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Gli occhi rossi nelle foto

 

E’ un problema che prima o poi tormenta tutti: una bella foto rovinata dall “ effetto occhi rossi” , quell’effetto che purtroppo dona ai soggetti ritratti uno sguardo quasi demoniaco. Puòcolpire chiunque. Vediamo il motivo per il quale escono gli occhi rossi nelle foto e come poterlo risolvere.

Nelle fotografie scattate con il flash, l’effetto occhi  rossi è quasi sempre garantito. In questa circostanza il nostro occhio, per avere una visuale migliore, presenta le pupille più dilatate del normale. L’effetto è solitamente più pronunciato e marcato nei soggetti con occhi grigi o blu e nei bambini, che hanno pupille più grandi e meno pigmentazione degli adulti. Tale effetto chiamato proprio “occhi rossi “ (red-eye effect) , secondo alcuni studi sarebbe dovuto alla rodopsina, proteina sensibile alla luce presente nei bastoncelli, cellule fotosensibili della retina (fotoricettori); la rodopsina non fa in tempo a decomporsi, e quindi ad attivare il ciclo visivo prima che avvenga lo scatto della luce del flash.

Secondo altre teorie, invece, tale fenomeno sarebbe causato all’incapacità della nostra iride di chiudere la pupilla, in concomitanza con il lampo, troppo veloce, del flash. La luce del flash va dunque a colpire la retina, altamente vascolarizzata , evidenziando il colore rosso  del sangue.

occhi rossi nelle foto

Tale fenomeno si riscontra anche se si scattono foto con il flash ai nostri animali, ma le colorazioni degli occhi sono differenti. Nel cane, gli occhi risultano blu a causa della presenza nella retina di sangue venoso; nei gatti, invece, la presenza del “tapetum  lucidum” che conferisce il caratteristico quanto ammaliante bagliore notturno, può produrre rendere le pupille di colore giallo, rosa o verde.

L’effetto “occhi rossi”può essere ridotto o deviato usando un flash esterno direzionale che aumenta l’angolo di riflesso e lo fa cadere fuori dalla portata delle lenti ottiche della macchina fotografica. Ad oggi per ovviare il problema, si possono usare le funzioni specifiche di “riduzione dell’effetto occhi rossi” presenti in tutte le fotocamere digitali, che consistono in una serie di pre-lampi precedenti, al lampo principale del flash, stimolando così  la chiusura della pupilla prima dello scatto e facendo sì che gli occhi si abituino alla luce.

Altre contromisure che possono essere adottate sono :

– chiedere al soggetto di non guardare dritto “ in camera”  ma, per esempio, verso le spalle del fotografo;

– aumentare la luminosità dell’ambiente in modo che la pupilla si chiuda maggiormente;

– nella fotografia digitale, ritoccando  opportunamente l’immagine con applicazioni software a posteriori ( come ad esempio l’impainting). Con Photoshop è facile togliere l’effetto degli occhi rossi, esiste infatti una funzione  apposta per questo scopo, che si chiama per l’appunto “strumento occhi rossi”, garantendo nella maggior parte dei casi un ottimo risultato con un clic.

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Qualche consiglio per alleviare gli occhi stanchi

Uno stile di vita intenso può rendere gli occhi secchi, arrossati, stanchi, doloranti e anche maggiormente esposti alle infezioni. Ecco qualche semplice consiglio per dare un po’ di sollievo ai vostri occhi, proteggerne la salute e potenziare la vista:

  • Se guidate spesso per lunghi percorsi, ogni due ore fate una sosta ed uscite dall’auto per evitare la stanchezza.
  • Quando lavorate al computer, fate una pausa a intervalli regolari o, almeno, distogliete lo sguardo dal monitor ogni cinque minuti e focalizzatelo su un oggetto lontano. Ricordatevi di battere le palpebre a intervalli regolari: quando si è concentrati a lavorare al computer, infatti, si tende a battere di meno le palpebre.
  • Chiudete gli occhi per qualche secondo per combattere la secchezza.
  • Se il vostro luogo di lavoro è dotato di aria condizionata o riscaldamento centralizzato, cercate di mantenere una buona ventilazione. Bevete molta acqua e qualora non vi sia possibile aprire una finestra, posizionate una ciotola d’acqua possibilmente vicina ad un calorifero per umidificare l’aria.
  • Potete inoltre utilizzare colliri lubrificanti per lenire e rinfrescare gli occhi.

Ginnastica oculare per rilassare gli occhi

Passiamo ora a facili esercizi che potranno esservi molto d’aiuto per alleviare la stanchezza ai vostri occhi:

1) Cominciate con l’esercizio delle 4 direzioni“: sedetevi in posizione comoda, con la testa dritta, e rilassate le spalle. Portate lo sguardo in alto, verso il centro della fronte, poi in basso, verso la punta del naso. Ripetete lentamente l’esercizio per quattro volte. Portate lo sguardo il più lontano possibile a sinistra, poi a destra. Ripetete l’esercizio. Si tratta di un vero e proprio stretching per gli occhi.

2) Passiamo alla “mobilità con rotazione del capo e sguardo opposto”: mantenete sempre la testa dritta e le spalle rilassate. Rivolgete lo sguardo nell’angolo più in alto a sinistra, quindi spostatelo in basso a destra; portate gli occhi in alto, nell’angolo superiore destro, quindi spostateli nell’angolo in basso a sinistra. Per concludere, riportate lo sguardo nell’angolo in alto a sinistra. Ripetete l’esercizio.

3) Per concludere con “blinking o sbattito delle palpebre”: strizzate gli occhi e sbattete più volte le palpebre. Per rilassarvi, appoggiate i palmi sugli occhi e respirate lentamente. Questo movimento consente di ossigenare il cristallino e di rilassare tutta la muscolatura oculare, dando nuova idratazione agli occhi.

Al termine di ogni singolo esercizio, consigliamo di strofinare tra loro i palmi delle mani, così da riscaldarli e poi appoggiarli sugli occhi. In questo modo favorirete la lacrimazione dell’occhio.

 occhi stanchi

Ci sono anche altri esercizi per occhi stanchi e affaticati:

  • Il “palming”: sedetevi comodamente, chiudete gli occhi e appoggiate i palmi delle mani sugli occhi senza comprimerli. Inspirate ed espirate lentamente, assicurandovi che non trapeli luce. Concentratevi sul respiro per almeno 5 minuti, rilassando i muscoli del volto e degli occhi. Togliete lentamente le mani e riaprite gli occhi. Questo esercizio è ottimo per rilassarvi, soprattutto quando la vista è particolarmente affaticata.
  • Il “massaggio delle orbite oculari”: anche per i vostri occhi non può esserci nulla di più rilassante di un massaggio. Con le punte delle dita, massaggiate l’area al di sotto delle sopracciglia con movimenti circolari.

Questi semplici esercizi allevieranno la stanchezza oculare, ma per prevenire il problema potrete seguire i suggerimenti citati all’inizio dell’articolo.

Ricordatevi che un po’ di ginnastica, con questi esercizi che vi abbiamo proposto, aiuterà i vostri occhi a rilassarsi e a ricaricarsi dopo una giornata stressante!

occhi stanchi
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27 lenti a contatto negli occhi….è possibile?

Il British Medical Journal ha di recente riportato la notizia secondo cui a una paziente inglese di 67 anni sono state trovate 27 lenti a contatto negli occhi. Il fatto è successo mentre la donna  si stava sottoponendo a un intervento di cataratta. I medici hanno proceduto con l’estrazione delle lenti, che ormai avevano formato un agglomerato colloso dietro i suoi occhi. La signora portava lenti a contatto da oltre 35 anni, vedeva male dall’occhio destro, ma non ha mai riportato di avere problemi o irritazioni dovute alla presenza di questi corpi estranei.

Una vicenda davvero surreale!

Queste sono le 17 lenti a contatto trovate nell'occhio della donna, formavano un ammasso unico. In seguito ne sono state trovate altre 10.
Queste sono le 17 lenti a contatto trovate nell’occhio della donna, formavano un ammasso unico. In seguito ne sono state trovate altre 10. Fonte: British Medical Journal

Ma è davvero possibile perdere le lenti a contatto negli occhi?

Abbiamo chiesto qualche delucidazione tecnica al Dottor Moschi, Direttore Medico dell’istituto oftalmico Clinica Baviera Milano.

La notizia di questa signora ignara di avere 27 lenti a contatto negli occhi ha del sorprendente, ma è davvero possibile perdere le lenti a contatto negli occhi?

“Si è possibile ed è più frequente di quanto si creda. In effetti quando ho letto la notizia mi pareva del tutto surreale, ma approfondendo le fonti ho avuto conferma di quanto successo che, seppur incredibile, è davvero accaduto”.

Come ha fatto a non accorgersene?

“In effetti è molto strano che non avvertisse disturbi, ed è molto strano che non abbia avuto conseguenze, almeno non riportate dall’articolo del British Medical Journal. L’aspetto più grave tuttavia è che una persona che perde 27 lenti negli anni e non si rivolge ad un oculista ha sicuramente poca cura di sé e questo potrebbe giustificare l’evento eccezionale”.

Il medico, in fase di visita oculistica, avrebbe potuto accorgersi della presenza di queste lenti?

No, se non viene segnalato un disturbo o la perdita della lente, per trovarla bisogna cercarla in angoli dell’occhio che normalmente non vengono esplorati (sotto la palpebra superiore ed in profondità)

Nel caso una persona dovesse “perdere” la lente all’interno dell’occhio, come dovrebbe comportarsi?

Normalmente il paziente se ne accorge perché vede male ma, se la perde durante la rimozione, ed è la situazione più frequente,  spesso si accorge di averla rotta e di aver perso qualche frammento sotto la palpebra. Inoltre può accorgersi che c’è qualcosa che non va perché la lente persa dietro l’occhio può provocare irritazione, senso di corpo estraneo, infiammazioni, infezioni.

 

Con le lenti a contatto non si scherza

Per evitare brutte sorprese, è sempre bene seguire buona pratiche per curare gli occhi e utilizzare le lenti a contatto nel modo corretto.

1- Togliere le lenti se possibile per nuotare o , in alternativa, usare sempre gli occhialini

2-Portare occhiali da sole con filtro Uv che coprano per intero l’occhio e lo proteggano dai raggi solari

3-Mantenere sempre una buona idratazione oculare, specie con il caldo, usando se necessario lacrime artificiali

4-Pulire le Lac frequentemente,  riporle sempre negli appositi contenitori, mantenuti puliti con le soluzioni idonee e rinnovate sistematicamente

5-Rispettare le scadenze delle lenti che vanno sostituite alla data indicata, anche se poco utilizzate

 

Fonte: http://www.bmj.com/content/358/bmj.j2783

 

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Pressione oculare: da cosa è determinata e quali sono i valori normali

La pressione intraoculare (IOP) è determinata dalla quantità di liquido prodotto all’interno dell’occhio, chiamato umor acqueo che viene prodotto da una parte del corpo ciliare. Ovviamente più liquido c’è nel bulbo oculare e più alto è il valore della pressione.

La pressione negli occhi, che si misura in millimetri di mercurio, dovrebbe rimanere nei valori compresi tra 12 e 22 mmHg. Viene considerata bassa una pressione oculare con un valore inferiore a 12 mmHg, mentre se il valore è costantemente pari o superiore a 22 mmHg l’occhio è iperteso.

Conseguenze della pressione intraoculare alta

La pressione elevata è un fattore di rischio per l’insorgenza del glaucoma, una malattia che non provoca dolore o sintomi particolari, ma causa alterazioni al nervo ottico e alle cellule che si trovano nella retina. Se questa patologia non viene trattata adeguatamente, può causare danni irreversibili al nervo ottico, portando anche alla cecità.

La pressione oculare può avere lievi cambiamenti passando da una stagione all’altra o dal giorno alla notte. Nello specifico al mattino i valori risultano più elevati nella maggior parte delle persone e tendono a diminuire durante la giornata. Il valore della pressione negli occhi dipende anche dallo spessore della cornea e può cambiare anche in base alla frequenza cardiaca, a quella respiratoria o a causa del sollevamento di oggetti pesanti o dell’assunzione di caffeina.

Pressione oculare

Tecniche per misurarla

La tonometria per applanazione rappresenta il “gold standard” per la misurazione della pressione intraoculare. Possono essere effettuate delle misurazioni più volte in diversi momenti della giornata, visto che il valore della pressione cambia di ora in ora.

Per gli screening di massa la tecnologia più diffusa è il tonometro a soffio, che non richiede contatto con la cornea perché si impiega un piccolo getto di aria compressa, ma non è accurata come la tonometria per applanazione. Un altro metodo che può essere utilizzato è la pachimetria, cioè un esame che misura lo spessore della cornea così da controllare l’accuratezza dei dati relativi alla pressione.

Cause che determinano l’aumento della pressione oculare

Le cause che possono determinare un aumento della pressione oculare sono svariate.

Ad esempio un’eccessiva produzione di liquido che riempie lo spazio tra l’iride e la cornea e che comporta l’aumento della pressione all’interno dell’occhio. Un’ipertensione oculare può essere determinata anche da un insufficiente drenaggio dei liquidi. Inoltre anche alcuni farmaci possono provocare un aumento della pressione, come i cortisonici.

Un’altra causa è il verificarsi di un trauma oculare, ad esempio una ferita all’occhio che può modificare l’equilibrio del drenaggio dei liquidi.

I fattori di rischio più rilevanti possono essere un’alta pressione sanguigna, la presenza di ansia e stress, un’alimentazione non corretta basata sull’assunzione di troppo sale, carne rossa, alcool e zucchero, il fumo, il diabete o le malattie cardiache.

 

Trattamento e terapie

In caso di pressione alta negli occhi, il trattamento mira a ridurne i valori prima che venga provocato un abbassamento della vista. L’oculista consiglierà una terapia adeguata, in base anche al rischio del paziente di incorrere nello sviluppo di un glaucoma. In genere i medici consigliano di seguire un’apposita terapia con i farmaci quando la pressione è superiore ai 28 mmHg.

 

Pressione oculare
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Strabismo di Venere: che cos’è?

Lo strabismo è quel particolare difetto per cui gli occhi tendono a deviare rispetto al loro asse visivo naturale.
Questa patologia porta l’individuo colpito ad incrociare gli occhi come un gesto involontario, cioè azioni di cui non si rende assolutamente conto: potrà affliggere una persona in modo più o meno grave rispetto ad un’altra, interessandola una volta ogni tanto o in maniera costante durante il corso della sua vita. Il significato di questo termine viene da molti confuso o frainteso in quanto impiegato per indicare patologie oculari, ma la scienza medica non nutre alcun dubbio riguardo il vero significato: è una deviazione degli assi oculari che impedisce ad un individuo di osservare direttamente un oggetto o soggetto. Lo strabismo può portare con il tempo alla perdita del senso di profondità, impedendo ad una persona di calcolare la distanza effettiva da un punto. Nel suo stadio più avanzato, rende necessario un intervento medico per curare la disfunzione e permettere la totale guarigione della patologia.
Lo strabismo può essere “divergente” o “convergente” a seconda del disallineamento degli assi visivi, che indicano rispettivamente se l’occhio è spostato verso l’esterno (exotropia) o verso l’interno (esotropia). L’inclinazione ed i gradi di mancato equilibrio dell’occhio potranno variare a seconda del soggetto e del suo caso specifico, così come si differenzierà allo stesso modo la sua capacità visiva.

Sintomi dello strabismo di Venere

Adesso parliamo in modo più approfondito del caso dello strabismo di Venere, che è assimetrico, cioè colpisce un occhio soltanto, e fa sì che l’occhio “malato” rivolga la pupilla leggermente verso l’esterno rispetto all’asse del viso. Gli occhi si trovano in una condizione tale per cui le pupille non appaiono perfettamente allineate, essendo influenzate negativamente da un’anomalia che riguarda spesso i muscoli oculari.
I principali sintomi dello strabismo di Venere sono costituiti da uno sguardo non perfettamente simmetrico: gli occhi avranno una tendenza a deviare rispetto al proprio asse naturale, a secondo che la perdita degli assi visivi riguardi un occhio rivolto verso l’interno o, più comunemente, verso l’esterno. Le cause dello strabismo di Venere possono essere diverse: il più ricorrente, come già specificato è quello di una disfunzione che riguarda i muscoli oculari. In altre situazioni invece lo strabismo di Venere può essere ricondotto ad una miopia allo stadio più avanzato. Addirittura, può essere la spia di problemi celebrali, come un’ emorragia post traumatica. Se lo strabismo di Venere riguarda i neonati, come molto spesso accade, di norma potrebbe trattarsi di un problema momentaneo, che viene risolto con la maturazione cerebrale.

strabismo di venere

Perché si chiama così

Una curiosità: lo strabismo di Venere si chiama così perché celebra la dea Venere, dipinta da Sandro Botticelli nella raffigurazione della “La nascita della Venere”. Venere secondo la mitologia latina è la dea della bellezza e dell’amore: con il suo sguardo incantava, nonostante un difettuccio. L’espressione strabismo di Venere non fa parte della classica terminologia clinica, ma è un termine di uso popolare per descrivere una leggera forma di occhio divergente. Quindi lo sguardo risulta essere trasognato che secondo i canoni estetici è sinonimo di fascino di chi lo possiede.

Come si corregge?

Lo strabismo di Venere non si corregge, anche perché non lo si può definire propriamente un difetto. A ben vedere si tratta di un dettaglio capace di rendere molto più interessante lo sguardo di una persona, e ancora di più di una donna. Considerando inoltre che ci sono diversi personaggi famosi la cui bellezza non è stata minimamente intaccata dallo strabismo di Venere: giusto a titolo di esempio si potrebbero citare Kirsten Stewart, Scarlett Johansson, Emily Blunt. Tutte donne unanimamente considerate belle nonostante quel piccolo, anzi piccolissimo difetto. Del resto, se lo strabismo di Venere porta il nome della dea della bellezza, un motivo ci deve pur essere!

strabismo di venere
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Visivo, auditivo o cinestesico: che tipo sei?

Cosa significa essere Visivo, Auditivo o Cinestesico e soprattutto quali sono quegli elementi e quelle caratteristiche che differenziano una modalità dall’altra? Clinica Baviera spiegherà le differenze tra queste modalità.

In occidente le persone adulte riguardo il canale sensoriale sono così assortite:

  • 55% visivo
  • 20% uditivo
  • 25% cinestesico

Vediamo insieme le singole peculiarità.

Visivo

Vi sarà capitato di trovarci davanti ad una persona che parla rapidamente come se stesse rincorrendo le parole che si susseguono l’un l’altra, con estrema velocità, quasi come se dovessero rappresentare una rapidissima sequenza di immagini e per spiegare utilizza gesti figurati come gli schizzi su carta e i riferimenti visivi. Questa è la tipica modalità del visivo, un individuo dinamico che ragiona per immagini. Il visivo elabora i propri pensieri e le proprie riflessioni come se fossero veloci sezioni di un filmato, gesticolando molto, portando le braccia verso l’esterno quasi a voler disegnare in aria concetti, rivolge lo sguardo verso l’alto e utilizza un timbro di voce alto e molto accellerato, con pochissime pause.

Hanno talmente tante immagini in testa che non c’è tempo da perdere, devono spiegarle tutte associando ad esse delle parole senza tralasciare alcun dettaglio. Le persone visive si toccano spesso gli occhi, sono estroverse, brillanti e talvolta impulsive, inclini alla competizione, amano immaginare e progettare. Inoltre, le persone di questo tipo hanno un livello alto di energie, sono inquiete e osservatrici, colgono tutti i dettagli e molti aspetti minori che le altre persone non noterebbero nemmeno.  Le espressioni più usate: “mettere a fuoco”, “combinarne di tutti i colori”, etc.

 ragazza occhiali

Auditivo

Una persona auditiva comunicherà in modo armonioso, parlerà con cadenza ritmata con un’accurata scelta delle parole, facendo pause al punto giusto e respirando in maniera regolare. Gli auditivi hanno una memoria capace di registrare la sonorità attorno alla loro vita. L’ascolto per questo genere di persone è fondamentale: danno molta importanza al dialogo e alle discussioni, al significato e all’utilizzo delle parole. Sono individui rilassati, comunicativi e dotati di grandi capacità di esprimersi; amano conversare e si ricordano dettagliatamente tutte le parole che hanno ascoltato. Questi soggetti sono organizzati e ponderano attentamente ogni loro decisione, mantengono la distanza di sicurezza con le persone che non conoscono a fondo: sono introversi, riservati e riflessivi. L’auditivo si muove in maniera ritmata, utilizzando gesti quali lo schiocco delle dita e termini come “dirlo chiaro e forte”, “prestare orecchio” etc…

auditivo

 

Cinestesico

Le persone cinestesiche sono la rimanenza della popolazione e vedono il mondo attraverso il filtro dei sensi più tangibili, cioè il tatto, il gusto e l’olfatto. La loro vita è interpretata in base alle loro emotività e alle loro sensazioni corporee, tattili e percettive. Un soggetto cinestetico utilizza respiri lunghi e profondi, fa numerose pause e ha un tono di voce basso. La sua gestualità è lenta, quasi rilassata. Questa tipologia di persone tenta di ricercare il contatto fisico con l’interlocutore, come ad esempio toccandogli la mano, la spalla o cercando un abbraccio. Loro stessi spesso si toccano il petto, la pancia e il naso. Sono persone emotive, socievoli e sanguigne che si fanno prendere da quello che in quel momento provano. Non nutrono un vivo interesse per i dettagli, come le persone visive, ma sono spontanee e hanno la tendenza a ricercare emozioni in prima persona. Le loro espressioni più usate sono: “tagliare corto”,” pelle d’oca” etc.

Cinestesico

Vi siete identificati? Avete capito quale senso utilizzate maggiormente per interpretare la realtà intorno a voi?  Un modo semplice per capire a quale tipologia appartenete è quello di pensare a come reagite davanti ad un evento come la visione di un film al cinema: qual è la prima cosa che vi resta impressa? Le immagini e le riprese, i dialoghi e la colonna sonora, oppure le sensazioni che avete provato? È importante sapere che ognuno di noi non è mai visivo, auditivo o cinestesico al 100% ma piuttosto siamo ibridi anche se una di queste tre tipologie tende a prevalere sugli altri.

E tu, come ti senti?

 

foto post cinestesico piccola
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Miopia: il difetto visivo del secolo

cs miopia

La miopia è un difetto refrattivo dell’occhio che impedisce una visione nitida degli oggetti lontani e, tra i difetti visivi, è quello più frequente perché non ha età, sebbene tenda a stabilizzarsi dopo i 18 anni.

Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, fa luce proprio su questo difetto “scomodo”: in Europa il numero di persone che soffrono di miopia è in aumento, soprattutto tra i soggetti con un alto livello di istruzione e che utilizzano frequentemente pc, tablet e smartphone.

I sintomi

L’unico sintomo avvertito dal miope è la difficoltà a distinguere oggetti lontani con sufficiente chiarezza, accompagnata dalla tendenza a socchiudere gli occhi per migliorare la messa a fuoco. Non è raro che il bambino si accorga dell’anomalia solo in età scolare, per l’impossibilità di leggere alla lavagna. Infatti, la miopia, aumentando progressivamente, può passare inosservata per molto tempo.

Quante persone ne soffrono?

La miopia, ribattezzata da molti “il difetto del secolo”, è oggi sempre più diffusa: in Europa una persona su quattro soffre di miopia, mentre in Italia ne è affetto circa il 25% della popolazione. I soggetti di età compresa tra i 16 ed i 24 anni spendono in media 27 ore online (da smartphone, tablet e computer) ogni settimana: questo stile di vita moderno può aumentare il rischio di sviluppare un difetto refrattivo all’occhio.

Ciò offre un quadro chiaro di come gli occhi, soprattutto quelli dei bambini, si stiano sviluppando. Recenti studi hanno evidenziato infatti come la percentuale di bambini in Europa affetti da miopia nel 1960 si fermava al 7,2%, mentre oggi sia raddoppiata.

Se nel 2020 si prevede che oltre un terzo degli abitanti (33,7%) avranno questo difetto, per il 2050 si stima che sarà miope circa la metà della popolazione mondiale (40% miopia lieve-moderata, + 9,8% miopia elevata)*.

Il rapido aumento di persone affette da miopia è attribuito ad ambiente e stili di vita, fra cui la drastica diminuzione del tempo trascorso all’aperto e l’aumento delle attività lavorative o di tempo libero di fronte al computer o altri dispositivi elettronici, cosa che richiede un costante sforzo di focalizzazione da vicino.

 

La miopia si può curare?

Bastano poche diottrie (2-3) di miopia perché una persona, tolti occhiali e lenti a contatto, si senta come persa nella “nebbia”: la soluzione di correggere definitivamente il difetto di vista si pone quindi come una vera e propria salvezza.

È importante sottoporsi a visite oculistiche regolari dall’oftalmologo, preferibilmente ogni anno, per diagnosticare in tempo il difetto e assicurare cure o correzioni ad hoc.

La ginnastica oculare è sicuramente un buon alleato preventivo per lo sviluppo del difetto, mentre occhiali e lenti a contatto vengono in aiuto per limitarne il danno. Tuttavia la soluzione per correggere definitivamente la miopia è rappresentata dalla chirurgia refrattiva, che può essere effettuata solo dopo un’accurata analisi delle condizioni della salute oculare e solo dopo l’accertamento che il difetto visivo si sia stabilizzato.

 

Quali sono le maggiori cause della miopia?

La genetica conta: avere un genitore miope aumenta di tre volte la probabilità che la prole possa avere questo disturbo della vista, se poi sono entrambi i genitori il rischio è sette volte più alto!

Ma anche la lettura senza una giusta correzione e in condizioni di luminosità non ottimali, può comportare alla lunga un peggioramento visivo. Lo stesso vale per il computer: è sempre bene fare delle pause, accertarsi di non avere riflessi fastidiosi sullo schermo e mantenere una postura corretta.

Uno stile di vita sano, le giuste accortezze e del tempo trascorso all’aria aperta sono fondamentali fin da bambini anche per contribuire alla salute oculare*1. Il succo di mirtillo per esempio è un prezioso alleato dei nostri occhi, perché contiene antiossidanti. Mentre le cattive abitudini alimentari, con scarso apporto di calcio, vitamine e minerali possono favorire la progressione della miopia.

E non va sottovalutata la luce solare: con le giuste precauzioni e protezioni, aiuta a sviluppare meglio il bulbo oculare!

“Oggi si sottovaluta l’insorgenza della miopia – spiega Marco Moschi, Direttore Medico di Clinica Baviera Italia –  Gli stili di vita sono cambiati e sono, purtroppo, parte in causa di questa autentica epidemia che non colpisce solo la popolazione adulta ma soprattutto i bambini: se fin da piccoli non li si spinge a svolgere attività all’ aperto, allenando quindi la vista da lontano, e li si abitua invece a rimanere chiusi in casa a studiare o giocare davanti a uno schermo, questo difetto non solo peggiorerà ma si presenterà sempre più precocemente. Se da un punto di vista genetico possiamo fare ben poco, sicuramente il nostro stile di vita può cambiare le cose: per un miope “genetico” lo stile di vita giusto servirà a non peggiorare la sua miopia, per un soggetto sano invece questo potrebbe evitare del tutto la sua insorgenza. Sottoporsi a periodiche visite oculistiche, fin da giovani, è l’unico modo per monitorare la nostra salute oculare”.

 

 

* Holden BA, Fricke TR, Wilson DA et al., “Global prevalence of Myopia and High Myopia and temporal trends from 2000 through 2050”, Ophthalmology Vol 123, Number 5 May 2016

*1 Uno studio condotto a Taiwan su 571 alunni di età compresa tra i 7 e gli 11 anni ha evidenziato come i tassi di diffusione della miopia erano significativamente più bassi tra i bimbi che trascorrevano quotidianamente almeno un’ora all’aperto.

 

cs miopia
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And the Oscar goes to…

notte oscar

Clinica Baviera punta i riflettori sulla notte più scintillante di Hollywood!

Il conto alla rovescia è già iniziato, la Notte degli Oscar, l’evento cinematografico più rinomato dell’anno è in arrivo e per ingannare l’attesa fino al 26 Febbraio, Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, calca la Walk of Fame in anteprima, svelando i nomi dei protagonisti della scena hollywoodiana che hanno deciso di affidarsi al trattamento Laser per  dire addio agli occhiali da vista: perché recitare senza occhiali, è tutta un’altra cosa!

Da Brad Pitt, candidato come migliore attore per L’Esercito delle 12 Scimmie e Il Curioso Caso di Benjamin Button a Nicole Kidman, premiata come miglior attrice protagonista in The Hours, da Cindy Crawford, top model e attrice, a Ewan McGregor, eroico Obi-Wan in Guerre Stellari, e Kim Kardashian, passando per Elton John e Carlos Santana, sono molte le celebrità che hanno fatto ricorso al Laser, per migliorare la vista.

Fight Club non avrebbe sortito lo stesso effetto se Brad Pitt si fosse dovuto mettere gli occhiali o avesse fermato le riprese per cambiarsi le lenti a contatto! Adesso che anche la storica love-story con Angelina Jolie si è conclusa, e il presunto flirt con Marion Cotillard durante le riprese del film Allied, il nostro Brad dovrà aguzzare la vista, guardandosi bene intorno.

E che dire della bellissima Nicole Kidman? La bionda attrice australiana, nominata nella categoria “Attrice non protagonista” per Lion, già dal 2007 si era affidata alla tecnica Laser per correggere il suo difetto visivo. La Kidman ha più volte affermato che “era come camminare alla cieca”. Seducente e ammaliante in Moulin Rouge, tenebrosa in The Others, sensuale e peccaminosa in Eyes Wide Shut non si è certo contenuta nell’entusiasmo, affermando quanto fosse bello riuscire a vedere le persone, quando le si avvicinavano per un autografo o una foto. Cara Nicole, da quando hai abbandonato gli occhiali, leggere i prossimi discorsi di ringraziamento agli Oscar sarà un gioco da ragazzi!

Dalla bionda alla rossa: sapevi che anche Julianne Moore, premio Oscar nel 2015 per Still Alice, ha seguito le orme della collega, dicendo addio a lenti a contatto e occhiali?

Concludiamo la lista di star con una mora doc: Courtney Cox! L’attrice, nel 2004 dopo la fine della serie tv FRIENDS, ha trasformato i propri occhiali in un “vecchio incubo”, proprio come le storie incantante raccontate in Bedtime Stories, di cui è protagonista.

Ma durante la cerimonia degli Oscar, sul palco non mancano neppure emozionanti esibizioni canore. E tra i big della musica internazionale, sapevi che anche Elton John ha abbandonato i suoi occhiali multicolor? Il Sir della musica ha deciso di eliminare per sempre l’inconveniente di non riuscire a leggere le note degli spartiti.

Last but not least: Kim Kardashian! Sapevi che nel 2012, dopo l’uscita di Guilt Trip, singolo contenuto nell’album  Yeezus del marito Kanye West, ha subito prenotato l’intervento Laser? Il motivo sta proprio nella canzone: Kanye, infatti, affermava quanto odiasse gli occhiali da vista della moglie.

“Oggi indossare occhiali da vista è vissuto come un peso da sempre più persone-  spiegano i medici di Clinica Baviera Italia –  specialmente da professionisti che fanno della propria immagine un lavoro, come gli attori e gli artisti in generale. Vedere bene è fondamentale e oggi, grazie alle moderne tecniche, alla rapidità di esecuzione e ai risultati straordinari che si possono ottenere, i trattamenti Laser sono sempre più richiesti e finalmente alla portata di tutti”.

Anche tu vorresti avere occhi da star?

Chiama il numero gratuito 800228833 per fissare una valutazione al trattamento Laser e scoprire se puoi liberarti per sempre dagli occhiali da vista.

Clinica Baviera è a Milano, Torino e Varese

www.clinicabaviera.it

 

 

 

 

 

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