Quanto è importante la vista per gli atleti?

 Sempre più sportivi oggi si rivolgono alla chirurgia refrattiva per eliminare gli occhiali e le lenti a contatto dalla loro vita.

Dai calciatori Kaka e Balotelli, fino a Maradona o a Victor Mongil dell’Atletico Madrid, ma anche altri professionisti come la medaglia d’oro olimpica di canoa Daniele Molmenti, tutti a un certo punto della loro carriera agonistica, hanno deciso di liberarsi completamente di questo limite.

Daniele Molmenti soffriva di miopia e di un leggero astigmatismo. Ha sempre gareggiato con le lenti a contatto, poi nel 2013 ha perso al Mondiale di Praga perché un’onda lo ha colpito in pieno viso facendogli perdere entrambe le lenti. È in quel momento che ha preso la decisione di intervenire rivolgendosi a Clinica Baviera Italia per eliminare gli occhiali dalla sua vita.

Sabato scorso si è tenuta la conferenza stampa nella sede della clinica, per spiegare non solo i risultati dell’intervento sull’atleta olimpionico ma anche quanto un semplice trattamento come questo possa davvero rappresentare una libertà per i professionisti dello sport e non solo.

“Avrei dovuto farlo prima – dice Molmenti – perché adesso è tutto un altro andare. Dopo il il Campionato del Mondo di Praga nel 2013 ho capito che i difetti visivi non potevano più condizionare la mia carriera agonistica. A pochi giorni dall’operazione avevo già recuperato al 100% la vista”.

Sabato scorso si è tenuta la conferenza stampa nella sede della clinica, per spiegare non solo i risultati dell’intervento sull’atleta olimpionico ma anche quanto un semplice trattamento come questo possa davvero rappresentare una libertà per i professionisti dello sport e non solo. 

Attualmente, l’applicazione del Laser a eccimeri rappresenta la prima scelta per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia.

“Esistono 3 tecniche principali – ha spiegato il dottor Riccardo Gizzi nel corso della conferenza –  la Lasik e le tecniche di ablazione di superficie Prk e Lasek. Sono tutte indolore, durano pochi minuti e come anestetico si utilizzano gocce di collirio.  La scelta di una o dell’altra tecnica dipende dalle condizioni fisiologiche dell’occhio: è sempre e solo il medico oculista a indicare il trattamento più adeguato a seconda del caso specifico”.

La Lasik è la tecnica più utilizzata: si solleva uno strato di tessuto corneale, si applica il Laser per alcuni secondi e si riposiziona il tessuto al suo posto. Non ci sono punti di sutura e il recupero della vista avviene già dalle prime ore dopo l’intervento.

Con Daniele si è utilizzata un’altra tecnica, l’ablazione di superficie Lasek.

“L’intervento con la tecnica LASEK – ha continuato Gizzi –  a differenza della Prk, non prevede l’asportazione dell’epitelio ma un suo temporaneo distaccamento per permettere al Laser di correggere la curvatura della cornea. Al termine del trattamento l’epitelio viene riposizionato nella sua posizione originale e, come per la Prk, anche in questo caso viene posta una lente a contatto a protezione dell’occhio trattato e che sarà rimossa dopo pochi giorni. Il recupero post operatorio può presentare qualche fastidio in più rispetto alla tecnica Lasik, ma i risultati sono ottimi in entrambi i casi. La scelta di una tecnica o dell’altra dipende solo dal grado del difetto visivo e dalla cornea del paziente”.

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