Occhio dominante: cos’è e come si riconosce?

Curiosità
Occhio dominante: cos’è e come si riconosce?
16/07/2021
occhio dominante Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

Ognuno di noi sa se è destro o mancino. Per individuare la mano dominante infatti è sufficiente osservare quale delle due si utilizza per scrivere o quale piede si preferisce per calciare un pallone, ma come si fa a distinguere qual è l’occhio dominante?

Per comprendere il significato della dominanza oculare bisogna capire come funziona il nostro sistema visivo, cosiddetto “binoculare”. La visione, infatti, è resa possibile dal cervello che rileva le immagini catturate da ciascun occhio per rielaborarle in una singola immagine di qualità ottimale.

L’occhio predominante è quello con cui, istintivamente, si guardano gli oggetti; ovviamente, se ci soffermiamo a pensare, si può usare anche l’altro occhio, ma appena si distoglie la concentrazione ci si sposta nuovamente sul dominante. In altre parole, è l’occhio dominante a fornire al cervello l’input visivo maggiore, comunicandogli in modo più dettagliato le informazioni sull’ambiente che ci circonda.

Sappiamo che gli occhi collaborano sinergicamente tra di loro e che, in generale, presentano la medesima acuità visiva: l’occhio predominante è semplicemente alla guida di questo lavoro di squadra. In generale, quest’ultimo è opposto alla mano che utilizziamo più frequentemente, pertanto la corrispondenza sarà: “occhio dominante sinistro – mano destra” e “occhio dominante destro – mano sinistra”.

I termini “occhio dominante” o “dominanza oculare” possono essere utilizzati anche per indicare l’occhio funzionante, nei casi in cui il paziente soffra di strabismo o di ambliopia.

Perché è importante determinare la dominanza oculare?

Determinare questa caratteristica è davvero importante: è utile in alcune attività in cui si usa un solo occhio, per esempio scattare una fotografia, studiare al microscopio, praticare sport particolari come il tiro con l’arco. Inoltre, individuare l’occhio dominante è fondamentale per chi è presbite. Tale informazione serve quando bisogna scegliere gli occhiali o le lenti a contatto per la monovisione e, anche quando ci si deve sottoporre a trattamenti di chirurgia refrattiva.

Individuare la dominanza oculare è fondamentale soprattutto quando si tratta di studiare alcuni disturbi legati all’apprendimento. Secondo alcuni studi, infatti, un occhio dominante sinistro può comportare problematiche di tipo dislessico: il bambino, seppur consapevole di dover leggere un testo da sinistra a destra, sarà naturalmente spinto dal proprio occhio dominante a puntare lo sguardo sul lato destro del foglio, dovendosi poi sforzare di ricondurlo a sinistra. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è possibile che il bambino corregga spontaneamente tale problematica nel corso della crescita, senza riscontrare particolari difficoltà di apprendimento. È comunque opportuno prestare particolare attenzione a questa eventualità per aiutare il piccolo qualora dovesse, invece accusare alcune difficoltà scolastiche.

Infine, conoscere il proprio occhio predominante può aiutare ad identificare dei disturbi visivi: nell’ambliopia (comunemente nota anche come “sindrome dell’occhio pigro”), ad esempio, la corteccia visiva “ignora” l’immagine fornita dall’occhio di supporto (quindi quello non dominante e “più debole”), abituandosi a contare solo sull’informazione fornita dall’occhio predominante e alimentando l’insorgere del disturbo. Anche in questo caso, sarà necessario rivolgersi ad uno specialista per individuare il trattamento di riabilitazione visiva più adeguato e ripristinare il corretto funzionamento della visione binoculare.

Come scoprire qual è il nostro occhio dominante?

Di solito, il cervello elabora le informazioni, provenienti da entrambi gli occhi, riassumendole in un’unica immagine; per questo motivo non è facile percepire quale occhio domina l’altro. Esistono dei test per capire quale dei due occhi è il dominante.

  • Test delle mani sovrapposte: uno dei metodi più diffusi, che può essere fatto da tutti è quello di mettere le mani sovrapposte, ad una determinata distanza dal volto, creando un piccolo foro attraverso il quale guardare un oggetto. Aprendo e chiudendo più volte gli occhi, quello con il quale l’oggetto verrà visto bene, con la migliore messa a fuoco, è l’occhio dominante.
  • Test del puntamento: punta con il dito un oggetto in lontananza, chiudi prima un occhio e poi l’altro e scoprirai che quando l’occhio è chiuso e il tuo dito rimane puntato, quello sarà l’occhio dominante.
  • Test del cartoncino con il foro: con entrambi gli occhi aperti prova a fissare un oggetto in lontananza attraverso un foro del diametro di circa 4 cm in un foglio di carta. Avvicina il foglio al viso per osservare l’oggetto, in maniera involontaria avvicinerai il foro al tuo occhio dominante.

Dove si può effettuare un test specialistico?

Stabilire qual è il proprio occhio dominante può essere fatto dall’oculista durante una visita approfondita della vista. L’esame consiste nel chiedere al paziente di tenere in mano un cartoncino quadrato con un foro centrale attraverso cui si dovrà osservare, con entrambi gli occhi, un punto luminoso: tuttavia, il paziente sarà in grado di vedere la luce solo tramite un occhio che, di conseguenza, verrà individuato come quello dominante. Per essere sicuri che il test sia efficace e veritiero, è necessario rivolgersi ad un professionista.

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NOTA BENE

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