Gli occhi del Siberian Husky

San Girolamo disse: “Il volto è lo specchio dell’anima e gli occhi confessano, in silenzio, i segreti del cuore”. Quindi, potremmo dire che l’occhio è una finestra attraverso la quale trasmettiamo la nostra essenza all’esterno.

In tutti i post che abbiamo pubblicato all’interno del nostro blog, abbiamo parlato a lungo dei nostri occhi, i loro colori e le loro speciali caratteristiche. Oggi parleremo di un occhio speciale e diverso che appartiene al mondo animale, e più precisamente al Siberian Husky, una razza di cane conosciuto per la profondità del suo sguardo.

Gli Eschimesi, nella loro lingua, dispongono di  30 parole per riferirsi alle diverse tonalità di bianco, e sostengono che tutte quante si possono trovare negli occhi dei Siberian Husky: cani che sono veri e propri atleti della neve. Gli Husky sono i discendenti diretti dei lupi, che durante secoli hanno percorso la fredda terra artica, trainando le slitte e aiutando le persone della zona.

Lo sguardo limpido di questi animali colpisce sempre, ma non è l’unico vantaggio di avere occhi così belli. La loro forma a mandorla protegge il tessuto oculare dalle basse temperature, dalla neve e dal vento freddissimo che li colpisce e grazie ad essa, possono socchiuderli tantissimo senza perdere acuità visiva.

Tradizionalmente i popoli dell’Artico, per riferirsi a se stessi, usavano questa espressione: “esseri umani veri/puri”, per il fatto che non discendono dall’unione di diverse popolazioni. Anche i Siberian Husky, possono essere considerati “cani veri/puri”, infatti i risultati di uno studio del loro DNA dimostrano che sono “canti antichi”, ovvero che non discendono dell’unione di due razze preesistenti.

Gli Eschimesi credono nell’esistenza di molti spiriti che popolano tutti gli esseri viventi e gli oggetti della natura. Per questo motivo, in un certo modo venerano gli Huskies per aiutarli a garantire la sopravvivenza delle loro famiglie in condizioni climatiche estreme.

Gli Husky appartengono alle 14 razze più antiche della terra, e il loro nome deriva dal soprannome “esky” con cui gli esploratori si riferivano ai popoli artici. Gli occhi albini di questi cani sembrano disegnati appositamente per percorrere lunghi percorsi, sopportando bufere di neve e bassissime temperature.

Gli occhi del Siberian Husky
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