Acuità visiva: cos’è e come si misura?

Salute degli occhi
Acuità visiva: cos’è e come si misura?
20/10/2023
acuità visiva Tempo di lettura: 5 Minuti

L’acuità visiva, detta anche acutezza visiva o visus, è la capacità di vedere i dettagli di un oggetto a una distanza specifica. Quanto più il paziente è in grado di distinguere due punti vicini, maggiore sarà la sua acuità visiva.

L’acutezza visiva viene misurata grazie agli ottotipi, un insieme di lettere o simboli disposti in grandezza decrescente. In base a questa misurazione il medico sarà in grado di verificare la presenza o meno di difetti refrattivi o altri disturbi oculari che possono influire sulla nostra vista.

Qual è l’unità di misura  per la capacità visiva?

L’unità di misura dell’acuità visiva sono i decimi e vengono misurati attraverso gli ottotipi (lettere e/o simboli disposti in grandezza decrescente). Solitamente gli ottotipi sono posizionati ad una distanza minima di tre metri dal paziente e il tabellone su cui sono stampati si chiama tavola o tabella ottotipica. Se il paziente in esame riesce a leggere le dieci righe dell’ottotipo la sua acutezza visiva sarà di 10/10, se ne legge otto sarà di 8/10 e così via. È importante ricordare che se un paziente non riscontra alcun difetto refrattivo, quindi emmetrope, le immagini saranno a fuoco sulla retina e il visus sarà di 10/10 neutrali.

Da quali fattori dipende l’acuità visiva?

I valori che l’acutezza visiva possono raggiungere in un occhio dipendono da vari fattori e si distinguono in fisici, fisiologici e psicologici.

Fattori fisici

  • La lucentezza;
  • Contrasto;
  • Tempo di presentazione;
  • Orientamento degli ottotipi;
  • Distanza fra gli ottotipi;
  • Temperatura colore;
  • Dimensioni dell’immagine retinica;
  • Errore refrattivo.

Fattori fisiologici

  • Trasparenza dei mezzi;
  • Diametro pupillare;
  • Locus retinico;
  • Età;
  • Binocularità.

Fattori Psicologici

  • Esperienze precedenti;
  • Attenzione;
  • Strategie adottate dall’esaminato;
  • Ruolo dell’esaminatore.

Quali tipi di acutezza visiva esistono?

L’acutezza visiva si distingue nei seguenti tipi:

  • Minimo visibile o acutezza di visibilità: è l’angolo visivo più piccolo entro il quale l’occhio riesce a distinguere la presenza di un’immagine. 
  • Acutezza di risoluzione o minimo angolo di risoluzione: è la distanza minima tra due linee in grado di permettere che vengano percepite come oggetti separati.
  • Acuità di allineamento o localizzazione: è il minimo spostamento percepibile tra due immagini. 
  • Acutezza visiva morfoscopica o di riconoscimento: è la tipologia più utilizzata e conosciuta ed indica la capacità di riconoscere una specifica forma in mezzo a molte altre a lei simili

Nonostante l’opinione di molti, la sensibilità al contrasto non è un tipo di acutezza visiva bensì è la capacità del sistema visivo di distinguere i diversi livelli di luminosità tra due aree vicine.

Quali test esistono per misurare l’acutezza visiva?

Esistono diversi test per misurare l’acuità visiva di una persona. 

Test di Snellen

Quello più comunemente utilizzato dagli oculisti; questo è in grado di misurare la capacità che ha l’occhio di distinguere oggetti a distanza. Il test è stato progettato da Hermann Snellen, medico olandese dell’800. Per scoprire cos’è questo test di misurazione dell’acuità visiva e come funziona occorre coprire un’occhio per volta con la mano e leggere la tavola optometrica composta da dieci righe con simboli o lettere di grandezza decrescente. Nella tabella di Snellen le lettere utilizzate sono: C, D, E, F, L O, P, T, Z. Se il soggetto è in grado di identificare simboli o lettere di diverse dimensioni ad una distanza di circa 3 metri, la sua acuità visiva sarà normale di 10/10 decimi, altrimenti se l’acuità visiva sarà inferiore, ad esempio 6/10 necessiterà di una correzione ottica.

Test di Snellen

Test di Landolt

È composto da anelli con apertura in alto, in basso, a destra o a sinistra. Il soggetto ha il compito identificare dove vede l’apertura. Questo viene utilizzato soprattutto con i bambini che ancora non sanno leggere. Oltre ai cerchi possono essere utilizzati altri simboli.

Test di Landolt

Test del contrasto

Il soggetto deve essere in grado di leggere una fila di lettere della stessa dimensione ma con colore differente: dal nero al grigio che si sfuma sempre fino al bianco. Questo test è in grado di identificare la capacità di distinguere gli oggetti sullo sfondo su cui sono collocati.

Test del contrasto

Quali sono le condizioni ambientali per la misurazione?

Le condizioni ambientali ideali per la misurazione dell’acuità visiva massima devono facilitare il funzionamento dei coni. La luce a questo proposito è molto importante perché determina il funzionamento dei fotorecettori influendo sulle dimensioni delle pupille e sull’effettivo contrasto delle mire presentate.

Cosa causa una diminuzione dell’acuità visiva?

Le cause principali di una diminuzione dell’acuità visiva possono essere:

Queste patologie possono colpire uno o entrambi gli occhi causando una riduzione della definizione dell’immagine osservata.

Perché è importante misurare l’acuità visiva?

L’acuità visiva è dunque uno degli esami principali durante una visita oculistica e il suo valore influisce in modo molto importante sulla qualità della vita del paziente (specialmente in attività quotidiane come interagire con il prossimo, guidare o praticare attività fisica). Senza questo esame sarebbe molto difficile verificare con accuratezza la presenza di vizi di refrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) o di altre patologie oculari nel paziente.

Fonti

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NOTA BENE

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Dott. Federico Fiorini

Articolo supervisionato dal

Dott. Federico Fiorini

Medico chirurgo e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna dal 2020. È esperto in topografia corneale, oct, fluorangiografia, laser retinico e yag laser per la cataratta secondaria. Nella sua carriera ha svolto oltre 12.500 interventi tra chirurgia della Cataratta, chirurgia della Presbiopia, della Cornea, dello Pterigio, chirurgia del Glaucoma, chirurgia refrattiva e impianti di lente da camera posteriore (ICL). Esperto di chirurgia Palpebrale (Ectropion/Entropion, Dermatocalasi, Xantelasma, Calazio) e delle vie Lacrimali. Nel 2017 ha pubblicato una tecnica personale per la chirurgia dello Pterigio.

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