Vedere le stelle: inizia la seconda stagione Podcast di “Vediamoci chiaro”

Curiosità
Vedere le stelle: inizia la seconda stagione Podcast di “Vediamoci chiaro”
25/01/2023
vedere le stelle Tempo di lettura: 3 Minuti

Il quarto episodio della nuova stagione di “Vediamoci Chiaro” ci riporta sui banchi di scuola, dove iniziamo a notare i primi difetti refrattivi, per imparare quali sono i nuovi strumenti di apprendimento visivo introdotti nella didattica moderna.

Ospiti di questa puntata sono il professore Marco Bordignon insieme ad alcuni membri del suo Dipartimento di audiovisivo del Liceo Artistico G. Sello di Udine: i professori e fotografi Franco Rossi, Walter Criscuoli e Stefano Tubaro. I docenti sono tra gli esperti nazionali nel settore dell’apprendimento tramite immagine e vincitori di premi anche a livello internazionale. Descrivendo le recenti innovazioni nell’ambito dell’apprendimento visivo, dai documentari in classe fino alle moderne tecniche di linguaggio in pittogrammi (emoji), il professor Bordignon e i suoi colleghi spiegano i motivi che rendono la carta stampata un’elemento tutt’ora imprescindibile per l’istruzione e l’approfondimento delle conoscenze

Quanto è presente oggigiorno l’apprendimento visivo?

Attualmente, l’apprendimento viene eseguito tantissimo attraverso le nuove tecnologie: lavagne elettroniche, pc, smartphone e tablet che consentono l’accesso a video tutorial e lezioni online. Possiamo dedurre che la didattica sia quindi agevolata da queste innovazioni perché, mentre nell’era del “non digitale” si usava solo il testo, ora l’apprendimento è facilitato dalla presenza di foto, video e programmi online che consentono test e verifiche per prepararsi a quelle in classe attraverso un linguaggio vicino a quello degli studenti.

Uno dei fattori negativi di questa rivoluzione tecnologica riguarda l’aspetto analitico: è difficile, infatti, concentrare gli occhi sui concetti che stanno dietro alle immagini quando il tempo di visione e apprendimento è così ridotto. Se mettiamo a confronto un documentario con una lezione di storia è chiaro che il primo darà un insegnamento più immediato, ma appare anche evidente che, per capire il valore di quell’evento e i suoi aspetti psicologici, sarà necessaria la spiegazione e discussione in classe.

Leggere un libro con immagini e fotografie è un processo che rischia di limitare l’immaginazione?

“Purtroppo si” afferma il Professor Bordignon, spiegando che il vero problema dell’apprendimento visivo consiste nel breve tempo di analisi e visione che, non solo limita l’immaginazione, ma ci porta a leggere unicamente il significato relativo al tema in cui l’immagine ci viene presentata. Sappiamo che la stessa fotografia, messa su un media o su un altro, può cambiare significato davanti ai nostri occhi.

I nostri ospiti sottolineano il pericolo rappresentato dal potere manipolatorio dell’apprendimento visivo in una società dove il culto dell’immagine regna supremo.

Esistono tecniche di colore che catturano di più l’attenzione e rendono più rapida la comprensione?

Il colore è da sempre veicolo di una dimensione emotiva ed elementi come gli aspetti tonali e il chiaroscuro vengono usati per amplificare i momenti drammatici di diversi racconti sin dai tempi di Dante Alighieri. Queste tecniche, oggigiorno, sono molto utilizzate nella comunicazione persuasiva per accendere stati d’animo in base al prodotto presentato: per essere più ammaliante ai nostri occhi, un piatto ci verrà introdotto con colori caldi mentre qualcosa di sofisticato come un profumo o una macchina avrà tinte più delicate e fredde. La psicologia del colore serve sempre di più per coinvolgere l’audience nella lettura dei libri, nella visione di semplici slide fino ai video tutorial su Youtube.

Per quanto riguarda gli schermi, la nostra vista si stanca di più con la lettura di un e-book o la pagina di un libro?

Qui non ci sono dubbi: la vista si stanca molto meno leggendo una pagina stampata piuttosto che attraverso un monitor. Questo è dovuto dal fatto che lo schermo (specialmente quando si parla di sfondo bianco con testo nero) presenta una luminosità nociva per l’occhio che, passando da una schermata all’altra, viene affaticato. “È come guidare l’automobile contro il sole” spiega Bordignon.  Oggigiorno sempre più persone prediligono la visione in streaming piuttosto che la lettura di un libro in quanto richiede meno tempo e permette di apprendere una storia con più facilità anche svolgendo altre attività. Tuttavia manca a questi media il rapporto tattile, fisico di prendere in mano una penna, sottolineare o scrivere appunti sulle pagine di un racconto che è ancora prerogativa della carta stampata.

Il futuro dei sistemi di apprendimento è nel metaverso?

Il professor Bordignon afferma che tutto dipende da quanto si evolverà l’interazione nel metaverso e se ci permetterà di scambiare informazioni con altri personaggi. Al giorno d’oggi sono già presenti video immersivi che permettono di entrare in un altro mondo da cui trarre concetti, ma è necessaria la presenza del testo per dar loro un senso accurato. Possiamo quindi dire che, mentre queste tecnologie straordinarie attirano lo studente verso temi altrimenti ostici, il vero insegnamento viene dato dalla carta stampata.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sottoforma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Ascolta la quarta puntata su “I nuovi sistemi di apprendimento visivo”, on-air sulle principali piattaforme:

Dopo il successo di ascolto della prima stagione podcast di “Vediamoci Chiaro” con i primi 12 episodi, nella seconda stagione si parlerà dell’importanza della vista in ambiti e settori molto coinvolgenti e diversi tra loro con la collaborazione di nuovi importanti ospiti.

I segreti delle stelle con Ilaria Arosio

Il primo episodio tratta un argomento appassionante: vedere le stelle. Un tema sul quale l’uomo indaga dai tempi più remoti. Dagli Egizi, ai Fenici, ai Maya e altre civiltà, numerose sono le scoperte fatte osservando semplicemente il cielo ad occhio nudo e cercando di spiegare alcuni fenomeni legati all’universo e all’infinito.

Ospite di questo episodio è Ilaria Arosio dell’Osservatorio Astronomico di Brera, la più antica istituzione scientifica di Milano che oggi fa parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ed è un ente di ricerca riconosciuto a livello internazionale. Durante l’episodio, la nostra ospite ci svela i segreti delle stelle e i passi avanti che ha fatto l’astronomia per permetterci di osservarle e studiarle meglio. Vengono portati alla luce misteri interessanti, tra cui: “Quali software permettono di orientarci nello spazio?”; “Perché non riusciamo a vedere gli infrarossi?”; “Da dove deriva il colore dei pianeti?” e “Che cosa sono i buchi neri?”.

Ci sono pianeti che vediamo ad occhio nudo?

Si inizia con una domanda che riguarda direttamente. Questo quesito vuole sin da subito mettere in luce la relazione tra il nostro occhio e lo spazio al di fuori del nostro pianeta per capire le piene potenzialità della vista umana di osservare il cosmo. La Dottoressa Arosio conferma che alcuni pianeti sono davvero visibili senza l’utilizzo delle più recenti innovazioni tecnologiche, ma lo smog delle città e l’inquinamento luminoso hanno un ruolo importante nel limitare le capacità visive dell’occhio umano.

Lontano da queste condizioni sfavorevoli, la nostra vista ci permette di osservare oltre 6000 stelle e 5 pianeti escluso il nostro: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, impedendoci di vedere Urano e i mondi al di là di esso.

Che impatto ha avuto Galileo Galilei e cos’è cambiato dall’invenzione dei primi strumenti ottici?

Si narra che il padre dell’astronomia moderna avrebbe copiato il progetto del cannocchiale ad un olandese per poi venderlo al Doge di Venezia, sapendo che gli sarebbe risultato molto utile per controllare che flotte nemiche non si avvicinassero alla Serenissima. Solo in seguito, quando Galileo rivolse lo strumento verso il cielo, fece le scoperte che lanciarono lo studio dell’astronomia: la luna non era un sasso ma un pianeta come la Terra e le pleiadi non erano 7 ma molte di più (ai tempi se ne potevano vedere 36 e adesso sappiamo che sono oltre un migliaio).

Vedere le stelle e le comete: sono la stessa cosa?

L’astronomia è considerata la scienza che cerca le leggi che governano il cosmo, ma qual è il compito degli astronomi? Curiosando il cielo, questi studiosi sono sempre in cerca di nuove scoperte e, nonostante solo pochi siano passati alla storia (Galileo e Keplero), tutti hanno contribuito alle conoscenze di oggi e di domani, tramandando i loro dati in un’eterna staffetta alla scoperta del cosmo.

Tra i quesiti più affascinanti, il fenomeno delle stelle cadenti è quello che ancora ci intriga. La Dottoressa Arosio racconta come il primo a notare un legame tra queste figure e le comete fu l’astronomo Giovanni Schiapparelli, direttore di Brera dal 1860 al 1900. Nonostante questi due corpi celesti vengano spesso confusi dal cittadino comune, in verità sono nettamente distinti l’uno con l’altro. Le comete provengono dalla periferia del sistema solare, ruotano intorno al sole e continuano il loro percorso, allontanandosi. A causa della gravità del sole percepita durante il loro passaggio, le comete rilasciano diverso materiale che si incendia e precipita, dando origine alle stelle cadenti. La famosa “notte di San Lorenzo” è in realtà un periodo lungo diversi giorni in cui la Terra attraversa la scia percorsa dalle comete e  ne riceve i detriti.

Quali sono le frontiere dell’astronomia?

Al giorno d’oggi l’occhio non è più lo strumento ideale per studiare il cosmo, che viene invece analizzato in profondità da telescopi all’avanguardia che ne registrano le immagini per inviarle sui pc degli astrologi dove verranno classificate. Le frontiere moderne si concentrano prevalentemente sullo specchio elettromagnetico, con un’attenzione particolare rivolta alle onde radio, i raggi gamma e gli esopianeti, per scoprire se l’uomo sia in grado di vivere in mondi al di fuori del nostro.

Dove ascoltare il podcast?

Tutte le nuove puntate del podcast “Vediamoci Chiaro”, sviluppate sotto forma di dialoghi o meglio chiacchierate a due o tre protagonisti, sono disponibili con cadenza settimanale. Inizia ad ascoltare la prima puntata Vedere le Stelle sulle principali piattaforme:

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