolore addominale.

Articolo supervisionato dal Dottor. Marco Moschi, chirurgo oftalmologo di Clinica Baviera Italia.

Fonte

Pupils Different Sizes – Medical News Today 

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