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Il diabete può portare alla cecità

Sono oltre 3 milioni, gli italiani che attualmente soffrono di diabete, e questo sabato 14 di novembre si celebrerà la Giornata mondiale del diabete, istituita su iniziativa dell’International Diabetes Federation e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in commemorazione della nascita di Frederick Banting che, insieme a Charles Best, ha giocato un ruolo decisivo nella scoperta dell’insulina, un ormone che ogni giorno salva la vita delle persone che soffrono di diabete.

Oltre a controllare i livelli di zucchero nel sangue attraverso la dieta, l’esercizio fisico e l’assunzione di farmaci o iniezioni di insulina, i diabetici devono essere consapevoli che questa malattia può colpire diversi organi del corpo oltre a influire sulla cicatrizzazione, riducendola moltissimo. Ad esempio, una persona diabetica ha 10 volte più probabilità di soffrire di cecità rispetto al resto della popolazione che non lo è.

Proprio per questi motivi gli esperti raccomandano alle persone con diabete di sottoporsi a visite oculistiche regolari, e di realizzare anche un esame del fondo oculare.
La retinopatia diabetica e l’edema maculare diabetico sono due problemi visivi che colpiscono la retina, e che, nella maggior parte dei casi, sono associati al diabete. Difatti, queste due malattie sono tra le principali cause di cecità nei paesi sviluppati. Durante sabato 14 e domenica 15 novembre, sarà celebrata in più di 400 piazze italiane, la Giornata mondiale del diabete e per l’occasione saranno allestiti presidi diabetologici, coordinati da medici e supportati da infermieri e volontari, con lo scopo di fornire – a titolo assolutamente gratuito – consulenza medica qualificata, distribuire materiale informativo, somministrare questionari diagnostici per valutare il rischio di sviluppare la malattia, effettuare screening per la rilevazione della glicemia (oltre alla misurazione della pressione, del peso, della circonferenza vita).

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L’arte e il cibo: mangiare con gli occhi

L’arte e il cibo fin dai tempi della preistoria hanno mantenuto una relazione molto stretta, basta pensare alle immagini di caccia dei bisonti che i nostri antenati disegnavano sulle caverne e che sono arrivate fino ai nostri giorni. Oggi attraverso la pubblicità, di qualsiasi tipo: televisione, giornali, cartelli e internet, siamo circondati da immagini di cibo.

natura morta

I significati, le interpretazioni e di conseguenza le immagini del cibo hanno subito profonde trasformazioni durante il tempo. Grazie all’arte pittorica e in particolare modo ai quadri che rappresentano nature morte, abbiamo ricevuto informazioni sugli usi e costumi culinari di epoche e classi sociali passate.

Durante molti secoli, il cibo é stato uno dei soggetti protagonisti di molte opere pittoriche. L’espressività dei colori che compongono queste opere sono capaci di nutrire i nostri sensi, ed è dall’osservazione di esse che nasce l’espressione “mangiare con gli occhi”. Anche se le immagini di caccia sono le più frequenti, non dobbiamo dimenticare le nature morte in cui i pesci, la carne, la frutta e la verdura ne sono i protagonisti indiscussi.

Durante il 1600 molti pittori italiani si dedicarono alla realizzazione di opere pittoriche raffiguranti nature morte, Caravaggio fu uno dei grandi rappresentanti di questa tendenza.

Attualmente la gastronomia continua ad essere uno dei temi più trattati, e a dimostrarlo sono grandi esposizioni come quella che si è appena conclusa a Milano in occasione della Expo, intitolata “Arts & Foods: Rituali dal 1851”.Nei circa 7.000 metri quadri in cui la mostra si articolava, si trovavano una pluralità di linguaggi visuali, plastici, oggettuali e ambientali che dal 1851 hanno ruotato intorno alla nutrizione e al convivio.

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Lacrime di coccodrillo

L’espressione “sta piangendo lacrime di coccodrillo” é molto comune, e tutti sappiamo che il suo significato è quello di simulare angustia e tristezza senza provare queste emozioni veramente. Però…vi siete mai chiesti da dove venga e quale sia la sua origine?

Nel passato si credeva che i coccodrilli piangessero mentre divoravano le loro prese, perché sentivano rimorso. I coccodrilli sono rettili principalmente acquatici, però la necessità di alimentarsi gli spinge ad uscire dall’acqua in cerca di una preda. Ed è giusto nel momento in cui i coccodrilli escono dall’acqua che i loro occhi iniziano a lacrimare, perché le loro ghiandole sono programmate per espellere lacrime per idratarli mentre si trovano fuori dall’acqua.

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L’altra circostanza in cui il coccodrillo inizia a lacrimare, é quando mangia e il motivo per cui succede è determinato dalla vicinanza in cui si trovano le ghiandole salivali con quelle lacrimali e quindi stimolando le prime, anche le altre si azionano.

I coccodrilli sono rettili che si sono evoluti pochissimo durante gli ultimi milioni di anni, per questo motivo la comunità scientifica gli considera fossili viventi. Il primo testo conosciuto che parla delle lacrime di coccodrillo risale al 1250 e fu scritto da un monaco francescano chiamato Bartholomaeus de Glanville: “Il coccodrillo piange sopra la sua presa e dopo la divora”. Pochi anni più tardi, nel 1284, l’italiano Brunetto Latini disse: “Se un coccodrillo uccide un uomo, dopo se lo divora piangendo”.

Diciamo che la reputazione del coccodrillo non è delle migliori, e di lui è stato detto, anche, che mangia i propri cuccioli perché se li mette in bocca. Però questo non è del tutto certo, perché usa le sue fauci per trasportare i suoi piccoli, non per mangiarseli.

In ogni modo è evidente, che le lacrime nel mondo animale non hanno lo stesso significato che per gli umani.

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L’orario invernale è in arrivo e con lui diminuiscono le ore di sole

Con l’inizio dell’autunno le ore di luce e sole sono diminuite giorno dopo giorno, e continueranno a decrescere fino al solstizio d’inverno, (21 de dicembre). Però, senza ombra di dubbio, il cambiamento più grande, per quanto riguarda le ore di luce, lo noteremo fra due giorni, infatti durante la notte fra il sabato 24 e domenica 25 di ottobre, precisamente alle 3 di mattina, dobbiamo anticipare l’orologio e la sveglia di un ora, di modo che le 3 torneranno ad essere le 2.

Il cambio di ora fu istituito nel 1974, in occasione della prima crisi petrolifera. Successivamente, alcuni paesi hanno deciso di spostare gli orologi per approfittare di quanta più luce solare possibile.

Nel 1981 la UE approvò la direttiva per la quale il cambio di ora doveva essere applicato in tutti i paesi industrializzati, l’unica eccezione è il Giappone. L’idoneità del cambiamento di orario è supportata da numerosi studi realizzati dalla Commissione europea e l’Istituto per la diversificazione e il risparmio energetico (IDAE).

Come incide il cambio orario sulla nostra salute visiva? Al farsi “giorno” presto, quando raggiungiamo il nostro posto di lavoro, possiamo vedere senza o (quasi) il supporto della luce artificiale, e questo è molto positivo per la nostra vista. Anche se é vero che, all’uscita dal lavoro sarà già buio e nel guidare la macchina per tornare a casa é importante prestare particolare attenzione alla strada. Il consiglio che vi diamo è quello di revisare tutte le luci del veicolo, per evitare di avere sorprese inaspettate.

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Quanti colori sono capaci di distinguere i nostri occhi?

Il colore è frutto della percezione, perciò si può dire che ogni persona vede il mondo in un modo e in un colore diverso dalle altre, per il semplice fatto che è un soggetto unico e irripetibile. Anche se è vero che le persone che non hanno problemi di vista percepiscono i colori quasi allo stesso modo.

Generalmente le persone che non soffrono di problemi di vista, in presenza di luce, sono in grado di differenziare milioni di colori grazie ai fotorecettori retinici. Per lo stesso motivo, in assenza di luce, la visione è in bianco e nero e non siamo capaci di differenziare i colori.

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I colori in sé stessi non esistono, ma si formano quando la luce colpisce un oggetto e la sua superficie riflette il colore. La riflessione viene catturato dai nostri occhi e successivamente, questo riflesso viene decodificato dal nostro cervello. Questa teoria è sempre stata un’incognita per molti scienziati.

Aristotele sosteneva che tutti i colori sono stati ottenuti dalla miscela di quattro colori base: terra, fuoco, acqua e cielo. Successivamente Leonardo Da Vinci ha definito il colore come un vero e proprio elemento della materia, determinando la seguente scala di colori base: il bianco o principale che ci permette percepire tutti gli altri colori, il verde per l’acqua, il giallo per la terra, il blu per il cielo, il rosso per il fuoco e il nero per il buio, che non ci permette percepire tutti gli altri colori.

La prova indiscutibile che il colore non è determinato dall’oggetto ma bensì dalla luce che lo colpisce è il cielo! Tutti i bambini rispondono che il cielo è azzurro, ma in realtà, il colore cambia durante il corso della giornata, come ad esempio durante il tramonto, il cielo acquista una tonalità di arancione, quasi rosso, oppure, spesso, cuando albeggia il cielo si tinge di rosa.

Il pittore Paul Cézanne disse una grande verità: “il colore è l’elemento in cui l’universo e il nostro cervello si uniscono”.

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Paesaggi dai colori impressionanti

La natura è impressionante ed è capace di regalarci dei paesaggi che sono degli autentici regali per i nostri occhi, grazie ai colori che li caratterizzano e che siamo capaci di percepire e differenziare. Qual’é il tuo colore preferito? Esiste un paesaggio per ogni gusto!

Se il tuo colore preferito è il giallo, sicuramente rimarrai a bocca aperta vedendo il terreno idrotermale di Dallol in Etiopia che è pieno di bocche vulcaniche. Grazie alla zolfo caldo presente nei letti di sale bianco, i nostri occhi percepiscono un colore giallo senza eguali.

Gli amanti della rosa, invece, rimarranno impressionati dal lago Hillier che si trova in Australia, in Middle Island, caratterizzato da un color rosa chicco. I responsabili di questa pigmentazione molto speciale sono dei batteri che vivono nel lago, che a causa dell’alta concentrazione di sale, creano un pigmento specifico per catturare la luce solare, regalando alla nostra vista questo colore straordinario.

Il fiume Caño Cristales in Colombia, con un colore rosso intenso, lascia affascinati gli occhi di coloro che amano questo colore. Questo fiume viene chiamato anche il “Fiume dei cinque colori” perché si possono percepire anche il giallo, blu, verde, rosso e nero. In questo caso le responsabili di questo spettacolo per la vista, sono le piante acquatiche rosse, che vivono sul fondale. Un altro posto in cui è possibile godere del color rosso è sulla spiaggia di Panjin, in Cina. In questo caso, il mantello rosso che ricopre la spiaggia è dovuto alle alghe che cresce sulla superficie dell’acqua e che poi si depositano sulla battigia.

Se preferite il colore blu, uno dei paesaggi che sicuramente non vi lascerà indifferenti è quello del lago Baikal che è profondo più di 1600 metri e contiene il ​​20 % di acqua, non congelata, presente in tutto il planeta. La cosa più sorprendente avviene quando il lago si congela, ed essendo l’acqua così limpida e turchese è possibile percepirne la profondità. Invece, quando il ghiaccio inizia a rompersi sembra che l’acqua esce fuori verso il cielo creando forme irregolari degne dei migliori scultori. Sicuramente qualcosa che i tuoi occhi dovrebbero assolutamente vedere.

Per continuare a godere del blu, è necessario spostarsi in Wyoming e visitare il Grande Prismatic Spring. L’acqua è blu brillante es è così bollente che non permette la sopravvivenza di nessun essere vivente, infatti i batteri, i minerali e le alghe sono raggruppate ai bordi creando varie sfumature di verde e giallo creando in questo modo un vero prismatico naturale.

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Quale sarà la prossima destinazione dei tuoi occhi per godersi l’immensità dei colori che ci offe la natura?

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Perché i nostri occhi lacrimano quando affettiamo le cipolle?

Sarete d’accordo con noi se ammettiamo che il momento in cui tagliamo le cipolle, si trasforma in un vero e proprio dramma! I nostri occhi non possono evitare di lacrimare, e spesso dobbiamo sospendere il taglio delle cipolle perché le lacrime ci impediscono di vedere e non possiamo continuare la preparazione della ricetta.

Ma perché i nostri occhi piangono quando si tagliano le cipolle? La ragione scientifica è molto semplice e si trova all’interno delle cellule di questo ortaggio. Quando tagliamo o tritiamo la cipolla si rompono alcuni dei suoi composti che contengono zolfo. Essi subiscono una reazione chimica che li trasforma in molecole più volatili che quando vengono rilasciate in aria, causando la lacrimazione.

Le terminazioni nervose dei nostri occhi sono estremamente sensibili, e sono capaci di percepire l’irritazione che produce l’acido solforico, perciò il cervello reagisce chiedendogli di produrre lacrime per diluire l’acido. Le nostre lacrime contengono una sostanza antibiotica e gli anticorpi necessari per proteggere l’occhio dalle invasioni esterne.

Ecco qua 5 semplici consigli per evitare le lacrime di coccodrillo in cucina:

1. Utilizza un coltello che non abbia la lama seghettata, in modo da evitare la rottura di più molecole che contengono zolfo.

2. Taglia la cipolla sotto l’acqua del rubinetto. In questo modo, anche se il taglio non è dei più semplici da eseguire, potrai assicurarti che le molecole di zolfo non verranno liberate nell’aria e quindi non raggiungeranno i tuoi occhi.

3. Lascia la cipolla in una bacinella piena d’acqua prima di tagliarla.

4. Congela la cipolla 10 minuti prima di tagliarla, in questo modo le molecole contenenti zolfo saranno più compatte e non si libereranno facilmente nell’aria.

5. Accendi l’estrazione della cappa, in modo da diminuire la concentrazione dello zolfo nell’aria.

Se provando tutti questi consigli, i tuoi occhi continuano a lacrimare, puoi sostituire la cipolla con erba cipollina oppure usare dei metodi più rudimentali, come indossare occhiali da sub mentre la tagli!

Conosci più trucchi per evitare di piangere ogni volta che tagli le cipolle? Condividili con noi!

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Gli ologrammi

Gli ologrammi sono immagini tridimensionali proiettate con effetti di luce che creano volume e profondità, facendo in modo che ciò che vediamo ci sembri reale. Per proiettare le immagini si utilizza un raggio laser che registra microscopicamente uno schermo trasparente che a sua volta, ricevendo la luce da una prospettiva corretta, proietta l’immagine che vediamo.

Saranno gli ologrammi la visione del futuro? Attualmente no, perché ancora nessun ologramma viene proiettato in tre dimensioni ed inoltre a seconda dell’angolo in cui viene osservato appare diverso. Anche se siamo più che certi che la visione degli ologrammi migliorerà tantissimo in un futuro prossimo.

Grazie ad un gruppo di investigazione dell’università di Cambridge l’ologramma viene usato per le diagnosi mediche, infatti con esso è possibile osservare i fluidi del paziente. Inoltre due dottori dell’Università St. George, stanno usando l’ologramma nell’ambito dell’insegnamento, infatti grazie ad esso sono riusciti a proiettare l’immagine e il funzionamento dei reni fino a 13 metri di altezza.

Per questo motivo affermiamo che gli ologrammi sono sempre più presenti nella nostra vita e con gli smartphone siamo capaci di riprodurli. Con un CD e dei semplici strumenti di cartoleria, possiamo creare un piccolo proiettore. La tecnica è molto semplice, basta creare un tetraedro con una scatola di plastica, come quella dei CD’s e proiettare un video come questo: sorprenderai tutti!!

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La tecnica dell’olografia è così avanzata che per la prima volta a Madrid, ha avuto luogo una manifestazione con ologrammi, in cui migliaia di manifestanti virtuali hanno protestato fuori dal Congresso dei Deputati. In questo modo, non soltanto hanno manifestato i cittadini spagnoli, ma anche molti altri, di altri paesi come della Russia, Messico, Argentina, Cile, Gran Bretagna, Francia, e altri ancora.

Una delle più recenti novità nel campo degli ologrammi arriva grazie a dei ricercatori giapponesi dell’Università di Tsukuba, che sono riusciti a creare degli ologrammi interattivi. Utilizzando una serie di laser, lenti e specchi, che fanno si che riusciamo persino a toccarli!! Che cosa ci riserverà il futuro? Michael Jackson ha già il suo ologramma, lo avremo tutti?

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