L’arte e il cibo: mangiare con gli occhi

L’arte e il cibo fin dai tempi della preistoria hanno mantenuto una relazione molto stretta, basta pensare alle immagini di caccia dei bisonti che i nostri antenati disegnavano sulle caverne e che sono arrivate fino ai nostri giorni. Oggi attraverso la pubblicità, di qualsiasi tipo: televisione, giornali, cartelli e internet, siamo circondati da immagini di cibo.

natura morta

I significati, le interpretazioni e di conseguenza le immagini del cibo hanno subito profonde trasformazioni durante il tempo. Grazie all’arte pittorica e in particolare modo ai quadri che rappresentano nature morte, abbiamo ricevuto informazioni sugli usi e costumi culinari di epoche e classi sociali passate.

Durante molti secoli, il cibo é stato uno dei soggetti protagonisti di molte opere pittoriche. L’espressività dei colori che compongono queste opere sono capaci di nutrire i nostri sensi, ed è dall’osservazione di esse che nasce l’espressione “mangiare con gli occhi”. Anche se le immagini di caccia sono le più frequenti, non dobbiamo dimenticare le nature morte in cui i pesci, la carne, la frutta e la verdura ne sono i protagonisti indiscussi.

Durante il 1600 molti pittori italiani si dedicarono alla realizzazione di opere pittoriche raffiguranti nature morte, Caravaggio fu uno dei grandi rappresentanti di questa tendenza.

Attualmente la gastronomia continua ad essere uno dei temi più trattati, e a dimostrarlo sono grandi esposizioni come quella che si è appena conclusa a Milano in occasione della Expo, intitolata “Arts & Foods: Rituali dal 1851”.Nei circa 7.000 metri quadri in cui la mostra si articolava, si trovavano una pluralità di linguaggi visuali, plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851 hanno ruotato intorno alla nutrizione e al convivio.

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