Strabismo di Venere: che cos’è?

Curiosità
Strabismo di Venere: che cos’è?
15/06/2018

Lo strabismo è quel particolare difetto per cui gli occhi tendono a deviare rispetto al loro asse visivo naturale.
Questa patologia porta l’individuo colpito ad incrociare gli occhi come un gesto involontario, cioè azioni di cui non si rende assolutamente conto: potrà affliggere una persona in modo più o meno grave rispetto ad un’altra, interessandola una volta ogni tanto o in maniera costante durante il corso della sua vita. Il significato di questo termine viene da molti confuso o frainteso in quanto impiegato per indicare patologie oculari, ma la scienza medica non nutre alcun dubbio riguardo il vero significato: è una deviazione degli assi oculari che impedisce ad un individuo di osservare direttamente un oggetto o soggetto. Lo strabismo può portare con il tempo alla perdita del senso di profondità, impedendo ad una persona di calcolare la distanza effettiva da un punto. Nel suo stadio più avanzato, rende necessario un intervento medico per curare la disfunzione e permettere la totale guarigione della patologia.
Lo strabismo può essere “divergente” o “convergente” a seconda del disallineamento degli assi visivi, che indicano rispettivamente se l’occhio è spostato verso l’esterno (exotropia) o verso l’interno (esotropia). L’inclinazione ed i gradi di mancato equilibrio dell’occhio potranno variare a seconda del soggetto e del suo caso specifico, così come si differenzierà allo stesso modo la sua capacità visiva.

Sintomi dello strabismo di Venere

Adesso parliamo in modo più approfondito del caso dello strabismo di Venere, che è assimetrico, cioè colpisce un occhio soltanto, e fa sì che l’occhio “malato” rivolga la pupilla leggermente verso l’esterno rispetto all’asse del viso. Gli occhi si trovano in una condizione tale per cui le pupille non appaiono perfettamente allineate, essendo influenzate negativamente da un’anomalia che riguarda spesso i muscoli oculari.
I principali sintomi dello strabismo di Venere sono costituiti da uno sguardo non perfettamente simmetrico: gli occhi avranno una tendenza a deviare rispetto al proprio asse naturale, a secondo che la perdita degli assi visivi riguardi un occhio rivolto verso l’interno o, più comunemente, verso l’esterno. Le cause dello strabismo di Venere possono essere diverse: il più ricorrente, come già specificato è quello di una disfunzione che riguarda i muscoli oculari. In altre situazioni invece lo strabismo di Venere può essere ricondotto ad una miopia allo stadio più avanzato. Addirittura, può essere la spia di problemi celebrali, come un’ emorragia post traumatica. Se lo strabismo di Venere riguarda i neonati, come molto spesso accade, di norma potrebbe trattarsi di un problema momentaneo, che viene risolto con la maturazione cerebrale.

Perché si chiama così

Una curiosità: lo strabismo di Venere si chiama così perché celebra la dea Venere, dipinta da Sandro Botticelli nella raffigurazione della “La nascita della Venere”. Venere secondo la mitologia latina è la dea della bellezza e dell’amore: con il suo sguardo incantava, nonostante un difettuccio. L’espressione strabismo di Venere non fa parte della classica terminologia clinica, ma è un termine di uso popolare per descrivere una leggera forma di occhio divergente. Quindi lo sguardo risulta essere trasognato che secondo i canoni estetici è sinonimo di fascino di chi lo possiede.

Come si corregge?

Lo strabismo di Venere non si corregge, anche perché non lo si può definire propriamente un difetto. A ben vedere si tratta di un dettaglio capace di rendere molto più interessante lo sguardo di una persona, e ancora di più di una donna. Considerando inoltre che ci sono diversi personaggi famosi la cui bellezza non è stata minimamente intaccata dallo strabismo di Venere: giusto a titolo di esempio si potrebbero citare Kirsten Stewart, Scarlett Johansson, Emily Blunt. Tutte donne unanimamente considerate belle nonostante quel piccolo, anzi piccolissimo difetto. Del resto, se lo strabismo di Venere porta il nome della dea della bellezza, un motivo ci deve pur essere!

 

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