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Strabismo di Venere: che cos’è?

Lo strabismo è quel particolare difetto per cui gli occhi tendono a deviare rispetto al loro asse visivo naturale.
Questa patologia porta l’individuo colpito ad incrociare gli occhi come un gesto involontario, cioè azioni di cui non si rende assolutamente conto: potrà affliggere una persona in modo più o meno grave rispetto ad un’altra, interessandola una volta ogni tanto o in maniera costante durante il corso della sua vita. Il significato di questo termine viene da molti confuso o frainteso in quanto impiegato per indicare patologie oculari, ma la scienza medica non nutre alcun dubbio riguardo il vero significato: è una deviazione degli assi oculari che impedisce ad un individuo di osservare direttamente un oggetto o soggetto. Lo strabismo può portare con il tempo alla perdita del senso di profondità, impedendo ad una persona di calcolare la distanza effettiva da un punto. Nel suo stadio più avanzato, rende necessario un intervento medico per curare la disfunzione e permettere la totale guarigione della patologia.
Lo strabismo può essere “divergente” o “convergente” a seconda del disallineamento degli assi visivi, che indicano rispettivamente se l’occhio è spostato verso l’esterno (exotropia) o verso l’interno (esotropia). L’inclinazione ed i gradi di mancato equilibrio dell’occhio potranno variare a seconda del soggetto e del suo caso specifico, così come si differenzierà allo stesso modo la sua capacità visiva.

Sintomi dello strabismo di Venere

Adesso parliamo in modo più approfondito del caso dello strabismo di Venere, che è assimetrico, cioè colpisce un occhio soltanto, e fa sì che l’occhio “malato” rivolga la pupilla leggermente verso l’esterno rispetto all’asse del viso. Gli occhi si trovano in una condizione tale per cui le pupille non appaiono perfettamente allineate, essendo influenzate negativamente da un’anomalia che riguarda spesso i muscoli oculari.
I principali sintomi dello strabismo di Venere sono costituiti da uno sguardo non perfettamente simmetrico: gli occhi avranno una tendenza a deviare rispetto al proprio asse naturale, a secondo che la perdita degli assi visivi riguardi un occhio rivolto verso l’interno o, più comunemente, verso l’esterno. Le cause dello strabismo di Venere possono essere diverse: il più ricorrente, come già specificato è quello di una disfunzione che riguarda i muscoli oculari. In altre situazioni invece lo strabismo di Venere può essere ricondotto ad una miopia allo stadio più avanzato. Addirittura, può essere la spia di problemi celebrali, come un’ emorragia post traumatica. Se lo strabismo di Venere riguarda i neonati, come molto spesso accade, di norma potrebbe trattarsi di un problema momentaneo, che viene risolto con la maturazione cerebrale.

strabismo di venere

Perché si chiama così

Una curiosità: lo strabismo di Venere si chiama così perché celebra la dea Venere, dipinta da Sandro Botticelli nella raffigurazione della “La nascita della Venere”. Venere secondo la mitologia latina è la dea della bellezza e dell’amore: con il suo sguardo incantava, nonostante un difettuccio. L’espressione strabismo di Venere non fa parte della classica terminologia clinica, ma è un termine di uso popolare per descrivere una leggera forma di occhio divergente. Quindi lo sguardo risulta essere trasognato che secondo i canoni estetici è sinonimo di fascino di chi lo possiede.

Come si corregge?

Lo strabismo di Venere non si corregge, anche perché non lo si può definire propriamente un difetto. A ben vedere si tratta di un dettaglio capace di rendere molto più interessante lo sguardo di una persona, e ancora di più di una donna. Considerando inoltre che ci sono diversi personaggi famosi la cui bellezza non è stata minimamente intaccata dallo strabismo di Venere: giusto a titolo di esempio si potrebbero citare Kirsten Stewart, Scarlett Johansson, Emily Blunt. Tutte donne unanimamente considerate belle nonostante quel piccolo, anzi piccolissimo difetto. Del resto, se lo strabismo di Venere porta il nome della dea della bellezza, un motivo ci deve pur essere!

strabismo di venere
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Visivo, auditivo o cinestesico: che tipo sei?

Cosa significa essere Visivo, Auditivo o Cinestesico e soprattutto quali sono quegli elementi e quelle caratteristiche che differenziano una modalità dall’altra? Clinica Baviera spiegherà le differenze tra queste modalità.

In occidente le persone adulte riguardo il canale sensoriale sono così assortite:

  • 55% visivo
  • 20% uditivo
  • 25% cinestesico

Vediamo insieme le singole peculiarità.

Visivo

Vi sarà capitato di trovarci davanti ad una persona che parla rapidamente come se stesse rincorrendo le parole che si susseguono l’un l’altra, con estrema velocità, quasi come se dovessero rappresentare una rapidissima sequenza di immagini e per spiegare utilizza gesti figurati come gli schizzi su carta e i riferimenti visivi. Questa è la tipica modalità del visivo, un individuo dinamico che ragiona per immagini. Il visivo elabora i propri pensieri e le proprie riflessioni come se fossero veloci sezioni di un filmato, gesticolando molto, portando le braccia verso l’esterno quasi a voler disegnare in aria concetti, rivolge lo sguardo verso l’alto e utilizza un timbro di voce alto e molto accellerato, con pochissime pause.

Hanno talmente tante immagini in testa che non c’è tempo da perdere, devono spiegarle tutte associando ad esse delle parole senza tralasciare alcun dettaglio. Le persone visive si toccano spesso gli occhi, sono estroverse, brillanti e talvolta impulsive, inclini alla competizione, amano immaginare e progettare. Inoltre, le persone di questo tipo hanno un livello alto di energie, sono inquiete e osservatrici, colgono tutti i dettagli e molti aspetti minori che le altre persone non noterebbero nemmeno.  Le espressioni più usate: “mettere a fuoco”, “combinarne di tutti i colori”, etc.

 ragazza occhiali

Auditivo

Una persona auditiva comunicherà in modo armonioso, parlerà con cadenza ritmata con un’accurata scelta delle parole, facendo pause al punto giusto e respirando in maniera regolare. Gli auditivi hanno una memoria capace di registrare la sonorità attorno alla loro vita. L’ascolto per questo genere di persone è fondamentale: danno molta importanza al dialogo e alle discussioni, al significato e all’utilizzo delle parole. Sono individui rilassati, comunicativi e dotati di grandi capacità di esprimersi; amano conversare e si ricordano dettagliatamente tutte le parole che hanno ascoltato. Questi soggetti sono organizzati e ponderano attentamente ogni loro decisione, mantengono la distanza di sicurezza con le persone che non conoscono a fondo: sono introversi, riservati e riflessivi. L’auditivo si muove in maniera ritmata, utilizzando gesti quali lo schiocco delle dita e termini come “dirlo chiaro e forte”, “prestare orecchio” etc…

auditivo

 

Cinestesico

Le persone cinestesiche sono la rimanenza della popolazione e vedono il mondo attraverso il filtro dei sensi più tangibili, cioè il tatto, il gusto e l’olfatto. La loro vita è interpretata in base alle loro emotività e alle loro sensazioni corporee, tattili e percettive. Un soggetto cinestetico utilizza respiri lunghi e profondi, fa numerose pause e ha un tono di voce basso. La sua gestualità è lenta, quasi rilassata. Questa tipologia di persone tenta di ricercare il contatto fisico con l’interlocutore, come ad esempio toccandogli la mano, la spalla o cercando un abbraccio. Loro stessi spesso si toccano il petto, la pancia e il naso. Sono persone emotive, socievoli e sanguigne che si fanno prendere da quello che in quel momento provano. Non nutrono un vivo interesse per i dettagli, come le persone visive, ma sono spontanee e hanno la tendenza a ricercare emozioni in prima persona. Le loro espressioni più usate sono: “tagliare corto”,” pelle d’oca” etc.

Cinestesico

Vi siete identificati? Avete capito quale senso utilizzate maggiormente per interpretare la realtà intorno a voi?  Un modo semplice per capire a quale tipologia appartenete è quello di pensare a come reagite davanti ad un evento come la visione di un film al cinema: qual è la prima cosa che vi resta impressa? Le immagini e le riprese, i dialoghi e la colonna sonora, oppure le sensazioni che avete provato? È importante sapere che ognuno di noi non è mai visivo, auditivo o cinestesico al 100% ma piuttosto siamo ibridi anche se una di queste tre tipologie tende a prevalere sugli altri.

E tu, come ti senti?

 

foto post cinestesico piccola
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Miopia: il difetto visivo del secolo

cs miopia

La miopia è un difetto refrattivo dell’occhio che impedisce una visione nitida degli oggetti lontani e, tra i difetti visivi, è quello più frequente perché non ha età, sebbene tenda a stabilizzarsi dopo i 18 anni.

Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, fa luce proprio su questo difetto “scomodo”: in Europa il numero di persone che soffrono di miopia è in aumento, soprattutto tra i soggetti con un alto livello di istruzione e che utilizzano frequentemente pc, tablet e smartphone.

I sintomi

L’unico sintomo avvertito dal miope è la difficoltà a distinguere oggetti lontani con sufficiente chiarezza, accompagnata dalla tendenza a socchiudere gli occhi per migliorare la messa a fuoco. Non è raro che il bambino si accorga dell’anomalia solo in età scolare, per l’impossibilità di leggere alla lavagna. Infatti, la miopia, aumentando progressivamente, può passare inosservata per molto tempo.

Quante persone ne soffrono?

La miopia, ribattezzata da molti “il difetto del secolo”, è oggi sempre più diffusa: in Europa una persona su quattro soffre di miopia, mentre in Italia ne è affetto circa il 25% della popolazione. I soggetti di età compresa tra i 16 ed i 24 anni spendono in media 27 ore online (da smartphone, tablet e computer) ogni settimana: questo stile di vita moderno può aumentare il rischio di sviluppare un difetto refrattivo all’occhio.

Ciò offre un quadro chiaro di come gli occhi, soprattutto quelli dei bambini, si stiano sviluppando. Recenti studi hanno evidenziato infatti come la percentuale di bambini in Europa affetti da miopia nel 1960 si fermava al 7,2%, mentre oggi sia raddoppiata.

Se nel 2020 si prevede che oltre un terzo degli abitanti (33,7%) avranno questo difetto, per il 2050 si stima che sarà miope circa la metà della popolazione mondiale (40% miopia lieve-moderata, + 9,8% miopia elevata)*.

Il rapido aumento di persone affette da miopia è attribuito ad ambiente e stili di vita, fra cui la drastica diminuzione del tempo trascorso all’aperto e l’aumento delle attività lavorative o di tempo libero di fronte al computer o altri dispositivi elettronici, cosa che richiede un costante sforzo di focalizzazione da vicino.

 

La miopia si può curare?

Bastano poche diottrie (2-3) di miopia perché una persona, tolti occhiali e lenti a contatto, si senta come persa nella “nebbia”: la soluzione di correggere definitivamente il difetto di vista si pone quindi come una vera e propria salvezza.

È importante sottoporsi a visite oculistiche regolari dall’oftalmologo, preferibilmente ogni anno, per diagnosticare in tempo il difetto e assicurare cure o correzioni ad hoc.

La ginnastica oculare è sicuramente un buon alleato preventivo per lo sviluppo del difetto, mentre occhiali e lenti a contatto vengono in aiuto per limitarne il danno. Tuttavia la soluzione per correggere definitivamente la miopia è rappresentata dalla chirurgia refrattiva, che può essere effettuata solo dopo un’accurata analisi delle condizioni della salute oculare e solo dopo l’accertamento che il difetto visivo si sia stabilizzato.

 

Quali sono le maggiori cause della miopia?

La genetica conta: avere un genitore miope aumenta di tre volte la probabilità che la prole possa avere questo disturbo della vista, se poi sono entrambi i genitori il rischio è sette volte più alto!

Ma anche la lettura senza una giusta correzione e in condizioni di luminosità non ottimali, può comportare alla lunga un peggioramento visivo. Lo stesso vale per il computer: è sempre bene fare delle pause, accertarsi di non avere riflessi fastidiosi sullo schermo e mantenere una postura corretta.

Uno stile di vita sano, le giuste accortezze e del tempo trascorso all’aria aperta sono fondamentali fin da bambini anche per contribuire alla salute oculare*1. Il succo di mirtillo per esempio è un prezioso alleato dei nostri occhi, perché contiene antiossidanti. Mentre le cattive abitudini alimentari, con scarso apporto di calcio, vitamine e minerali possono favorire la progressione della miopia.

E non va sottovalutata la luce solare: con le giuste precauzioni e protezioni, aiuta a sviluppare meglio il bulbo oculare!

“Oggi si sottovaluta l’insorgenza della miopia – spiega Marco Moschi, Direttore Medico di Clinica Baviera Italia –  Gli stili di vita sono cambiati e sono, purtroppo, parte in causa di questa autentica epidemia che non colpisce solo la popolazione adulta ma soprattutto i bambini: se fin da piccoli non li si spinge a svolgere attività all’ aperto, allenando quindi la vista da lontano, e li si abitua invece a rimanere chiusi in casa a studiare o giocare davanti a uno schermo, questo difetto non solo peggiorerà ma si presenterà sempre più precocemente. Se da un punto di vista genetico possiamo fare ben poco, sicuramente il nostro stile di vita può cambiare le cose: per un miope “genetico” lo stile di vita giusto servirà a non peggiorare la sua miopia, per un soggetto sano invece questo potrebbe evitare del tutto la sua insorgenza. Sottoporsi a periodiche visite oculistiche, fin da giovani, è l’unico modo per monitorare la nostra salute oculare”.

 

 

* Holden BA, Fricke TR, Wilson DA et al., “Global prevalence of Myopia and High Myopia and temporal trends from 2000 through 2050”, Ophthalmology Vol 123, Number 5 May 2016

*1 Uno studio condotto a Taiwan su 571 alunni di età compresa tra i 7 e gli 11 anni ha evidenziato come i tassi di diffusione della miopia erano significativamente più bassi tra i bimbi che trascorrevano quotidianamente almeno un’ora all’aperto.

 

cs miopia
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And the Oscar goes to…

notte oscar

Clinica Baviera punta i riflettori sulla notte più scintillante di Hollywood!

Il conto alla rovescia è già iniziato, la Notte degli Oscar, l’evento cinematografico più rinomato dell’anno è in arrivo e per ingannare l’attesa fino al 26 Febbraio, Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, calca la Walk of Fame in anteprima, svelando i nomi dei protagonisti della scena hollywoodiana che hanno deciso di affidarsi al trattamento Laser per  dire addio agli occhiali da vista: perché recitare senza occhiali, è tutta un’altra cosa!

Da Brad Pitt, candidato come migliore attore per L’Esercito delle 12 Scimmie e Il Curioso Caso di Benjamin Button a Nicole Kidman, premiata come miglior attrice protagonista in The Hours, da Cindy Crawford, top model e attrice, a Ewan McGregor, eroico Obi-Wan in Guerre Stellari, e Kim Kardashian, passando per Elton John e Carlos Santana, sono molte le celebrità che hanno fatto ricorso al Laser, per migliorare la vista.

Fight Club non avrebbe sortito lo stesso effetto se Brad Pitt si fosse dovuto mettere gli occhiali o avesse fermato le riprese per cambiarsi le lenti a contatto! Adesso che anche la storica love-story con Angelina Jolie si è conclusa, e il presunto flirt con Marion Cotillard durante le riprese del film Allied, il nostro Brad dovrà aguzzare la vista, guardandosi bene intorno.

E che dire della bellissima Nicole Kidman? La bionda attrice australiana, nominata nella categoria “Attrice non protagonista” per Lion, già dal 2007 si era affidata alla tecnica Laser per correggere il suo difetto visivo. La Kidman ha più volte affermato che “era come camminare alla cieca”. Seducente e ammaliante in Moulin Rouge, tenebrosa in The Others, sensuale e peccaminosa in Eyes Wide Shut non si è certo contenuta nell’entusiasmo, affermando quanto fosse bello riuscire a vedere le persone, quando le si avvicinavano per un autografo o una foto. Cara Nicole, da quando hai abbandonato gli occhiali, leggere i prossimi discorsi di ringraziamento agli Oscar sarà un gioco da ragazzi!

Dalla bionda alla rossa: sapevi che anche Julianne Moore, premio Oscar nel 2015 per Still Alice, ha seguito le orme della collega, dicendo addio a lenti a contatto e occhiali?

Concludiamo la lista di star con una mora doc: Courtney Cox! L’attrice, nel 2004 dopo la fine della serie tv FRIENDS, ha trasformato i propri occhiali in un “vecchio incubo”, proprio come le storie incantante raccontate in Bedtime Stories, di cui è protagonista.

Ma durante la cerimonia degli Oscar, sul palco non mancano neppure emozionanti esibizioni canore. E tra i big della musica internazionale, sapevi che anche Elton John ha abbandonato i suoi occhiali multicolor? Il Sir della musica ha deciso di eliminare per sempre l’inconveniente di non riuscire a leggere le note degli spartiti.

Last but not least: Kim Kardashian! Sapevi che nel 2012, dopo l’uscita di Guilt Trip, singolo contenuto nell’album  Yeezus del marito Kanye West, ha subito prenotato l’intervento Laser? Il motivo sta proprio nella canzone: Kanye, infatti, affermava quanto odiasse gli occhiali da vista della moglie.

“Oggi indossare occhiali da vista è vissuto come un peso da sempre più persone-  spiegano i medici di Clinica Baviera Italia –  specialmente da professionisti che fanno della propria immagine un lavoro, come gli attori e gli artisti in generale. Vedere bene è fondamentale e oggi, grazie alle moderne tecniche, alla rapidità di esecuzione e ai risultati straordinari che si possono ottenere, i trattamenti Laser sono sempre più richiesti e finalmente alla portata di tutti”.

Anche tu vorresti avere occhi da star?

Chiama il numero gratuito 800228833 per fissare una valutazione al trattamento Laser e scoprire se puoi liberarti per sempre dagli occhiali da vista.

Clinica Baviera è a Milano, Torino e Varese

www.clinicabaviera.it

 

 

 

 

 

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Che sia amore a prima vista!

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Clinica Baviera indaga sull’importanza della vista nella coppia e su come l’Amore protegga i nostri occhi!

 La festa dell’Amore è in arrivo, cuori, fiori e cioccolatini sono già pronti per essere consegnati, ma lo sapevi che esiste una stretta correlazione tra Amore e Vista?

In occasione di San Valentino, Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), istituto oftalmico europeo, fa chiarezza, tra il serio e il faceto, proprio su questo speciale legame, con una serie di curiosità e consigli dedicati agli innamorati, per godersi appieno questa celebrazione.

Sei sicuro/a di piacergli/le?

La comunicazione non verbale, si sa, aiuta a vedere al di là delle tante parole dolci: già perché il comportamento del tuo lui/tua lei è molto spesso rivelatore di verità. In particolare gli occhi non mentono, ma esprimono i nostri reali sentimenti verso le persone; si tratta di un riflesso fisico incondizionato: se piaci a qualcuno, le sue pupille si dilatano. Così è il contrario in caso di amore non corrisposto!

Il primo consiglio, quindi, per la tua serata di San Valentino è iniziare l’appuntamento in un ambiente ben illuminato per non rischiare che sia la tenue luce di un lume di candela, la probabile causa del suo sbarramento di pupille!

 È amore o attrazione fisica?

Sempre nell’occhio sta la risposta di questo eterno enigma. Basta infatti osservare i movimenti oculari del partner che, come dimostra uno studio dell’Università di Chicago*, sono differenti a seconda del sentimento provato per te: se tende a guardarti negli occhi, allora è convinto/a di voler intraprendere una duratura storia d’amore, se invece si sofferma con lo sguardo su altre parti del corpo… allora è probabile che pensi solamente a un piacevole dopocena.  Inoltre è stato dimostrato come l’amore a prima vista, e l’attrazione fisica, nascono in circa 30 secondi.

Il secondo consiglio è di seguire il movimento degli occhi, per scoprire se sarà vero amore!

Quando parliamo di amore a prima vista – confermano i medici di Clinica Baviera –  non stiamo esagerando. Come detto, ci sono diversi studi che stanno analizzando la relazione tra il movimento oculare e le funzioni cognitive e pulsioni sessuali. Potrebbe esserci un collegamento e questo spiegherebbe perché ci si innamora, in molti casi, appena si incrocia lo sguardo dell’altra persona. Non sottolineiamo mai abbastanza quanto sia importante prendersi cura della vista, un organo fondamentale, forse il più importante, che ci permettere di vivere appieno. E di amare”

 Gli occhi non sono tutti uguali!

Molto spesso scegliamo il nostro partner attraverso gli occhi, ma la modalità differisce a seconda tu sia un uomo o donna. Se l’attrazione fisica è importante per entrambi i sessi, i canoni di definizione di cosa è bello, divergono in base al genere. Una ricerca** di alcuni psicologi americani sui fattori estetici associati alla bellezza, ha messo in evidenza che gli uomini sono abbastanza oggettivi e basano le loro scelte su elementi fisici standard (lato b, sorriso, seno, viso), mentre le donne, come al solito, complicano la situazione: per loro non esiste un elemento universale, ma anzi il più delle volte, scelgono secondo criteri soggettivi.

Il terzo consiglio di Clinica Baviera è che alla fine la bellezza risiede nell’occhio di chi guarda!

 

 Proteggi i tuoi occhi con l’Amore!

Vi siete piaciuti subito e le vostre pupille si sono dilatate, ma ora è il momento di prendersi cura del vostro rapporto e così anche del vostro sguardo. Perché?

Perché la buona notizia è che fare attività fisica (e non pensare solo alla ginnastica!) fa bene agli occhi: un’altra ricerca americana***, infatti, ha provato che muoversi stimola la vista e aiuta a proteggere la retina dalla degenerazione senile.

Così l’ultimo suggerimento di Clinica Baviera è godersi appieno tutto il bello dell’amore del tuo lui/tua lei, non solo a san Valentino, ma tutto l’anno!

 

 

 

 

 

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I rimedi della nonna per curare gli occhi: mito o verità?

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Lavarsi gli occhi con la camomilla,  mangiare carote o appoggiare anelli sull’occhio per curare l’orzaiolo….i rimedi della nonna che ci portiamo dietro da generazioni per curare i nostri occhi sono da prendere in considerazione o è meglio lasciar perdere?

Clinica Baviera ha redatto un piccolo vademecum…e se qualche consiglio è ancora valido, gli altri vanno evitati accuratamente!!

Vediamoli uno a uno

1.E’ corretto lavarsi gli occhi con la camomilla?

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NO. Sebbene sia diffusa l’idea che gli impacchi di camomilla aiutino a curare congiuntiviti e occhi irritati, l’uso di questa sostanza non è raccomandabile.  Secondo i medici oculisti questo infuso non è una soluzione sterile perché, sebbene si prepari con acqua minerale, questa può essere contaminata o contenere ancora resti delle foglie utilizzate per l’infuso. Inoltre non si sa a quale temperatura è corretto applicare l’impacco per fare in modo che funzioni. Più che la camomilla quindi, è bene che, per curare i nostri occhi, usiamo sempre prodotti sterili.

 

2.Strofinare un anello o una chiave sull’occhio può far scomparire l’orzaiolo? 

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NO. L’orzaiolo  si manifesta quando si blocca una della ghiandole sebacee presenti nelle nostre palpebre e i batteri si moltiplicano all’interno della ghiandola bloccata. Questo provoca un rigonfiamento dell’occhio e si pensa che, strofinando un oggetto piccolo e metallico (un anello, una chiave) sopra il rigonfiamento, questo possa essere limitato o eliminato grazie al freddo del metallo. La cosa migliore è invece applicare garze sterili imbevute di acqua calda per dieci minuti, quattro volte al giorno, e non usare lenti a contatto né applicare del trucco.

Se l’orzaiolo dovesse aumentare le sue dimensioni, è utile recarsi quanto prima da un oculista che possa confermare la diagnosi (normalmente è sufficiente un semplice esame visivo, senza realizzare test specifici) e indichi il giusto trattamento (generalmente si prescrive una pomata antibiotica). Nei casi più gravi l’orzaiolo si può trattare con un piccolo intervento.

 

3.Mangiare le carote migliora la vista?

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SI’. Mangiar bene è fondamentale per un corretto stile di vita e per proteggere i nostri occhi, oltre che per prevenire patologie come le degenerazioni retiniche. In generale tutta la frutta e la verdura fresca sono ricche di vitamine e antiossidanti che favoriscono la salute oculare. Le carote inoltre contengono una grande quantità di betacarotene che riduce il rischio di insorgenza di malattie oculari come la degenerazione maculare senile. 

 

5.Sedersi vicino la televisione può danneggiare la vista?

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NO. Sedersi vicino la televisione non provoca danni alla vista ma sicuramente causa affaticamento oculare, soprattutto se si sta per molto tempo vicini all’apparecchio.

 

6.Leggere con poca illuminazione è pericoloso per la vista?

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NO.Potremmo rispondere come al punto precedente: non causa danni permanenti ma certamente leggere in presenza di poca luce affatica molto la vista. E’ raccomandabile leggere sempre in presenza di una buona illuminazione e, se possibile, con luce naturale.

 

7.Il cetriolo allieva i sintomi della congiuntivite?

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NO. Il cetriolo contiene proprietà astringenti e produce un effetto rinfrescante, per cui applicare alcune fette di cetriolo sopra gli occhi per alcuni minuti può aiutare ad alleviare l’affaticamento oculare, però non vanno mai applicate per curare disturbi come la congiuntivite o l’orzaiolo!

 

I medici di Clinica Baviera raccomandano di fare molta attenzione quando si tratta di curare i nostri occhi: i rimedi delle nostre nonne non vanno presi alla leggera, occorre prestare attenzione e in caso di disturbi oculari di una certa entità è sempre preferibile recarsi dal proprio oftalmologo di fiducia.

 

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Film in 3D: un ottimo test per la vista dei vostri bambini!

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I film in 3d? Un ottimo test per la vostra vista!

Le festività natalizie sono il periodo in cui si passa più tempo in famiglia, approfittando di queste giornate per andare al cinema, a vedere magari film in 3D, oppure per godere dei regali ricevuti da Babbo Natale, soprattutto dispositivi elettronici che appassionano ormai anche i più piccolini.

Secondo i medici del Dipartimento di Oftalmologia Pediatrica di Clinica Baviera queste feste, paradossalmente, possono rappresentare un’occasione per individuare eventuali difetti o patologie nei bambini. E anche negli adulti!

Utilizzare dispositivi o vedere un film in 3D, indossando gli appositi occhialini, permette in effetti di capire se manca la percezione della profondità, un segnale che ci indica chiaramente la presenza di un problema visivo o un’alterazione della capacità visiva di uno dei due occhi o della motilità oculare.

“Se un bambino non ha problemi di vista – ha commentato la Dottoressa Barbara Prandi, medico oftalmologo di Clinica Baviera –  si godrà il film in 3D senza complicazioni; chi invece ha un disturbo visivo anche lieve, che non aveva mai notato prima, può avere difficoltà a tenere indosso gli occhiali. Può essere il segnale di uno strabismo latente oppure di microstrabismo, una deviazione della vista talmente minima da non essere visibile esteticamente ma che può provocare problemi, come il calcolo della distanza.  Questo discorso vale anche per gli adulti: chi ha minimi problemi di vista, magari fino a questo momento ignorati, può venirne a conoscenza proprio guardando un film in 3D!”.

I dispositivi in 3D, in particolare gli occhialini speciali che vanno indossati per poter percepire le tre dimensioni, possono essere quindi considerati come dei test per la vista. E, va rimarcato, non causano assolutamente problema visivi. Per i bambini, è raccomandabile indossarli non prima dei 6 anni, perché ai più piccolissimi questi dispositivi possono causare affaticamento oculare.

 “Nel caso in cui si sospetti un problema visivo nel bambino – raccomanda la Dottoressa Prandi – è utile recarsi dal proprio oftalmologo di fiducia il prima possibile, in modo da realizzare una visita completa, diagnosticare la causa del problema e intervenire così tempestivamente. Nei bambini la rapidità di intervento è fondamentale e può evitare che il problema peggiori.

 

Tablet e smartphone, il segreto è saperli usare nel modo giusto

Ma a parte gli occhialini per vedere i film in 3D, che possono rivelarsi un utile test della vista, che succede ai nostri occhi quando utilizziamo in modo continuativo ed eccessivo i dispositivi elettronici che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana?

 

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 Sebbene non si possa affermare che l’utilizzo di dispositivi elettronici causi, di per sé, problema visivi, è sicuramente vero che un loro abuso e un’esposizione prolungata possono affaticare la vista e provocare problemi oculari. Per questo i medici di Clinica Baviera raccomandano di seguire questi pochi e semplici consigli che possono proteggere i vostri occhi, senza togliervi il piacere di utilizzare gli ultimi ritrovati della tecnologia digitale!

1.Evitare l’esposizione prolungata. Troppe ore passate su questi dispositivi possono causare arrossamento, affaticamento ed eccessiva lacrimazione oculare.

2.- Alternare momenti di riposo oculare, cambiando l’oggetto della vostra attenzione (ad esempio ammirando un paesaggio o qualcosa in lontananza): in questo modo si eviterà di mettere sempre a fuoco a distanza ravvicinata e non sforzerete troppo la vostra vista.

3.- Sbattere le palpebre con frequenza per mantenere gli occhi idratati correttamente. Infatti, a causa dell’eccessiva concentrazione che mettiamo quando osserviamo lo schermo di un pc, tablet o telefonino, ci dimentichiamo di sbattere le palpebre, facendo aumentare così la nostra secchezza oculare.

4.- Tenere questi dispositivi a una giusta distanza, generalmente a 30-40 centimetri dal viso. E leggermente in basso rispetto alla linea visiva, piegando lievemente il collo, senza superare i 35 gradi di inclinazione.

5.- Effettuare visite oculistiche periodiche, soprattutto se, per motivi di svago o di lavoro, utilizzate questi dispositivi per diverse ore al giorno.

“I dispositivi elettronici, i film in 3D, i tablet, gli smartphone, etc… fanno parte di un futuro e di un presente che non possiamo mettere semplicemente da parte, ma dobbiamo saperli utilizzare nel modo giusto, senza sottomettere la vista, soprattutto quella dei più piccoli, a sforzi inutili” ha concluso la dottoressa Barbara Prandi.

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Lasik, la tecnica Laser più diffusa per dire addio agli occhiali

 

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La comodità di vivere senza occhiali grazie alla tecnica Lasik

I risultati straordinari offerti dalla chirurgia laser attraverso la tecnologia Lasik, uniti alla semplicità e rapidità dell’intervento e il rapido recupero post-operatorio, hanno incoraggiato sempre più persone a sottoporsi a questo trattamento che ha come obiettivo correggere i difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Liberando così migliaia, se non milioni di persone, dalla dipendenza da occhiali e lenti a contatto.

La previsione per i prossimi anni è che il numero di persone operate con questa tecnica aumenti ancora di più, per la convergenza di questi 3 fattori:

  1. Lo sviluppo tecnologico  continua a migliorare la precisione degli interventi;
  2. I medici, responsabili delle operazioni, grazie alle loro esperienze nel campo della chirurgia refrattiva sono sempre più preparati e capaci di elaborare soluzione adatte alle specifiche esigenze di ogni paziente;
  3. Tariffe convenientic on possibilità di finanziamento. In questo modo la chirirurgia refrattiva è sempre più alla portata di tutti.

La Tecnica Lasik è una tecnica sicura

Nonostante gli innegabili progressi che hanno permesso la realizzazione di occhiali e lenti a contatto sempre più confortevoli e  personalizzati, è evidente che la possibilità di dire addio agli occhiali attiri molte persone che soffrono di problemi di rifrazione.

Fare sport, o un bagno in piscina, o semplicemete compiere una delle tante azioni quotidiane possono trasformarsi in attività “complicate” per coloro che hanno bisogno di occhiali o lenti a contatto, perché si possono rompere, appannare, perdere e quindi impedire una buona visione.

Quante volte avete desiderato liberarvi per sempre di questi fastidiosi oggetti?

Quanto sarebbe bello poter vivere e godere di ogni dettaglio, con i propri occhi, senza occhiali e lenti a contatto?

La chirurgia oculare può aiutare molte persone a liberarsi dalla schiavitù delle lenti correttive, ma non tutti sono idonei a questo tipo di intervento. I requisiti minimi sono i seguenti:

  • La acuità visiva deve essere stabile, per questo motivo è necessario che il paziente abbia compiuto i 18 anni.
  • Occorre godere di buona salute visiva e in generale di tutta la persona. Questo tipo di chirurgia non è raccomandata per i pazienti che soffrono di diabete, artrite reumatoide, lupus, glaucoma e infezioni (herpes) negli occhi o cataratta. L’intervento è inoltre incompatibile con l’assunzione di alcuni farmaci.
  • La gravidanza e l’allattamento sono situazioni che possono alterare la capacità di refrazione dell’occhio, e quindi in questi casi non ci si può sottoporre a questo tipo di chirurgia.

In ogni caso, prima della realizzazione di un intervento di chirurgia laser devono essere valutati anche altri fattori, tra cui: le aspettative personali, lo stile di vita, il numero di diottrie, il tipo di lavoro svolto dal paziente. Naturalmente è sempre e solo il medico oftalmologo che decide, dopo un’accurata visita refrattiva, se il paziente è idoneo all’intervento e con quale tipo di tecnica.

Oggi è ancora più semplice e accessibile dire addio agli occhiali da vista.

In Clinica Baviera, fino al 31 dicembre, è possibile usufruire della valutazione di idoneità all’intervento gratuitamente!

Per maggiori informazioni chiamate il numero gratuito 800 22 88 33 o visitate il sito www.clinicabaviera.it

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