Il cheratocono, come trattarlo

Parliamo oggi di una patologia, il cheratocono, che determina una progressiva modificazione della forma della cornea associata ad un suo assottigliamento e che causa una riduzione dell’acutezza visiva tanto maggiore quanto più è deformata la cornea.

Si tratta di una patologia progressiva della cornea a carattere ereditario, caratterizzata da una deformazione graduale della cornea che tende ad assumere la forma di un cono e ad assottigliarsi.

Per avere le immagini perfettamente focalizzate sul piano retinico è necessario che la cornea abbia una forma regolare, sferica al centro e lievemente più piatta in periferia.

Nelle fasi iniziali del cheratocono il paziente riesce a compensare il difetto con occhiali, con l’evoluzione del disturbo gli occhiali non basteranno più e sarà necessario ricorrere alle lenti a contatto, quindi nella sua fase avanzata l’unica terapia rimane la chirurgia.

Questo disturbo si manifesta più spesso in soggetti giovani, ha un’ evoluzione individuale e, agli esordi, determina un progressivo peggioramento della qualità visiva dovuta all’instaurarsi di un astigmatismo evolutivo.

Negli stadi più avanzati l’apice del cono si può opacizzare e, in casi rari, perforare.

Come si può curare?

Negli ultimi anni è stato sviluppato un vero e proprio intervento per correggere questa patologia: il Cross-Linking. Un trattamento basato su un metodo di “rinforzo” della struttura della cornea affetta da cheratocono, ottenuto con un consolidamento dei legami tra le fibre del collagene corneale.

Questo trattamento è in grado di rallentare l’evoluzione del cheratocono.

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