Cos'è la retina?

La retina è il tessuto nervoso o una membrana trasparente che si trova all’interno del bulbo oculare ed è formata da cellule recettoriali, da coni e da bastoncelli. È la componente fondamentale della visione ed è responsabile di trasformare i segnali luminosi provenienti dall’esterno in immagini. La retina è formata da due zone di particolare importanza: la macula e la papilla ottica.

  • La macula (o macula lutea): è la zona centrale della retina dell'occhio umano che ci permette di distinguere gli oggetti, i movimenti e i volti. È grazie alla macula lutea dell'occhio che è possibile distinguere i colori e vedere i dettagli. Di forma ellittica, è un'area localizzata al polo posteriore dell'occhio che presenta al suo centro una depressione, denominata fovea, in cui si rileva la presenza di soli coni (cellule deputate alla visione della luce).
  • La papilla ottica (o disco ottico): è l'estremità del nervo ottico, ossia, il punto nel quale il nervo ottico incontra la retina. Appare come una piccola zona ovale sul piano retinico di colore biancastro, di diametro 1,5 - 1,7 mm, dalla quale emergono i vasi retinici. È costituita da fibre nervose amieliniche, e la sua vascolarizzazione origina sia da quella retinica, che da quella ciliare.
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Qual è la sua funzione?

La funzione della retina dell’occhio è quella di captare gli stimoli luminosi provenienti dall’esterno e trasformarli in segnali nervosi che il nervo ottico trasmette al cervello. La retina infatti è composta da due fotorecettori:

  • I bastoncelli, presenti nella zona periferica della retina, utili nella visione notturna o in caso di luce soffusa.
  • I coni, posti nella parte centrale della retina, detta macula, importanti per la percezione dei colori o in caso di luce molto forte.

Quando gli impulsi colpiscono la retina, i coni e i bastoncelli si attivano trasformando la luce in stimolo nervoso.

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Quali sono le principali patologie retiniche?

Le malattie della retina sono differenti, tra le principali vi sono:
  • Distacco di retina
    Quando la retina non aderisce più alla parete dell’occhio, distaccandosi e accartocciandosi, non è più in grado di elaborare le immagini in modo corretto e causa una vista offuscata e ridotta. Il distacco regmatogeno è la patologia della retina più frequente, ma ci sono altri tipi di distacco di retina, come quello tradizionale (formazione di membrane sulla superficie retinica che creano una trazione che solleva la retina) e quello essudativo (causato da infiammazioni o lesioni vascolari che creano liquidi sotto la retina).
  • Degenerazione Maculare Senile
    Si tratta di una patologia degenerativa della retina che colpisce la macula (il centro della retina) provocando importanti alterazioni della vista, compromettendo la visione da vicino e da lontano. Si tratta di una delle principali cause di cecità e ipovisione nel mondo industrializzato.
  • Retinopatia diabetica
    È una patologia retinica provocata dal diabete mellito di tipo 1 nel 98% dei pazienti dopo 20 anni dalla diagnosi della malattia. È la prima causa di cecità nel mondo industrializzato tra le persone tra i 20 e 65 anni con diabete.
  • Corioretinopatia sierosa centrale
    È causata dal sollevamento della zona centrale della retina (macula) a causa dell’accumulo di liquido sieroso. È una patologia che tende a risolversi da sola. È più frequente negli uomini tra i 25 e i 50 anni e colpisce generalmente un occhio solo.
  • Retinopatia ipertensiva
    Questa patologia, causata dalla pressione arteriorsa troppo alta, riguarda le vene e arterie della retina, il nervo ottico e la coroide (strato del bulbo oculare dove sono presenti molti vasi sanguigni). Nei casi più gravi provoca un peggioramento della vista perché altera il funzionamento della retina.
  • Foro maculare
    Si tratta di un foro che si apre nella zona centrale della retina ed è un difetto di tutto lo spessore del tessuto retinico. Si caratterizza per il sollevamento della retina neurosensoriale. È molto frequente nelle donne e può essere bilaterale nel 15% dei casi.
  • Pucker maculare
    Noto anche come membrana epiretinica, è caratterizzata dallo sviluppo di una membrana traslucida sopra la macula (la parte centrale della retina). Quando questo tessuto si contrae può causare un peggioramento della vista e la deformazione delle immagini. Insorge soprattutto nei pazienti sopra i 50 anni di età, toccando il 20% delle persone sopra i 75 anni.
  • Miodesopsie (Mosche Volanti
    Questo disturbo è causato da un deterioramento del corpo vitreo (la massa gelatinosa che si trova fra il cristallino e la retina) le cui fibre fluttuano all’interno dell’occhio, provocando la visione di corpi mobili fluttuanti, le cosiddette "Mosche Volanti".

Quali sono i principali sintomi delle patologie della retina?

I sintomi più comuni sono:

  • Visione torbida.
  • Lampi di luce.
  • Visione di una macchia nera che parte dalla periferia del campo visivo per poi allargarsi.
  • Maggiore sensibilità alla luce.
  • Continue apparizioni di lampi luminosi o corpi mobili vitreali (le mosche volanti).
  • Le linee rette possono apparire storte, inclinate o sparire in qualche punto.
  • Difficoltà nel percepire i dettagli.
  • Comparsa di ombre o limitazione del campo visivo.

Se si hanno alcuni di questi sintomi è importante effettuare quanto prima una visita oculistica completa con un oftalmologo. Le malattie della retina di norma avanzano rapidamente, per questo è importante una diagnosi precoce per poterle trattare per tempo. Gli specialisti raccomandano controlli periodici a partire dai 50 anni e anche prima nel caso in cui il paziente sia affetto da patologie a rischio come diabete, miopia elevata, ipertensione o nel caso in cui il paziente abbia familiarità con problemi di retina.

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Zone scure o a macchie di leopardo
Macchia al centro del campo visivo
Compartsa di ombre o limitazione del campo visivo
Linee storte o inclinate

Quali sono le cause dei problemi alla retina?

Ci sono diversi fattori che possono danneggiare la retina (ad esempio un trauma). Quando la retina viene danneggiata, l’umo vitreo (il fluido che si trova all’interno dell'occhio),essendo collegato alla retina ed avendo una elasticità differente, può generare una trazione e quindi portare alla formazione di un foro. In questi casi, si dice che c'è un foro o rottura nel tessuto retinico. Spesso, però, il foro si origina spontaneamente, senza una chiara causa e, talvolta, come conseguenza dell'invecchiamento del tessuto retinico stesso.

Quando questa evenienza interessa il centro della retina si parla di foro maculare, una patologia che di solito si manifesta nelle persone con una elevata miopia.

Esiste una serie di fattori che condizionano la possibile comparsa delle patologie retiniche:

  • Età (più di 50 anni).
  • La presenza di altre patologie o disturbi come il diabete, la miopia elevata o la pressione alta.
  • Predisposizione genetica.
  • Fattori ambientali, come il fumo o la sovraesposizione alla luce solare.

Come prevenire e diagnosticare le malattie della retina?

Le patologie della retina sono problemi visivi che possono danneggiare la vista e devono essere trattati rapidamente. Uno dei nostri obiettivi è sensibilizzare alla prevenzione e alla diagnosi tempestiva delle malattie della retina, che se non vengono trattate per tempo possono causare un forte calo visivo o, in casi più gravi, portare alla cecità.

Svolgere regolarmente degli esami oculistici è molto importante, soprattutto se si fa parte di uno dei gruppi a rischio appena citati.

La diagnosi precoce di un problema retinico è la chiave per rallentare l'evoluzione della malattia e migliorare la qualità della vita del paziente.

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Trattamenti per le malattie retiniche

A seconda delle diverse malattie retiniche, esistono trattamenti diversi:

Le iniezioni intravitreali

Si tratta di una terapia che permette di intervenire su diverse patologie retiniche tra cui:

  • La degenerazione maculare senile essudativa.
  • La formazione dell'edema maculare diabetico.
  • Occlusioni venose retiniche
  • L'edema maculare secondario.

Le iniezioni vengono fatte attraverso la somministrazione di un farmaco iniettato direttamente nella sclera, ovvero, la membrana 'bianca' esterna che ricopre buona parte del bulbo oculare. Questa modalità di intervento non consente di ottenere la completa guarigione del paziente, ma favorisce il miglioramento della capacità visiva, oltre che della prognosi di molte patologie retiniche, impedendone dunque un peggioramento nel futuro.

Argon laser

trattamento laser conosciuto anche come 'laser retinico' che viene impiegato per risaldare gli strati retinici, in particolare per fissare o rinforzare la retina nei punti più delicati o colpiti da patologia, ad esempio in caso di:

  • Retinopatia diabetica.
  • Trombosi retiniche.
  • Vere e proprie rotture retiniche.
  • Occlusioni vascolari retiniche.

Vitrectomia

intervento chirurgico sofisticato, effettuato in regime ambulatoriale sotto anestesia locale, che consiste nell'incisione e nella rimozione del corpo vitreo o 'umore vitreo', cioè quel tessuto trasparente di carattere gelatinoso, situato nella zona posteriore dell'occhio. La sua asportazione può risultare necessaria in diverse patologie come:

  • Distacco della retina.
  • Emorragia intraoculare.
  • Infezioni o traumi di varia natura.

Retinopessia pneumatica

tecnica chirurgica, effettuata in studio o in regime ambulatoriale sotto anestesia locale, che prevede l'iniezione di un gas espandibile all'interno dell'occhio, attraverso materiali e strumenti sterilizzati, con l'obiettivo di portare la retina a ricoprire la zona lesionata, chiudendo la rottura retinica e permettendo una sorta di cicatrizzazione della zona sensibile.

Una volta concluso l'intervento, il paziente dovrà impegnarsi a seguire scrupolosamente le indicazioni fornitegli dal chirurgo: in particolare, egli dovrà cercare di mantenere una precisa posizione della testa nei giorni seguenti evitando ogni azione o sforzo - ad esempio un viaggio in aereo - che possa in alcun modo provocare l'incremento della pressione intraoculare.

La chirurgia episclerale - chirurgia ab-externo

questa tecnica chirurgica è nota come episclerale o 'ab-externo' proprio perché interviene sulla sclera, parete bianca ed esterna dell'occhio, con l'obiettivo di accrescere la pressione, eliminare il liquido che si è raccolto sotto la retina - attraverso una piccola incisione, detta 'puntura evacuativa', effettuata dal chirurgo sulla superficie sclerale - e spingere quest'ultima a risaldarsi.

Questa modalità di intervento è consigliata soprattutto ai pazienti colpiti da:

  • Distacchi retinici non eccessivamente gravi e complessi.

I risultati sono generalmente molto buoni, con una percentuale di successo che si aggira intorno al 90% circa dei casi.

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Dove si possono eseguire i trattamenti?

In Baviera vogliamo rendere la vita più semplice a tutti coloro che soffrono di una patologia oculare offrendo dei servizi mirati. Per questa ragione, abbiamo introdotto una nuova Unità della Retina con una serie di professionisti dedicati per il trattamento delle malattie della retina.

Uno dei nostri obiettivi è sensibilizzare alla prevenzione e alla diagnosi tempestiva delle malattie della retina, che se non trattate per tempo possono causare una forte calo visivo o, in casi più gravi, portare a cecità.

I trattamenti per la guarigione delle patologie retiniche vengono eseguiti in tutte le nostre cliniche di Milano, Torino, Bologna e Venezia.

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Domande frequenti

Chi è a rischio di sviluppare patologie retiniche?

Esiste una serie di fattori che condizionano la possibile comparsa delle patologie retiniche come l’età (più di 50 anni), la presenza di altre patologie o disturbi (diabete, miopia elevata o pressione alta), la predisposizione genetica o i fattori ambientali come il fumo o la sovraesposizione alla luce solare.

Esiste un legame tra la miopia elevata, il diabete o l'ipertensione e le patologie retiniche?

Sì, c’è un legame ben riconosciuto. Nei casi in cui il paziente sia affetto di patologie a rischio come il diabete o l’ipertensione, o in caso di miopia elevata o familiarità con problemi alla retina è consigliabile effettuare controlli periodici a partire dai 50 anni.

Come si può diagnosticare un problema alla retina in fase iniziale?

I sintomi più comuni da non sottovalutare sono la sensibilità alla luce, la difficoltà nel percepire i dettagli, la visione di zone scure o a macchie di leopardo, macchie al centro del campo visivo, la comparsa di ombre, limitazioni dal campo visivo o la visione di linee storte. In questi casi è importante effettuare una visita oculistica quanto prima.

I trattamenti per le malattie della retina offrono una guarigione completa o servono a rallentare la progressione?

In molti casi l’obiettivo è rallentare la progressione delle malattie retiniche, prevenire danni maggiori e preservare la vista il più possibile. In certe condizioni avanzate, il danno può essere irreversibile, motivo per il quale la prevenzione è fondamentale.

È vero che la comparsa di mosche volanti (miodesopsie) è sempre un segnale d'allarme?

No, non sempre. I sintomi principali che possono indicare la presenza di un problema alla retina sono i lampi di luce (fotopsia) e le mosche volanti (miodesopsie) presenti nel 60% dei casi. Tuttavia, la comparsa di mosche volanti da sola, senza altri sintomi come lampi, perdita di campo visivo, etc., non implica necessariamente una patologia grave. È importante però essere vigili: se accompagnate da altri segnali (lampi, velo scuro, limitazioni del campo visivo), è necessario consultare subito l’oculista.

Quali sono i fattori di rischio ambientali o legati allo stile di vita che possono danneggiare la retina?

Tra i principali fattori di rischio c’è il fumo, la sovraesposizione alla luce solare, la predisposizione genetica, malattie come il diabete, l’ipertensione, la cattiva alimentazione e l’obesità. Una vita sedentaria, l’esposizione a sostanze tossiche o inquinanti possono aumentarne il rischio.

Perché le malattie della retina tendono ad avanzare rapidamente?

Molte patologie retiniche progrediscono “silenziosamente”: inizialmente i sintomi possono non essere evidenti finché il danno è già significativo. La retina è molto sensibile, i tessuti retinici (fotorecettori, vasi, epitelio pigmentato, etc.) se danneggiati o impoveriti di ossigeno o di nutrizione, non si rigenerano facilmente e se non trattati precocemente possono accelerare il danno.

I danni alla retina sono sempre permanenti?

No, non sempre. Se individuati presto, in molte condizioni il trattamento può fermare o rallentare il danno, evitare che peggiori. Baviera sottolinea l’importanza della diagnosi precoce. Tuttavia, se il danno è avanzato alcune alterazioni possono essere irreversibili. In tali casi l’intervento può migliorare la qualità della vista o stabilizzarla, ma non sempre riportarla allo stato “normale”.

Devo smettere di viaggiare in aereo dopo un intervento come la retinopessia pneumatica?

Dopo certe procedure retiniche (es. distacco di retina, retinopessia con gas, ecc.), spesso viene consigliato di evitare cambiamenti rapidi di pressione (come quelli che si verificano in volo) finché il gas non è totalmente riassorbito, perché può espandersi o cambiare volume con la variazione di pressione atmosferica, potenzialmente causando complicazioni. Il tempo di attesa varia, dipende dal tipo di gas usato, dalla dimensione del foro, dalla terapia associata.

Quando è necessario rivolgersi immediatamente a un oftalmologo in caso di sintomi retinici?

È importante rivolgersi subito se si manifestano alcuni dei sintomi seguenti: comparsa improvvisa di lampi di luce; visione di una macchia nera che inizia ai bordi o dalla periferia del campo visivo e si espande; aumento improvviso di “mosche volanti” soprattutto se associato a lampi o perdita di campo visivo; linee rette che appaiono storte, deformate, spariscono punti del campo visivo, difficoltà a percepire i dettagli, sensibilità alla luce, visione torbida, ombre o limitazioni nel campo visivo.

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III contenuti medici inclusi nel sito web sono stati scritti e rivisti da personale medico qualificato. Ultimo aggiornamento Marzo 2026.
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