Ambliopia: se individuata per tempo, si può correggere.

Salute degli occhi
Ambliopia: se individuata per tempo, si può correggere.
14/02/2022
Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

L’ambliopia  colpisce dai primi anni di età: prima si interviene e maggiori probabilità ci sono di curarlo. A parlarcene è il dottor Massimo Notaro, Medico Chirurgo di Clinica Baviera Torino.

L’ambliopia (letteralmente “occhio ottuso”), conosciuta anche come occhio pigro, è una diminuzione mono o bilaterale dell’acuità visiva senza causa apparente, che con terapia idonea, se intrapresa precocemente, può essere risolta. Si verifica circa nel 4-5% dei bambini e si attua nei primi anni di vita, durante il periodo plastico del sistema visivo, che nell’uomo si estende fino ai 7-8 anni.

A quest’età l’apparato visivo, non completamente sviluppato, è molto sensibile ad ogni stimolo che sia qualitativamente o quantitativamente anomalo e tale sensibilità è tanto maggiore quanto minore è l’età del soggetto. In esperimenti su animali si è visto che si instaura un’atrofia delle cellule del corpo genicolato laterale (stazione intermedia delle vie visive) connesse con l’occhio ambliope e una riduzione progressiva del numero di cellule corticali attivabili attraverso l’occhio ambliope stesso.

Che tipi di ambliopia esistono?

Il termine ambliopia raggruppa diverse entità cliniche, che sono conseguenza di alterazioni che hanno agito a vari livelli dell’apparato visivo e che possono essere distinte in:

  • Ambliopia strabica, in cui l’ambliopia è la conseguenza e non la causa della deviazione, in quanto l’ambliopia rappresenta un meccanismo di difesa da parte del cervello, per evitare diplopia (percezione doppia di un’immagine) e confusione.
  • Ambliopia anisometropica, causata da una notevole differenza di refrazione tra i due occhi, il che comporta un’incapacità della corteccia occipitale a fondere immagini retiniche di diversa grandezza. Tale incapacità comporta la soppressione dell’immagine che proviene dall’occhio più ametrope. È più frequente nei deficit ipermetropici rispetto a quelli miopici e, nelle anisometropie astigmatiche l’ambliopia si può determinare anche per differenze fra i due occhi inferiori alle 3 diottrie;
  • Ambliopia da deprivazione, causata da riduzione o mancanza della stimolazione retinica per alterazioni organiche, quali ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra che può coprire la pupilla) opacità di cornea e cristallino, cataratta congenita, terapie occlusive prolungate. Può essere mono o bilaterale e, fra le forme bilaterali, vanno incluse le ambliopie ametropiche, causate da elevati deficit refrattivi bilaterali e le ambliopie da nistagmo.
  • Ambliopia relativa, in cui è riconoscibile il danno anatomico (esiti di retinopatie, dismorfismi del nervo ottico), ma il livello di acuità visiva è sproporzionato al danno anatomico. Il meccanismo patogenetico è probabilmente da ricondurre ad un certo grado di difformità fra le immagini percepite dai due occhi che induce il soggetto a privilegiare l’occhio indenne rispetto all’altro.

Quali sono i sintomi dell’ambliopia?

I sintomi dell’occhio pigro sono molto raramente riferiti dal paziente perché è spesso troppo piccolo per denunciare una vista inferiore in un occhio rispetto all’altro. E’ per questo motivo che si raccomanda di effettuare una prima visita oculistica al bambino, anche in assenza di sintomi, entro i 3-4 anni di età.

L’ambliopia è una patologia curabile ma solo se diagnosticata e trattata tempestivamente nell’età infantile.

Trattamento

Generalmente il trattamento dell’ambliopia si basa su tecniche non chirugiche: correzione ottica dei vizi di refrazione, occlusione, penalizzazione con filtri graduati o con l’uso di farmaci ad uso topico; in alcuni casi è necessario un intervento chirurgico per rimuovere la causa principale dell’ambliopia, come nel caso di ptosi, cataratta congenita, strabismo. Ma anche in questi casi il trattamento medico ortottico si rende necessario sia prima che dopo l’intervento chirurgico.

La mancanza di una buona visione binoculare può ostacolare il soggetto in tutta la sua vita, a cominciare dall’età evolutiva, quando impedisce di realizzare un corretto sviluppo della localizzazione spaziale, della stereopsi, passando per l’età dell’apprendimento quando può limitare almeno in parte il rendimento scolastico, per arrivare all’età adulta, in cui tale handicap riduce le occasioni di inserimento lavorativo e la possibilità di ottenere patenti o brevetti che amplierebbero le occasioni d’impiego dell’individuo.

ambliopia

L’ambliopia: l’oculista non vede niente, il paziente vede poco. (Von Graefe)

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NOTA BENE

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Massimo Notaro

Articolo supervisionato dal

Dott. Massimo Notaro

Medico chirurgo di Clinica Baviera Torino

Collabora con Clinica Baviera come Chirurgo Oculista dal 2011. Inizia ad esercitare la propria attività come oculista libero professionista presso diverse strutture a Napoli e Caserta e presso il proprio studio in provincia Napoli. E’ stato Dirigente Medico di I livello presso l`U.O.C di Oculistica dell’Ospedale regionale della Val d`Aosta U. Parini fino al 2011, quando inizia la sua collaborazione con Clinica Baviera. Il dott. Notaro esegue ogni anno moltissimi interventi di chirurgia oculare, come la chirurgia dei difetti refrattivi: miopia, ipermetropia, astigmatismo, con tecniche laser e impianto di lenti intraoculari (icl), intervento della cataratta con l’impianto di lenti multifocali.

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