Topografia corneale o mappa corneale, cos’è?

Chirurgia Laser
Topografia corneale o mappa corneale, cos’è?
11/11/2021
Tempo di lettura: 4 Minuti

La topografia corneale, chiamata anche “mappa corneale” o “mappatura corneale”, è un esame diagnostico della cornea, non invasivo né doloroso, effettuato tramite un apposito macchinario chiamato topografo corneale. Questo, con l’ausilio di un computer, è in grado di misurare la curvatura della superficie anteriore della cornea, il suo stato di salute e l’entità dei difetti visivi.

Si tratta di un esame fondamentale soprattutto se si considera che la cornea determina quasi il 70% della capacità refrattiva dell’occhio. Per certi versi, possiamo affermare che si tratta di un esame analogo alla tomografia corneale utilizzato per esaminare alcuni caratteri ottici quali:

  • lo spessore e la forma della cornea,
  • la densità e la trasparenza dei tessuti,
  • la profondità dello spazio interposto tra l’iride e la cornea. 

Come leggere una topografia corneale?

Come affermato, la topografia corneale è considerata uno degli esami più importanti nella visita oculistica. Il suo esito consiste in una mappa colorata, dove ogni colore corrisponde ad una curvatura più o meno accentuata.

I colori i freddi -come il blu e l’azzurro- si collegano ai punti più piatti, i colori caldi -come il rosso e l’arancione- coincidono ad una curvatura maggiore, ed infine, i verdi, rappresentano la superficie sferica.  

Una topografia, per risultare normale, deve mostrare al centro un’immagine a forma di clessidra. Questa rappresenta l’astigmatismo fisiologico personale di ogni singolo individuo. Ci si sottopone a questo esame anche per la prognosi di ectasie corneali, come ad esempio la microcornea e la megalocornea, e per studiare gli astigmatismi irregolari e nettamente elevati.

La mappa corneale viene, infatti, ritenuta uno degli strumenti primari nella diagnosi e il controllo della patologia del cheratocono, che causa un progressivo assottigliamento corneale con distorsione delle immagini fino ad assumere una forma di cono.

Inoltre, viene utilizzato nel trapianto di cornea e in contattologia (disciplina che studia l’applicazione delle lenti a contatto, i materiali con cui vengono create, il loro effetto sulla superficie corneale e il loro funzionamento).

 Topografia corneale occhio sano

Come si esegue una topografia corneale?

L’esame viene effettuato mediante il topografo corneale che è composto da una parte detta cheratoscopio, che proietta sulla superficie corneale degli anelli luminosi concentrici, e il computer, che – mediante un apposito software – elabora un’immagine della cornea calcolandone la curvatura e traducendola in una mappa colorimetrica.

Il test è molto rapido e non invasivo. Il paziente è seduto davanti allo strumento con mento e fronte appoggiati ad un’apposita struttura e deve fissare per qualche secondo una sorgente luminosa, senza chiudere gli occhi, per consentire l’immobilità della cornea.

Il topografo rappresenta l’evoluzione del cheratometro, utilizzato per moltissimo tempo dagli oculisti per la misurazione delle curvature corneale. A differenza delle decine di migliaia di punti misurati ora, il cheratometro era in grado di misurarne solo pochi. Una cornea sana è simmetrica e regolare quando è leggermente più piatta sull’asse orizzontale che verticale.

Una forte irregolarità può essere il risultato di un danneggiamento causato da un trauma. Una netta differenza di curvatura nei due assi corneali è detta astigmatismo corneale. Questa provoca una distorsione delle immagini correggibile con lenti oftalmiche.

Topografo

Come ci si prepara all’esame?

Non è prevista una preparazione specifica del paziente prima di sottoporsi all’esame e non è richiesta la dilatazione della pupilla. Tuttavia, è necessario non utilizzare lenti a contatto per qualche giorno prima dell’esame. In particolare, si consiglia la sospensione di lenti morbide per almeno 48 ore, semirigide per quindici giorni e rigide per un mese al fine di evitare la formazione di impronte che creano deformazioni sulla cornea.

La topografia non è un esame doloroso e invasivo, non viene utilizzato nessun collirio e non crea nessun fastidio. Si consiglia di effettuare l’esame sempre con lo stesso topografo, per rendere gli esami più precisi e confrontabili nel tempo.

In quali casi si ricorre alla topografia corneale?

Lo studio della topografia corneale è fondamentale per conseguire delle precise indicazioni sulla curvatura della cornea. Come già detto in precedenza, la topografia è importantissima per valutare l’entità del cheratocono (una patologia che consiste in una deformazione della superficie corneale suddivisa in quattro stadi).

Inoltre, la topografia è l’esame fondamentale per vedere se siamo dei candidati per l’intervento chirurgico per correggere i vizi refrattivi; serve a confermare la tecnica chirurgica da utilizzare e per sapere in che misura bisogna agire sul difetto visivo con il laser.

La topografia è utilizzata anche nel trapianto di cornea, si usa per poter posizionare nel miglior modo possibile il lembo corneale e nei controlli postoperatori.

È uno strumento importante utilizzato anche in contattologia, per la costruzione delle lenti e per la valutazione degli effetti della lente a contatto sulla cornea.

Molto utile anche per lo studio dell’astigmatismo nei pazienti che devono sottoporsi all’intervento della cataratta.

Quali sono i rischi?

La topografia corneale consiste sostanzialmente in una sorta di fotografia che non prevede contatto né esposizione ad alcun tipo di radiazione o raggi: in questo senso si tratta di un esame completamente privo di rischi e di potenziali effetti collaterali.

Fonte

Topografia corneale – IAPB Italia onlus

Articolo supervisionato dal

Dott. Marco Moschi

Medico chirurgo di Clinica Baviera Milano

Collabora con Clinica Baviera Italia come Chirurgo Oculista e Direttore Sanitario di Clinica Baviera Milano dal 2008 al 2021. Medico specialista presso l’ASL di Acqui Terme e consulente dell’Ospedale Civile di Acqui Terme, attualmente svolge attività come libero professionale presso il suo studio di Pavia e come Direttore Sanitario presso le due sedi di Milano di Clinica Baviera con particolare interesse alla chirurgia refrattiva che pratica da più di 20 anni.

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