Pachimetria: che cos’è e come si fa?

Salute degli occhi
Pachimetria: che cos’è e come si fa?
20/02/2019

 

La pachimetria corneale è un’analisi strumentale che viene utilizzata per misurare lo spessore corneale, ovvero l’area trasparente posta davanti all’iride. L’unità di misura della pachimetria sono i micrometri (μm). Il centro della cornea corrisponde al punto più sottile.

A cosa serve?

L’esame pachimetrico è importante per misurare lo spessore corneale per diversi aspetti.

Diagnosi del cheratocono:  questo serve a rilevare l’evoluzione della patologia del cheratocono, che si caratterizza con un progressivo assottigliamento corneale.

Diagnosi del glaucoma: : la pachimetria viene eseguita per monitorare l’ipertono oculare.

Chirurgia refrattiva: insieme alla topografia corneale è uno delle osservazioni diagnostiche più importanti per verificare di idoneità alla chirurgia refrattiva, ossia per la correzione di miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

Chirurgia corneale: la pachimetria è utilizzata anche in caso di interventi corneali come cross-linking, anelli intrastomali o trapianto di cornea.

Edema corneale: viene utilizzato per la valutazione della patologia corneale.

Portatori di lenti a contatto: indispensabile per la valutazione delle variazioni corneali e lo stato di idratazione, disidratazione della stessa.

Valori pachimetrici

Lo spessore “normale” della cornea al centro è infatti di poco superiore a mezzo millimetro (520-540 µ)

L’unità di misura della pachimetria sono i micrometri (μm), corrispondente ad un millesimo di millimetro.

Un valore pachimetrico, può essere considerato normale se è di circa 520 -550 μm.

Quando i valori corneali sono molto sottili si può essere più propensi a sviluppare problematiche come: cheratocono, cheratite, edema corneale e aggravi glaucomatosi.

Come viene effettuato l’esame?

La pachimetria è un controllo molto semplice, non invasiva e indolore e viene effettuata con un macchinario specifico: il pachimetro ad ultrasuoni. Questo, non richiede nessun tipo di preparazione e viene fatto durante una visita oculistica.

La sua procedura è questa:

  1. Viene fatto sedere il paziente su una poltrona.
  2. Il personale specializzato effettua la prova strumentale instillando una goccia di collirio anestetico nell’occhio (per evitare la sensazione di fastidio mentre si sfiora la superficie corneale).
  3. Successivamente viene appoggiata una piccola sonda (simile ad una penna) al centro della cornea per rilevare lo spessore.
  4. I dati vengono acquisiti in pochi secondi da un computer.
  5. L’esame può essere ripetuto più volte, con la misurazione in diversi punti della superficie della cornea.

E’ rapido e si realizza in pochi secondi e non incide sulla qualità della visione.

Oltre al pachimetro ultrasonico, che è lo strumento più utilizzato, possono essere usate altre tecniche:

Pachimetria ottica: non prevede nessun contatto con la parte esterna dell’occhio. Mappa pachimetrica: in questo esame vengono individuati più punti della mappa corneale e soprattutto anche punto più sottile.

Chi può eseguire questo esame?

La pachimetria è un esame che può essere svolto da tutti e a qualsiasi età. Nei bambini ci deve essere collaborazione per garantire una considerazione con risultati attendibili.

Quali sono i rischi?

L’esame pachimetrico non è un’indagine pericolosa per la vista, richiede solo cooperazione da parte del paziente e non comporta ad alcun rischio.

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