Nevralgia del nervo occipitale o nevralgia di Arnold: tutto ciò che devi sapere

Salute degli occhi
Nevralgia del nervo occipitale o nevralgia di Arnold: tutto ciò che devi sapere
20/05/2021
nevralgia Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

Sebbene sia spesso confusa con mal di testa o emicrania a causa della somiglianza dei suoi sintomi, la nevralgia occipitale è un problema di salute diverso, che richiede una diagnosi e un trattamento diversi.

Cos’è la nevralgia occipitale?

La nevralgia occipitale è catalogata come un’infiammazione o una lesione dei nervi occipitali, ovvero quei nervi che si estendono fino al cuoio capelluto dalla parte superiore del midollo spinale: oltre ad avvertire un forte dolore nella parte posteriore della testa o alla base del cranio, la nevralgia occipitale provoca disagi e/o problemi visivi.

La nevralgia occipitale o “nevralgia di Arnold” è infatti una tipologia di cefalea causata dall’irritazione del nervo occipitale di Arnold. Si tratta di una sindrome che tende a cronicizzarsi – attraverso crisi cicliche più o meno frequenti – e che è all’origine di disturbi che possono rivelarsi particolarmente intensi e invalidanti, capaci di impedire alla persona il tranquillo svolgimento delle proprie attività quotidiane. Il paziente percepisce la fonte del dolore come situata nella zona occipitale, cioè la regione posteriore del cranio: tuttavia, la sensazione di dolore può estendersi anche nell’area anteriore, coinvolgendo la regione oculare.

Quali sono le cause?

Esistono diverse cause alla base di questi problemi ai nervi occipitali, sia in quello maggiore che minore, sebbene nella maggior parte dei casi l’origine è determinata da una delle seguenti condizioni anormali:

  • Un trauma che ha colpito il nervo occipitale.
  • Tensione nel legamento nucale, nel collo o nei muscoli dello stesso.
  • Indurimento dei tessuti adiposi o dei muscoli della parte posteriore della testa (occipite).
  • Arteriosclerosi.
  • Lesioni croniche dovute a una cattiva postura continua, come mantenere il collo esteso per lungo tempo.

Sono stati riscontrati vari collegamenti anche tra le seguenti patologie o condizioni mediche e la possibilità di soffrire di nevralgia occipitale:

  • Osteoartrite e altre patologie degenerative di tipo artrosico.
  • Tumori al collo.
  • Malattia del disco cervicale.
  • Alcuni tipi di infezioni.
  • Infiammazione dei vasi sanguigni.
  • Gotta.
  • Diabete.

Quali sono i principali sintomi della nevralgia occipitale?

  • Dolore acuto ed intenso – spesso di tipo pulsante – nella parte posteriore della testa o del collo (tratto cervicale). Questo è chiaramente il sintomo principale.
  • Dolore su uno o entrambi i lati della testa.
  • Fastidio agli occhi, soprattutto dolore dietro gli occhi e ipersensibilità alla luce (fotofobia)-
  • Visione appannata o offuscata.
  • Eccessiva sensibilità del cuoio capelluto.
  • Senso di fastidio rispetto ai rumori troppi forti.
  • Dolore quando si muove il collo.
  • Nausea e vomito.

Come avviene la diagnosi?

In presenza, soprattutto se ripetitiva, di uno qualsiasi dei sintomi descritti, è necessario recarsi dal proprio medico curante per fare una diagnosi accurata, differenziandola dal tipico mal di testa, che in molti casi ha origine in tensione o stress. Non è facile diagnosticare la nevralgia di Arnold proprio perché la cefalea cronica rientra nella sintomatologia di diverse sindromi.

Lo specialista – neurologo, ortopedico o fisiatra – può diagnosticare un problema al nervo occipitale che causa questo tipo di nevralgia premendo con decisione intorno alla parte posteriore della testa del paziente, per vedere se è in grado di riprodurre il dolore riferito.

Un altro test abbastanza conclusivo consiste nell’intorpidire il nervo occipitale per vedere se, in questo modo, il paziente si sente sollevato. Se è così, molto probabilmente è la nevralgia occipitale.

Come si cura la nevralgia occipitale di Arnold?

Per quanto riguarda la cura e il trattamento della nevralgia di Arnold, nella maggior parte dei casi i trattamenti farmacologici tendono a non produrre risultati soddisfacenti: si suggerisce quindi, una volta effettuati gli esami clinici e strumentali e completata la diagnosi, di concordare una terapia volta a ridurre, nel corso del tempo, le crisi dolorose, eliminando gradualmente la contrattura muscolare che causa l’irritazione nei nervi occipitali.

Un’altra possibilità consiste nel sottoporsi ad un intervento chirurgico nel corso del quale, sotto anestesia locale, il chirurgo procederà alla sezione del nervo grande occipitale: questo tipo di trattamento è suggerito soprattutto nei pazienti che presentano questo disturbo in forma cronica.

Fonti:

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NOTA BENE

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